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Diario Qatar 2022: la finale del 2018 può ripetersi, ma occhio a Messi ed al Marocco

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Come quattro anni fa, anche in Qatar ci potrebbe essere Croazia-Francia come ultimo atto, ma la Pulce e gli incredibili marocchini potrebbero far saltare il banco

Due giorni di riposo prima del rush finale, due giorni di riflessioni su quello che il mondiale in Qatar è stato finora e su quello che sarà nel corso di quest’ultima settimana. Martedì e mercoledì sera andranno in scena due semifinali che pochi avrebbero immaginato di vedere a seguito della composizione del tabellone. Ogni nazionale rimasta si porta sulle spalle un carico di speranze e pressioni non indifferente, ogni potenziale finale ha un significato che come spesso accade andrebbe al di là del calcio.

Cominciamo dalla Croazia, che proprio non ne vuole sapere di vincere nei 90 minuti durante le sfide ad eliminazione diretta del mondiale, ma che ancora di più non non ne vuole sapere di perdere, soprattutto ai rigori. In Qatar, come quattro anni fa, i croati hanno passato ottavi e quarti di finale dal dischetto. Nel 2018 riuscirono a vincere anche la semifinale, ai supplementari con l’Inghilterra, ora invece se la dovranno vedere con l’Argentina. La Selecciòn ha tanti limiti in ogni reparto, ma è in fiducia e può contare su un Messi in forma stratosferica, alla sua ultima vera occasione per conquistare un titolo iridato. Mancano però ancora due partite, che saranno senza dubbio difficilissime. Proprio l’Argentina in passato è stata protagonista di due finali consecutive al mondiale contro lo stesso avversario: la Germania. Nel 1986 vinsero i sudamericani, trascinati da Maradona, mentre nel 1990, allo Stadio Olimpico di Roma, trionfarono i tedeschi. Ora, la storia si potrebbe ripetere con Croazia e Francia.

I transalpini sembrano lanciatissimi verso la doppietta dopo aver eliminato l’Inghilterra, probabilmente l’ostacolo più duro sul loro cammino. Nonostante gli infortuni ed una fase difensiva non sempre irreprensibile, la formazione di Deschamps è riuscita ad andare avanti in Qatar grazie alle sue straordinarie individualità e ad un cinismo proprio di chi ha già vinto e sa come gestire i momenti decisivi di un mondiale. I francesi se la vedranno nell’altra semifinale col Marocco, in una sfida carica di significati non solo sportivi, ma anche storici, politici e culturali. Restando al campo, la formazione africana è la miglior difesa del torneo, ha preso solo un gol su autorete finora (il precedente dell’Italia del 2006 può essere confortante in questo senso) ed ha già eliminato due top team europei: Spagna e Portogallo, oltre al Belgio nel girone. Con la Francia l’asticella dell’impresa sarà ancora più alta, ma Hakimi e compagni hanno già dimostrato di poter rendere reale l’impossibile.

Fonte immagine: Goal.com

Per concludere, un giusto tributo agli sconfitti. All’Inghilterra di Southgate, che se l’è giocata alla pari coi campioni del mondo, peccando, come spesso le succede, di concretezza nei momenti decisivi di queste competizioni. Al Portogallo, rimasto imbrigliato dal suo stesso talento, e a CR7, che non meritava di chiudere la sua carriera al mondiale in questo modo. Al Brasile, che era probabilmente la nazionale più forte ma anche quella storicamente più portata ai suicidi calcistici partendo da favorita alla Coppa del mondo. Infine, all’Olanda di van Gaal, che esce a testa altissima ed in maniera molto olandese: ai calci di rigore, dopo aver pareggiato con un gol al centesimo minuto su schema da calcio piazzato. Una nazionale unica sotto tanti punti di vista.

Luca Missori

(Fonte immagine: IlMessaggero.it)

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