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Bukayo Saka: l’oro di Londra 

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A 21 anni l’esterno inglese è già un perno dell’Arsenal e della nazionale ed ora sembra essersi completamente ripreso dalla delusione post europeo 

“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” diceva Francesco De Gregori a proposito di chi sbaglia un calcio di rigore. Senza dubbio è così, ma certi errori dal dischetto in certi momenti possono condizionare in negativo la carriera di un calciatore, soprattutto se è agli inizi. Nel caso di Bukayo Saka, un diciannovenne viene incaricato di battere il quinto rigore di una finale dell’Europeo. Sbaglia, gli avversari vincono, la sua nazionale perde davanti ai propri tifosi. La delusione è grande, arrivano gli insulti, anche a sfondo razzista, verso di lui e i suoi cari. Molti si sarebbero abbattuti, lui per fortuna no. 

Partiamo dall’inizio: Saka nasce a Londra nel settembre 2001 da una famiglia di origine nigeriana. Da piccolo viene soprannominato Sakinho, per la sua tecnica e la sua rapidità che ricordano più i calciatori brasiliani che quelli inglesi. Il suo sogno però, come quello dei suoi genitori, è giocare nell’Arsenal, la propria squadra del cuore. E’ bravo e fortunato sin da subito, dato che già a 7 anni entra nell’Academy dei Gunners e da lì non uscirà più. Dopo dieci anni di settore giovanile, viene aggregato alla prima squadra a fine 2018, facendo il suo esordio in Premier League a capodanno del 2019, nel derby vinto dall’Arsenal per 4-1 sul Fulham. Quel giorno, diventa il primo giocatore classe 2001 ad esordire nella massima divisione inglese. Nella stagione successiva, Saka colleziona diverse presenze ma poche reti, appena 4 in 38 presenze totali. L’anno dopo va un po’ meglio, il suo talento, seppur acerbo, inizia ad emergere ed a fine 2020 arriva anche la prima partita da titolare con l’Inghilterra. I tempi ormai sono maturi e l’estate seguente si guadagna anche la convocazione per Euro 2021. 

Il talento inglese all’europeo va spesso in panchina, ma fa comunque il suo quando viene chiamato in causa ed insieme ai compagni raggiunge la finale di Wembley. Il resto è storia nota: Southgate lo manda in campo dalla panca nella sfida con l’Italia e gli affida anche il quinto rigore della serie. Tradito dall’inesperienza e dalla tensione, Saka si fa ipnotizzare da Donnarumma e regala la coppa agli Azzurri. Sono giorni difficili per lui, preso come capro espiatorio di un fallimento collettivo e vittima di vergognosi insulti razzisti. Un altro giocatore, alla sua età, si farebbe schiacchiare dalle critiche, lui invece no. La stagione successiva è la migliore della sua breve esperienza all’Arsenal, l’esterno dei Gunners infatti raggiunge la doppia cifra di gol e pone le basi per l’ulteriore salto di qualità avvenuto in questi ultimi mesi. A neanche 22 anni, Saka è ormai il leader tecnico della formazione di Arteta ed è anche il rigorista della squadra, con ottimi risultati. Il penalty sbagliato ad Euro 2021 sembra un lontano ricordo. 

Non siamo neanche ad aprile e Saka ha già superato il numero di reti segnate nella stagione scorsa, ma cosa ancora più importante il suo Arsenal è primo in campionato a +8 sul Manchester City, che però ha una gara in meno. I Gunners hanno ottime chances di tornare a vincere la Premier League dopo 19 anni e se ci riusciranno uno dei principali artefici di questo successo sarà proprio Sakinho, che da mesi ormai quando segna va alla bandierina ad esultare proprio come il suo idolo Henry, leader degli Invincibili di Wenger. Chissà che non siano proprio Saka ed Arteta a raccogliere il testimone di quell’incredibile squadra. 

Luca Missori 

(Fonte immagine: Lucelanazione.it)

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