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Dalla Macedonia del Nord alla Macedonia del Nord, l’Italia di Spalletti chiude e riapre un ciclo

Fonte ilriformista.it
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Domani a Skopje, gli azzurri scenderanno in campo contro i macedoni. Gara valida per il Gruppo C per le qualificazioni all’Europeo 2024

Cresce l’attesa per vedere all’opera la prima Italia di Luciano Spalletti. Domani alle 20.45 l’esordio a Skopje contro la Macedonia del Nord. Partita già di vitale importanza per gli azzurri, che si trovano in terza posizione nel gruppo C dopo appena due partite. Una sconfitta, in casa contro l’Inghilterra, e una vittoria a Malta sotto l’egida di Roberto Mancini. L’Italia deve mettersi nuovamente in carreggiata per evitare rischi e bocconi indigesti. L’obiettivo numero uno è insindacabile e si chiama Germania 2024. La Nazionale ha il dovere e l’obbligo di presentarsi da campione d’Europa in carica.

Macedonia del Nord nel destino

D’altronde la vita e soprattutto il calcio sono fatti di ricordi e di intrecci quasi impronosticabili. Si dice che il passato è passato, ma a volte questo è pronto a ritornare quando meno te lo aspetti. Appunto la Macedonia del Nord è il nostro più crudele e recente passato, che bisogna combattere e superare. L’Italia di Spalletti, destino vuole, esordirà proprio contro la squadra macedone che nel marzo 2022 ci condannò ad assistere per la seconda volta consecutiva al Mondiale sul divano. A Palermo, l’allora Italia di Mancini toccò il culmine del suo declino, uscendo sconfitta per 1-0 nei minuti di recupero davanti ad un Barbera gremito. L’Italia campione d’Europa si era dovuta inchinare alla modestissima Macedonia del Nord. Sicuramente una delle pagine calcistiche e sportive più brutte della storia recente della Nazionale azzurra. Il cerchio adesso si chiude. Dalla Macedonia alla Macedonia. Da Palermo a Skopje. Dagli svevi ad Alessandro Magno, tutto ritorna: adesso sta all’Italia ritrovare la china e riprendersi la sua rivincita.

Mentalità nuova

Spalletti lo ha ribadito a più riprese durante la sua conferenza stampa di iniziazione. “Mister, cosa vuole vedere dall’Italia? Cerco la felicità! Io non riesco ad essere felice se non vedo gente felice intorno a me“. Chiaro e conciso il nuovo CT, che ha già le idee ben chiare. La Nazionale post Europeo era, effettivamente, diventata una selezione (e non squadra) spenta, sfilacciata e con poca voglia di fare unità e coesione. Insomma, per dirla in breve: non si vedeva l’ora di ritornare ad allenarsi con i club. La mentalità di essere un giocatore da Nazionale e per la Nazionale si era smarrita, persa e abbandonata, rimasta probabilmente all’interno dei meandri di Wembley. Domani a Skopje – più che nuovi schemi e meccanismi tattici – per cui ci vorranno almeno altre settimane di sosta per assimilarli bene – l’Italia intera si aspetta una squadra (e non selezione) unita, tonica e con grande voglia ed entusiasmo. Insomma, una vera Italia con un’altra mentalità: quella da grande Nazionale.

Sandro Caramazza

Fonte foto: Il Riformista.it

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