Home News Delio Rossi, dal tuffo nella fontana alla Coppa in un Olimpico strapieno

Delio Rossi, dal tuffo nella fontana alla Coppa in un Olimpico strapieno

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L’allenatore che più di tutti nell’era Lotito (Inzaghi escluso) è stato vicino ai tifosi, che lo hanno premiato con il loro affetto incondizionato

Delio Rossi arriva nella capitale nel 2005 in una Lazio che ha seri problemi economici e anche tecnici. La stagione precedente ha rischiato di retrocedere, salvandosi soltanto alla penultima giornata. Non appena sedette sulla panchina biancoceleste il tecnico romagnolo non fece proclami su obiettivi da raggiungere, il suo scudetto sarebbe stato il riportare la gente allo stadio. La tifoseria contestava Lotito, soprattutto per i suoi modi burberi e la sensazione che non gli importasse nulla del popolo laziale. Il primo tassello per la conquista dell’affetto eterno da parte della Curva Nord arrivò con la vittoria del derby del 10 dicembre 2006 per 3 a 0. Era la prima volta che la Lazio batteva la Roma con 3 goal di scarto in campionato. Per suggellare il trionfo, il buon Delio si tuffò nella fontana del Gianicolo a tarda sera. Quel gesto così “laziale” piacque particolarmente alla gente, che da quel dì lo porto in palmo di mano.

In pochi forse si rendono conto dell’importanza di Delio Rossi anche per la nascita della squadra attuale che sta lottando per lo scudetto. L’ultima partecipazione alla Champions League, datata 2007, porta proprio la sua firma. Non fu una coppa esaltante per i capitolini, ma la soddisfazione per il pareggio casalingo contro il Real Madrid di fronte al pubblico delle grandissime occasioni, bastò per fare felice il classe ’60 di Rimini.

Il punto più alto della carriera di Rossi venne raggiunto con la conquista della Coppa Italia del 2009 contro la Sampdoria. Dopo aver superato Milan e Juventus nei turni precedenti, la Lazio si ritrovò a giocarsi il primo trofeo dopo alcuni anni di digiuno. Era il 13 maggio del 2009, l’ennesima magia di Zarate aveva portato avanti i biancocelesti, ma l’esaltazione era durata poco perché Pazzini aveva ristabilito quasi subito la parità. Si giunse alla lotteria dei calci di rigore, Delio non vuole guardare e si gira verso la propria curva che desiderava tanto riempire. Per i blucerchiati sbaglia Cassano, ma anche Rocchi fallisce di fronte a Castellazzi. Quando Muslera neutralizza la conclusione di Campagnaro, il mister biancoceleste ancora non esulta. Dabo bacia il pallone e lo spedisce in rete. Rossi capisce che la Lazio ha trionfato dal boato incredibile dello stadio. Scoppia in un pianto di gioia mista a tristezza. Quella sarà l’ultima partita di Rossi sulla panchina dei capitolini.

FOTO: Roma.corriere.it

Marco Fabio Ceccatelli

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