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Cambia l’allenatore ma non la tendenza: il Monaco non sa più vincere

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La crisi infinita dei monegaschi si arricchisce di un nuovo capitolo dopo l’eliminazione dalla Coupe de la Ligue: evitare la retrocessione è l’ultima, disperata, speranza

Al Centre d’entraînement La Turbie il morale è basso, al di sotto dello zero se potessimo quantificarlo.

La sconfitta, l’ennesima della stagione, patita contro il Guingamp ai rigori certifica la crisi che stanno vivendo gli uomini di Jardim che, da quando ha ripreso le redini della squadra, ha già collezionato due k.o. in altrettante sfide.

Ad oggi sembra non essere stata proficua la scelta dei vertici societari di riaffidare ad uno degli uomini di fiducia di Jorge Mendes la panchina dei rouges et blancs ma sarebbe difficile non biasimare la decisione se non sapessimo che a questo punto della stagione essa rappresentava la proverbiale ultima spiaggia. Henry, esautorato dall’incarico la settimana scorsa, non è stato in grado di tradurre i sorrisi e l’entusiasmo in risultati: sotto la sua gestione les asèmites hanno disputato 20 gare ottenendo 4 vittorie e totalizzando una media punti di 0,95 a partita. Ultimi nel girone di Champions League, sopraffatti a domicilio anche dal modesto Brugge per 0-4 (sconfitta più pesante della storia nelle competizioni europee), eliminati dalla Coupe de France (Coppa di Francia) dal Metz (club militante in League 2, la seconda divisione transalpina) e diciannovesimi in campionato, incapaci di uscire dalle sabbie mobili della retrocessione: il quadro della crisi è completo.

L’ex stella dei Gunners non è riuscita a dare certezze, lo testimoniano i 9 moduli diversi provati durante la sua gestione, sintomo dell’incapacità di curare i mali della squadra, tantomeno di capirli. Il pupillo di Wenger è riuscito ad acuirli: si è inimicato l’intera rosa dopo la minaccia di convocare i giocatori delle giovanili e non quelli della prima squadra e non è mai riuscito a creare un buon rapporto con il capitano Falcao.

Il poco edificante improperio rivolto al terzino avversario Kenny Lala in occasione dell’ultima gara sulla panchina dell’ASM (persa 1-5 al Louis II contro lo Strasburgo) è stato l’emblema della tensione accumulata in questo periodo e della necessità di porre fine a questa prima esperienza da allenatore, un boomerang e non un volano per la sua carriera.

Jardim dovrà fare gli straordinari: rasserenare l’ambiente e ridare un’identità di gioco sono le prime voci sulla sua agenda. Un aiuto potrebbe arrivare dal mercato. Hanno sposato il progetto bianco-rosso: il terzino sinistro Ballo Tourè prelevato dal Lille; il difensore centrale Naldo, per anni colonna del Werder Brema, arrivato dallo Schalke 04; il mediano ex Roma Vainqueur dell’Antalyaspor; l’ala destra Gelson Martins dell’Atletico Madrid; l’attaccante Vinicius giunto in prestito dal Napoli dopo i sei mesi nelle fila del Rio Ave (14 reti in 20 incontri); Fabregas, calciatore che a differenza dei precedenti ha bisogno di poche presentazioni. Nelle prossime ore si attende anche l’ufficializzazione di Kagawa del Dortmund.

Paolo A.G. Pinna
Fonte foto: Gazzetta.it

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