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Dal 2010 al 2023 : l’Inter finalista si scopre meno esperta ma più italiana

Fonte sosfanta.calciomercato.com
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Nei giorni che precedono l’atto finale di Istanbul sono inevitabili confronti e statistiche, rispetto a 13 anni fa uno degli aspetti che saltano più all’occhio è la maggior presenza di calciatori di casa nostra

Mancano ormai solo tre giorni, i tifosi dell’Inter aspettano con trepidazione. Sabato, infatti, va in scena la finale di Champions League 2023 che ad Istanbul vedrà di fronte nerazzurri e Manchester City. Un traguardo solamente sognato a inizio stagione. Dopo 13 anni l’Inter torna nella partita più importante, solo la Juventus durante questo periodo era riuscita ad arrivarci uscendo sempre battuta sia nel 2015 che nel 2017. Ora la squadra di Simone Inzaghi non parte certo con i favori del pronostico ma ha il vantaggio di approcciare al match con la mente serena sapendo di non aver nulla da perdere al cospetto di una delle superpotenze d’Europa, una corazzata che potrebbe vincere il triplete.

A proposito di triplete in questi giorni si susseguono i confronti con il 2010. La prima differenza è sicuramente l’esperienza. Tredici anni fa l’Inter era una squadra composta da giocatori già al culmine delle loro carriere o chi addirittura al termine, con tanti trionfi e partite alle spalle. Alcuni eroi di quella stagione lasciarono il calcio ad alti livelli, o addirittura appesero gli scarpini al chiodo, pochi anni dopo. Quest’anno a parte qualche elemento e l’età media comunque non distante (titolari del 2010 29,5, probabili titolari del 2023 28,9) è una formazione sicuramente meno abituata a certi palcoscenici.

L’aspetto che si discosta totalmente dal 2010, che sicuramente farà più piacere al nostro movimento calcistico, è la presenza nei probabili titolari di almeno 5 giocatori italiani. La metà dei giocatori di movimento con in più il tecnico, Simone Inzaghi in luogo di Josè Mourinho. Quest’ultimo schierò nella notte di Madrid una formazione di soli giocatori stranieri. Gli unici rappresentanti azzurri erano Toldo, Materazzi e Balotelli in panchina. Solo il numero 23, però, calcò il prato del Bernabeu.

Sabato sera, invece, se le sensazioni della vigilia saranno confermate, avremo all’Ataturk la difesa che proverà a respingere Haaland e compagni completamente targata Italia. Darmian, Acerbi e Bastoni proveranno ad imporre il muro made in Italy all’armata di Guardiola. Completano il quintetto italiano Barella in mezzo e Dimarco sulla fascia sinistra. In panca Cordaz, D’Ambrosio, Bellanova e Gagliardini. Un cambio di rotta importante per una squadra, l’Inter, accusata da sempre in serie A di abusare della presenza di calciatori stranieri in campo. Se n’è accorto anche il c.t. Mancini che ha convocato i cinque titolari per la fase finale della Nations League, negli ultimi anni mai così tanti rappresentanti nerazzurri nelle convocazioni azzurre.

Ironia della sorte, unico cambio da italiana a straniera tra 2010 e 2023 riguarda la proprietà del club.

Una rappresentanza dell’anima italiana interista: Barella, Dimarco, Bastoni e Simone Inzaghi – Fonte fantacalcio.it

L’ultimo confronto da fare rimane quello del campo. Guardiola in questi giorni cerca di gettare acqua sul fuoco riguardo il partire favoriti ma sa benissimo di avere un’occasione irripetibile. Simone Inzaghi dal canto suo sa anche lui di avere una grande chance ma forse con la leggerezza di aver costruito qualcosa che nessuno si aspettava, forte già di due trofei stagionali e della qualificazione alla prossima Champions League. Staremo a vedere, il verdetto finale spetta sempre al rettangolo verde.

Glauco Dusso

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