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Calendario e infortuni: l’Inter scopre la rosa duttile

Fonte sportmediaset.mediaset.it
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L’infermeria mette in allarme i nerazzurri che soprattutto nel reparto arretrato dovranno inventarsi qualcosa per non sovraccaricare alcuni elementi, il segreto sta in alcuni giocatori che posso ricoprire più ruoli

L’Inter travolge il Napoli, dando l’ennesima dimostrazione di forza. Di contro perde due pedine in questo momento fondamentali, ovvero Dumfries e de Vrij per i prossimi impegni. Si aggiungono a Pavard, ancora fuori per due settimane, e Bastoni, anche se quest’ultimo per sua stessa ammissione è sulla via del rientro. E’ in questo momento che le grandi squadre devono fare di necessità virtù, soprattutto se si ha la possibilità di farlo. La rosa dell’Inter, costruita in maniera magistrale dalla dirigenza nerazzurra, si sta dimostrando materia plastica che Simone Inzaghi riesce a forgiare per ogni evenienza. La sensazione che la Beneamata dà quest’anno è proprio questa. Niente scalfisce i nerazzurri che a testa basta continuano a macinare gioco e prestazioni, ovviamente consapevoli che in questa stagione il materiale umano c’è eccome.

Dove questa “magia” accade è soprattutto del reparto difensivo. Depositario principale di queste caratteristiche, ma non lo scopriamo di certo oggi, è Matteo Darmian. Sin dai tempi di Conte, quando arrivò sottotraccia tra gli sberleffi generali, il jolly difensivo è diventato un caposaldo della squadra. Non parte mai tra i titolari ma giocoforza lo diventa sempre. La sua duttilità soprattutto in un modulo come il 3-5-2 è oro per il suo allenatore. Ormai si destreggia (gioco di parole con la sua corsia preferenziale) con qualità intatta sia da “braccetto” difensivo che da esterno destro. Di fatto con la convalescenza di Cuadrado a coperto le spalle sia a Pavard che a Dumfries e vista la situazione continuerà a farlo. All’occorrenza si è spostato anche a sinistra. Tuttofare totale.

In maniera minore troviamo anche Francesco Acerbi. Il “cyborg” della difesa interista, colui che non riposa mai, ha nel ruolo di centrale la sua posizione ideale. Molte volte, però, Inzaghi lo utilizza anche come braccetto sinistro. Lui obbedisce senza fiatare, sgroppando in avanti senza paura nonostante il fisico non sia quello di un laterale. L’assist per Frattesi nella gara col Benfica ne è la testimonianza, della serie “se vuoi, puoi”.

La sorpresa più importante venuta fuori dal Maradona si chiama Carlos Augusto. Come detto l’Inter riesce ad adattarsi alle situazioni più impreviste. Ecco, contro il Napoli perdere de Vrij dopo pochi minuti avrebbe scombussolato chiunque. Il soldato Carlos, invece, memore dei suoi trascorsi monzesi si piazza nel nuovo ruolo coprendo le spalle a Dimarco. Risulterà uno dei migliori, facendo capire che anche lui all’occorrenza può sdoppiarsi ed essere utile quando l’emergenza chiama. Un ruolo che tra l’altro ha ricoperto anche il suo compagno di fascia. Sia nell’Inter che nel Verona Federico Dimarco ha saputo dire la sua anche in difesa.

Se cerchiamo prove più avanti nel campo troviamo giocatori come Mkhitaryan, che possono fare le veci di una seconda punta sostenendo l’attaccante di turno. Come lui gli stessi Klaassen e Sensi, finora i meno utilizzati. Insomma l’Inter ha nei suoi calciatori l’ennesima dote: la duttilità, la capacità di poter ricoprire più ruoli senza perdere qualitativamente.

Concludendo questa caratteristica può richiamare forse l’aspetto che viene più fuori nell’Inter di quest’anno. A vedere fotografie, video, testimonianze social, si respira l’aria di una comunione di intenti, di gruppo forte probabilmente mai vista. La voglia di aiutare l’altro, di non far sentire le assenze sono peculiarità fondamentali in un gruppo di lavoro o in una squadra. Simone Inzaghi e i suoi ragazzi sembrano aver intrapreso il cammino giusto. Finale di Champions League e screzi di mercato hanno forgiato un gruppo coeso e bello da vedere. Solo il tempo ci dirà se sarà anche vincente.

Glauco Dusso

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