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Champions League, la rivolta degli ex. Il Barça piega l’Inter con un gol per tempo – Analisi e pagelle

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Rafinha, autore del gol dell'1-0

Apre Rafinha, traversa di Coutinho, poi la chiude Jordi Alba. Vittoria meritata per i blaugrana che volano a 9 punti nel gruppo B

Senza Messi il Barcellona è un po’ meno forte, aveva detto Spalletti alla vigilia. Vero, anzi verissimo. Il livello di pericolosità degli spagnoli però è sempre alto e stasera al Camp Nou la banda nerazzurra ne ha avuto piena dimostrazione. L’Inter ha provato a tenere testa all’attuale capolista della Liga ma alla lunga la maggior qualità dei blaugrana ha fatto la differenza.

Nel 4-2-3-1 spallettiano di partenza ci sono tre variazioni rispetto all’undici iniziale visto con il Psv: out Miranda, Borja Valero e Candreva in luogo di de Vrij, Nainggolan (out per infortunio) e Politano. La missione gol fa perno sul motivatissimo Maurito Icardi. Nelle fila del Barça c’è Rafinha che prova a farsi rimpiangere dai suoi ex compagni, al 25enne nato a Sao Paulo il compito di supportare Coutinho e Suarez “orfani” della genialità di Leo Messi.

La Pulce, con il braccio fasciato, assiste al match con trasporto dalla tribuna e il primo brivido glielo procura il suo portiere ter Stegen che sbaglia un comodo rinvio “invitando” al tiro Ivan Perisic a cui non riesce però di trovare il golazo. Così come gli spagnoli non trovano varchi grazie all’ordine tattico degli ospiti, che si difendono con ordine e al 16′ per poco non passano. Discesa di Perisic e cross basso sul primo palo su cui si fionda il cobra Icardi, decisivo qui il disturbo di ter Stegen sull’argentino. Una spallata al ciclope blaugrana che accecato evidentemente dalla rabbia si scuote e fa tremare l’Inter: zuccata di Lenglet su azione d’angolo, Handanovic è efficace quanto basta per respingere la minaccia. Il Barça comincia a lavorare ai fianchi l’avversario, in particolar modo… quello destro, zona di competenza di D’Ambrosio e Candreva che ripiega spesso in aiuto del compagno. I nerazzurri faticano ad uscire dall’area, Spalletti si imbufalisce quasi a presagire il fattaccio. Che si materializza al 32′ quando Suarez pesca in area Rafinha, proprio lui, bravo a smarcarsi a centro area (assai meno Skriniar a non seguirlo) e a battere l’incolpevole Handanovic per l’1-0.

L’Inter soffre ma non molla, Vecino fa una bella cosa calciando di prima da fuori ma il pallone non scende come dovrebbe. Peccato. Il primo tempo si chiude con una punizione di Coutinho deviata dalla barriera in angolo. Non succederà più nulla.

Logico che l’Inter debba cambiare qualcosa, nell’atteggiamento e negli uomini. Il restyling inizia con Politano al posto di Candreva e gli effetti sono subito positivi perché l’esterno entra nel campo col suo mancino e un suo tiro-cross intriso di veleno impegna ter Stegen, attentissimo. Politano ci riprova subito dopo stavolta da centro area, sinistro alto e Spalletti disperato. Dall’altra parte si fa vedere prima Suarez che dopo una serpentina fra Asamoah e Miranda si presenta al tiro, respinto da Handa. L’inerzia ritorna dalla parte degli uomini di Valverde, che non avrebbero bisogno di aiutini come quando Asamoah sbaglia un disimpegno fornendo l’assist perfetto per Lenglet: diagonale a due passi dalla porta, San Handanovic è ancora presente.

Entra Lautaro Martinez per Borja Valero, mossa di Spalletti che la dice lunga sulla voglia nerazzurra di trovare una nuova rimonta. Con gli spagnoli però non si può abbassare la guardia, mai. Lezioni di contropiede perfetto al 70′ con Cou che mette in mezzo per Suarez, incornata respinta da super Samir ma non finisce qui perché lo stesso Coutinho, su assist di Rakitic (braccio sospetto), centra la traversa piena! Esce Ivan Perisic per Keita, l’Ivan del Barcellona invece rimane in campo e si vede… terribilmente: all’82’ Rakitic conclude col mancino a giro, Handa stavolta vola, non ci arriva ma la palla esce di poco. Il croato resta lucido e un minuto dopo illumina per Jordi Alba che sfugge alla guardia di Skriniar e incrocia imparabilmente per Handanovic. E’ il gol che spazza via ogni dubbio su chi vincerà la sfida, ci prova ancora Suarez a regalarsi un gol che meriterebbe ma il baluardo sloveno compie l’ennesimo intervento della sua serata.

