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Coronavirus, è fuga dalla Cina. Cosa faranno adesso Pellé e Co…

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Analizziamo la situazione all’interno del paese mandante dell’epidemia, cercando di capire come la Federcalcio cinese ha deciso di approcciare al fenomeno di contagio del virus

Stanno aumentando sempre di più le misure di prevenzione contro la divulgazione del parassita, e rimbalzano da un emisfero all’altro notizie di procedure cautelative, da parte di questo o quell’altro paese nel tentativo di circuire l’epidemia, che vede come focolaio principale la città cinese di Wuhan situata nella Cina centrale con oltre 11 milioni di abitanti. E’ di poche ore fa la notizia del primo decesso avvenuto fuori dal territorio della grande nazione asiatica orientale.

CALCIO IN CINA – Volendo entrare in punta di piedi, invece, nella nazione a cui fa capo il presidente Xi Jinping, va registrato che la Chinese Football Association, la Federcalcio cinese ha deciso di rinviare tutte le partite in programma nel 2020 per evitare il contagio su larga scala. Anche gli incontri, valevoli per la qualificazione alla Champions League asiatica sono stati sospesi a data da destinarsi. Rinviata quindi anche la gara della finale di Supercoppa tra il Guanghzou Evergrande di Fabio Cannavaro e lo Shanghai Shenhua di Stephan El Shaarawy che avrebbero dovuto giocare il 15 di febbraio. Del campionato fanno parte anche le vecchie conoscenze Pellé e Eder. Atleti che hanno deciso di concludere la propria carriera a suon di renminbi cinesi, ma che di fronte ad un periodo di arresto forzato e trovandosi all’interno di un contesto esasperato, potrebbero incappare nel rischio di soffrire una sorta di apolidia sportiva. Largo alle ipotesi che si paventerebbero, a questo punto, come l’idea di cercare gloria in quello che prima per loro era considerato il “vecchio continente”, ma che adesso diventerebbe luogo di approdo e salvezza. L’allenatore italiano, ed ex gloria rossonera, Roberto Donadoni che dovrebbe rientrare in Cina ad allenare il suo Shenzen, intervistato ha detto che nel momento in cui ci saranno le necessarie garanzie farà ritorno nella metropoli che collega Hong Kong al resto del paese, e onorerà il suo contratto. Chi ne sta facendo le spese non sono soltanto coloro che vivono stabilmente entro la nazione della Grande Muraglia. In Australia, ad esempio la nazionale di calcio femminile è stata messa in isolamento a causa del virus. La squadra, allenata dal cittì francese Bruno Bini, dovrà rimanere sotto osservazione in albergo fino al 5 di febbraio. Tanti altri i casi di pseudo prevenzione che hanno portato ad interruzioni o rinvii di manifestazioni sportive che non avevano in effetti gli estremi di rischio di epidemia. La paura che si possa alimentare una forma incolta di sinofobia che andrebbe a confondersi con la reale attenzione alle misure cautelative, è reale. E come sempre, di fronte a diversità sarà la proprietà intellettuale individuale che prevarrà sull’embrionale iniquo giudizio o pre.

Fonte della foto: foxsport

Cesare D’Agostino

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