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Cercasi Cagliari disperatamente

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Fonte centotrentuno.com

I rossoblu non vincono da più di due mesi e sono reduci da quattro sconfitte consecutive, Di Francesco sulla graticola ma per ora vince il buonsenso, atteggiamento che forse andava usato alla fine della scorsa stagione

La Sardegna calcistica non è per il momento un’isola felice. La compagine guidata da Eusebio Di Francesco, partita con grande entusiasmo, si trova in un pantano fangoso da cui non riesce a tirarsi fuori. Con quella di domenica in casa della Fiorentina ora sono quattro le cadute consecutive, i tre punti, invece, non arrivano da inizio novembre ovvero dal successo casalingo sulla Sampdoria. Di Francesco nelle sue nuove avventure non ha mai entusiasmato subito ma in questa occasione il periodo negativo sembra protrarsi più delle altre volte in carriera.

Tutti gli indizi porterebbero all’esonero del tecnico anche se al momento sembra che il presidente Giulini voglia scegliere la strada del buonsenso per non buttare quanto costruito fino ad ora. Il buonsenso, però, probabilmente avrebbe dovuto prevalere anche nel precampionato vista la situazione pandemica applicata al calcio. Il Cagliari veniva da un lockdown e un post lockdown vissuto con Walter Zenga, periodo particolare in cui il gruppo è rimasto coeso portando a termine una stagione, quella scorsa, difficile per tutti.

Visto il minimo lasso di tempo tra un torneo e l’altro scegliere la continuità sarebbe stata la soluzione migliore. Cambiare completamente metodologia di lavoro stravolgendo ancora una volta la preparazione dei calciatori è stato, con tutta probabilità, un autogol. Le qualità di Eusebio Di Francesco non si discutono ma avere un mese scarso per preparare la stagione avrebbe messo in difficoltà chiunque. Lo stesso Zenga rimase sorpreso dal brusco stop al suo lavoro e forse non aveva tutti torti.

Lunedì alla Sardegna Arena c’è il Milan capolista, impegno peggiore per uscire dalla crisi. Il Cagliari ha comunque le attenuanti del caso in questa prima parte di campionato. Il covid-19 ha falcidiato il gruppo sardo mettendo KO diversi elementi tra cui anche i più rappresentativi come Godin, Nandez e Simeone tra gli altri. Il processo di crescita, quindi, ha rallentato nuovamente. L’arrivo di Nainggolan, che deve raggiungere ancora la forma migliore, potrebbe far scattare quella scintilla che ha in mente Di Francesco, trattandosi di un suo pupillo. La speranza è che il belga possa veramente dare quel qualcosa in più salvando chi più di tutti lo ha voluto in squadra. Dover salutare il mister dopo altri risultati negativi sarebbe sia per lui che per tutto l’ambiente una vera beffa.  

Glauco Dusso

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