Finisce 2-0 per il Barça che fa valere la sua qualità e vola a 9 punti in classifica, davanti agli occhi del suo pubblico che chiude osannando il suo “Dio”, Leo Messi.

L’Inter è partita discretamente per poi subire l’iniziativa, il possesso palla e le trame di gioco blaugrana. Buono lo sprint nerazzurro all’uscita dagli spogliatoi e rammarico per un paio di buone occasioni mancate. Il pari tra Psv e Tottenham lascia comunque i nerazzurri al secondo posto e nelle condizioni di poter guardare all’euro-futuro con ottimismo.

LE PAGELLE DELL’INTER

HANDANOVIC 7: Cinque interventi degni di nota, assolutamente da assolvere sui due gol incassati.

D’AMBROSIO 5.5: Meglio nella ripresa quando ha avuto in Politano un partner migliore rispetto a Candreva. Nel primo tempo, però, va in sofferenza in più di un’occasione e sbaglia appoggi in ripartenze.

SKRINIAR 5: Dispiace bocciarlo perché si fa notare per la sua personalità, anche in fase offensiva. Sui due gol del Barça però le sue colpe sono evidenti.

MIRANDA 6: Tiene botta con Suarez, fatica di più nella ripresa non solo per “colpa” del Pistolero visto che il Barça è un fiume in piena. Nel complesso non demerita.

ASAMOAH 5: Non spinge e dietro offre meno garanzie del solito, rischiando un frittatone con un disimpegno da Halloween.

VECINO 6: Il più propositivo dei centrocampisti nerazzurri, cerca di accompagnare Icardi e si fa vedere al tiro.

BROZOVIC 5.5: Fatica ad emergere tra i colossi del centrocampo spagnolo, partita di epic-sofferenza.

BORJA VALERO 5: Difficile fargliene una colpa ma questa più che mai non poteva essere la sua gara. DAL 63′ LAUTARO MARTINEZ 5.5:  Si fa notare solo per un giallo di frustrazione perché un doppio sombrero proprio non gli va giù.

CANDREVA 5.5: Gioca un tempo prettamente difensivo, l’unica volta che si spinge oltre la metà campo lamenta una disarmante solitudine. DAL 46′ POLITANO 6.5: E’ l’uomo che sembra poter guidare l’ennesima rimonta nerazzurra. Così non sarà ma resta il più pericoloso dei suoi.

PERISIC 6: Non era al meglio e si è visto, però crea una bella palla gol per Icardi. DAL 77′ KEITA S.V. Una torsione di testa bloccata da ter Stegen, poi poco dopo il Barcellona chiude la partita e c’è ben poco materiale per valutare il senegalese.

ICARDI 5: Troppo solo là davanti dove come al solito fa tanto movimento. Aspetta il suo momento ma stavolta il guizzo risolutivo non arriva.

SPALLETTI 5: A centrocampo aveva la coperta un po’ corta, lui ci mette del suo con qualche scelta discutibile ma contro questo Barcellona era difficile fare punti.

LE DICHIARAZIONI DI SPALLETTI

Siamo entrati un po’ frenati, abbiamo concesso troppo campo e quando abbiamo recuperato palla non siamo riusciti a portarla fuori bene, subendo il loro pressing”. Partita persa per il maggior possesso palla del Barcellona? “Sì perché quando non tieni palla perdi energie e lucidità, sei costretto a rincorrere, a giocare lontano dalla porta snaturando il concetto di squadra. Nonostante le difficoltà che abbiamo avuto a centrocampo per l’infortunio di Nainggolan comunque le nostre occasioni le abbiamo avute. Loro però sono stati più forti di noi e hanno vinto meritatamente”.

Fonte foto: corrieredellosport.it

Federico Vitaletti

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