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Calcio e violenza, un connubio inalterabile e irrefrenabile

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Aumenta la violenza negli stadi ed a seguito delle partite di calcio e questo avviene a tutti i livelli, dai dilettanti, ai campionati nazionali, alle coppe europee

Nell’arco dei decenni sono stati portati avanti studi per comprendere il fenomeno della violenza che “perseguita” il calcio, così come altri sport e le spiegazioni sono tante, ma le soluzioni non si trovano. Si parla di droga, di interessi secondari che con il calcio non hanno nulla a che vedere, ci sono denunce, arresti, condanne, insomma il peggio possibile ed il più lontano da quella che dovrebbe essere la reale concezione dello sport! Al Ministero dell’Interno, nel 2005, è stato istituito l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (in seguito ONMS), inteso a coinvolgere ed a permettere la massima collaborazione tra tutti gli attori interessati alla prevenzione ed al contrasto della violenza in ogni competizione sportiva. Lo scopo ultimo vorrebbe essere quello di rendere gli impianti sportivi luoghi più accoglienti e sicuri anche per le famiglie, permettendo di recuperare una dimensione sociale consona e più vicina ai veri valori dello sport. Tutto molto bello e l’Italia, come spesso accade, è avanti in questo settore, ma purtroppo i dati che l’ONMS emana ogni anno non migliorano e, anzi, sembrano più dei veri e propri bollettini di guerra.

I dati forniti dall’ONMS riportano un incremento significativo su feriti, denunce, arresti, forze dell’ordine impiegate e questo vale anche rispetto alle stagioni pre-Covid. Nella stagione 2022/23 l’osservatorio ha monitorato 2.662 incontri di calcio (di cui 381 di Serie
A) ebbene questi hanno richiesto l’impiego di ben 240.797 tutori delle forze dell’ordine. Quante risorse umane ed economiche per tutelare la salute di coloro che hanno partecipato ad un evento sportivo!!! Evitiamo di snocciolare altri numeri che, seppur significativi, sarebbero probabilmente noiosi. Dovrebbero bastare le parole come feriti, denunciati, arrestati, per comprendere che non siano quelle adatte a delineare e raccontare una manifestazione sportiva che dovrebbe aggregare e non dividere, dovrebbe dare gioia e non dolore, dovrebbe condurre ad un passatempo sano e non rovinare la vita di chi vi prende parte come spettatore.

Andare ad assistere ad una partita di calcio dovrebbe essere un evento di sport e allegria e non ci vai portando spranghe e mazze, ci vai semmai con un panino nello zaino, dando la mano alla tua ragazza o a tuo figlio, ci vai sorridendo e non guardandoti le spalle con il timore che qualcuno possa colpirti. Dovresti camminare in direzione dello stadio libero e spensierato, come se stessi andando a fare una scampagnata tra la natura ed invece devi spesso camminare tra un cordone di forze dell’ordine e non puoi passare dove ti pare, ma devi seguire un preciso percorso, perché sia mai che incontri i tifosi avversari! Siamo noi gli artefici di tutto questo, siamo noi che limitiamo la nostra libertà ed è tutta colpa della stupidità e dell’ignoranza, del non saper distinguere il valore delle cose che stiamo facendo, delle nostre azioni e delle conseguenze.

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Fonti foto: primabergamo.it; lastampa.it

Luigi A. Cerbara

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