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Borussia M’Gladbach-Inter, una sfida durata 40 giorni

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A poche ore dal fischio d’inizio, riviviamo il clamoroso confronto in campo ed extra campo, che coinvolse queste due squadre nel 1971

Sono passati ben 49 anni dalla famosa “Partita della lattina” e Borussia M’Gladbach e Inter sono nuovamente a confronto per un importante traguardo europeo. In quel caso si giocava per gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni, vinta poi in finale dal calcio totale di Cruyffiana memoria proprio contro i nerazzurri.

Come tutto ebbe inizio

A poche ore dal fischio d’inizio del match appare comunque opportuno ripercorrere quei ben 40 giorni di sfide sul campo e sui tribunali. La sera del 20 ottobre 1971, si affrontavano al Bokelbergstadion di Monchengladbach i campioni d’Italia dell’Inter, vincitori dello scudetto 1970/71, dopo una rimonta clamorosa guidata dall’ex tecnico della primavera Invernizzi, e la cosiddetta “squadra del secolo”, campione di Germania e folta di talenti del calibro di Heynckes, le Fevre e Netzer.

Il match (peraltro non mandato in onda dalla Rai per scarsa rilevanza) ebbe sin dai primi minuti un ritmo forsennato con l’Inter di Mazzola e Facchetti, sotto 2 a 1 dopo 20 minuti di gioco. Al minuto 29′ però ecco il fattaccio che passerà alla storia: Boninsegna (autore del gol nerazzurro) si appresta a battere una rimessa laterale e dagli spalti una lattina di coca cola lo colpisce alla nuca, facendolo cadere a terra. Il Bonimba perde i sensi ed è costretto a lasciare il campo, risvegliandosi solamente negli spogliatoi.

Boninsegna in barella dopo il colpo subito

I nerazzurri privi del loro diamante in attacco, nonché dell’infortunio di Jair, impossibilitato ad uscire nella ripresa per numero di sostituzioni esaurite, e dell’espulsione per presunto calcio all’arbitro di Corso, finisce in nove uomini la partita. Il risultato finale è clamoroso: 7 a 1. Da lì però inizia un’altra partita, dove entra in scena una vecchia volpe della storia interista, l’avvocato e vicepresidente Peppino Prisco.

L’avvocato riesce nella zampata

Nel mentre i nerazzurri ritornano in Italia, tra le critiche dei giornali e gli sfottò dei cugini milanisti (“Chiamate Roma 3131, ribattezzata Chiamate Inter 7171), Prisco lavora per far annullare il match. L’evento per la commissione Uefa riunitasi a Ginevra era un caso assolutamente inedito. Dopo un’attenta analisi del caso: sviluppo irregolare del match (come attestato anche dall’arbitro olandese Dorpmans, peraltro rappresentante di bibite), evidente infortunio di Boninsegna, con tanto di bernoccolo, la commissione decide a favore dell’Inter annullando il match.

Gara di Monchengladbach da ripetere in campo neutro (si giocherà a Berlino), con partita di andata che diverrà quella di Milano; multa alla società tedesca di 10 mila franchi svizzeri. Il 3 novembre, dunque, l’Inter ospita a San Siro il Borussia con circa 56 mila tifosi nerazzurri a riempire la scala del calcio. La squadra di Invernizzi vince 4 a 2 con reti di Bellugi, Boninsegna, Jair e Ghio.

L’epilogo di questo clamoroso confronto arriva proprio l’1 dicembre e all’Olympiastadion di Berlino, con cornice di pubblico pari a circa 86 mila spettatori, l’Inter riesce e a tenere il vantaggio costruitosi a Milano, pareggiando per 0 a 0.

Una sfida durata ben 40 giorni che alla fine ha avuto la solita tradizionale conclusione: “Italia-Germania? Vinciamo sempre noi“.

Fonti foto: Sport historia-wordpress.com; Corriere.it; fcinternews.it

Sandro Caramazza

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