Home News Diario Euro 2020 (21): col Cuore in mano

Diario Euro 2020 (21): col Cuore in mano

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Una giornata indescrivibile. Una vita salvata, la voglia di celebrarla, la vita, tramite il calcio e i suoi interpreti. Tra tifosi e normalissimi eroi

Il primo pezzo che scrivo su Euro 2020 scorre tra la paura incredibile passata ieri sera intorno alle 19, la voglia di leggerezza, riflessioni che si rincorrono alla velocità della luce su cosa sia l’informazione (le informazioni) al giorno d’oggi, quando si tratta di eventi così infami. Per cui ora su Passione del Calcio si gioca, nonostante tutto. Qui, sul mio blog Tutto Molto Bello, qualcosa di più intimo e riflessivo.

La solidarietà arriva anche oltre il Mediterraneo, con Hakimi che dedica il gol in Marocco-Burkina Faso

Dubito che il buon Christian Eriksen potrà tornare a inforcare gli scarpini, ma a vedere la foto di Kjaer che abbraccia la moglie del danese dell’Inter, lei che ha visto il marito quasi morirle sotto gli occhi, verrebbe da bollare tutto con un chissenefrega grosso come lo stesso stadio di Copenhagen che ospitava la partita; e abbracciare quei ragazzi, manco trent’anni a testa, che non avevano coraggio nemmeno di guardare i soccorritori. Per quanto non mi appartengano certe retoriche, mi esce dalla pancia gridare che no c***o, non si può morire in questo modo.

Ad ogni modo sembra che Eriksen si sia ripreso, ora come ora. Il ragazzo avrebbe parlato con i compagni. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. Intanto, due righe sulle partite di ieri. Coi finlandesi che urlavano “Christian”, seguiti dall’ “Eriksen” ritmato dai sostenitori danesi. Scandinavia, altri mondi.

GALLES – SVIZZERA 1-1

Gli uomini di Bale (che come scritto qui, sta pensando di mollare il football per darsi al golf) smezzano la posta con gli elvetici dell’ormai neoromanista Xhaka. Il ricchissimo Azerbaigian fa da cornice, lo stadio di Baku nello specifico, Sommer fa subito il drago (ma quanti anni ha, che lo vedo sempre in giro?), Schär cerca di imitare con il tacco Amantino Mancini al Roma-Lazio di qualche anno fa, poi sale in cattedra Embolo e fa il Lukaku: gol al 3′ della ripresa imitato da Moore a un quarto d’ora dalla fine. Ward, portiere gallese, fa i miracoli che tengono il match sul pari. Siamo primi, bene così.

DANIMARCA – FINLANDIA 0-1

L’interessante battesimo del fuoco degli eredi di Jari Litmanen si mette pure bene, parlando della réprise dopo la grande paura. Lo stacco imperioso vincente di Pohjanpalo al 60′ è sgraziato ma prepotente. Tipico dei finlandesi, parafrasando la pubblicità di una nota pubblicità di chewing-gum. Kasper Schmeichel ci mette del suo, con una reattività che non è esattamente quella di suo papà. A un quarto d’ora dalla fine il sottoscritto salta doppiamente dalla sedia, quando Hradecky intercetta la caramella al limone tirata dal dischetto dal danese Hojbjerg. Catenaccio e melina dura per i biancoblù, il resto è storia: la Finlandia ha gia preso il posto dell’Islanda come squadra simpatia?

BELGIO-RUSSIA 3-0

A San Pietroburgo gara tra due delle maglie più fighe dell’intero Europeo (leggermente meglio quella russa, bianca e semplice semplice). Romelu Lukaku lucida gli scarpini, gli ci vogliono dieci minuti scarsi per scrivere subito il nome sul tabellino -e dedicare naturalmente il gol a Eriksen, nerazzurro come lui-. Si ringrazia la premiata ditta dei centrali russi,che più che a calcio sembrano a una partita di palla avvelenata.
Meunier alla mezz’ora punisce di nuovo Madre Russia dalla difesa davvero agghiacciante, il portiere russo Sunin smanaccia sui piedi del subentrato a Castagne, che deve solo appoggiarla in porta. Tris finale con Big Rom che fa doppietta con la sua specialità: bruciare il marcatore e infilarla sul primo palo.

LE GARE DI OGGI

Subito polvere di stelle con Inghilterra-Croazia e vediamo se una volta tanto -speriamo di no-, Kane e compagni rompono la consistente dose di sfiga che si abbatte sui Tre Leoni, sempre tra le favorite ma mai vincente. Pandev e compagni (Macedonia del Nord) al debutto in assoluto sfidando l’Austria alle 18, chiude l’outsider di lusso (l’Olanda) contro l’Ucraina fresca di polemica sulla maglia nazionalista. Vediamo come sarà Sheva, alla prima da mister in un torneo di livello.

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Valerio Campagnoli (Fonti Sky, Internews, Corriere Dello Sport)

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