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Bologna, un campionato da Dr Jekyll & Mr Hyde

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I rossoblu invertono la rotta disastrosa della prima parte di stagione e ottengono uno splendido decimo posto che sa di speranza per il futuro


Come nel più celebre romanzo di Stevenson, in cui il protagonista possiede una doppia personalità, una l’opposto dell’altra, così il Bologna è apparso durante quest’ultimo campionato.


Una squadra in balia di se stessa all’andata e una bella, bellissima realtà al ritorno,capace di rompere il tabù di terminare la stagione nella parte sinistra della classifica, cosa che non accadeva dal 2011-2012. Ma chi sono i principali autori, in negativo e positivo, di questa storia?


Si parte dagli inizi, ovvero agosto 2018. Il Bologna di Inzaghi è pronto ad iniziare la stagione, con tanto entusiasmo e curiosità nei confronti di un allenatore che viene da un’ esperienza positiva in Serie B alla guida del Venezia. Tutto questo dura poco però, i Felsinei infatti vincono due sole partite in 21 giornate di campionato, contro Roma e Udinese. Questi risultati costringono il Presidente Saputo ad esonerare Super Pippo dopo un devastante 0-4 subito in casa dal Frosinone.


Qui inizia la seconda parte della favola Bologna, quella che preannuncia sempre un lieto fine. Ad Inzaghi succede Siniša Mihajlović e la squadra, da subito, comincia a quadrare meglio. L’esordio del tecnico serbo è infatti una vittoria 0-1 a San Siro contro l’Inter, dopo la quale però arrivano tre sconfitte di fila, tra cui quelle con Roma e Juventus, ed un pareggio contro Il Genoa. Fino alla fine del campionato poi, i rossoblu cominciano una scalata verso la salvezza che li porterà ad ottenere un insperato decimo posto finale.


Mettendo a confronto i numeri delle due squadre, essi si rivelano impietosi nei confronti di Inzaghi. Il bottino del tecnico piacentino è di, in 21 giornate disputate, 2 sole vittorie, 8 pareggi e ben 11 sconfitte. L’attacco è disastroso con soli 16 gol fatti così come la difesa con 34 reti subite.


Ben diverse le statistiche del sergente serbo: in 17 partite perde solo 5 volte,ne pareggia 3 e ne vince 9.I gol segnati sono 32 e quelli subiti 22. Da febbraio a maggio il Bologna realizza 30 punti, più del doppio rispetto ai soli 14 dei 7 mesi di gestione Inzaghi e termina la stagione con 44 punti . Mihajlović ha rivitalizzato una squadra che sembrava già retrocessa mettendo anche in luce alcuni talenti brillanti come quello del giovane Orsolini.

I tifosi sperano che quest’ultimo insieme al suo allenatore possano solcare il terreno del Dall’Ara anche nella prossima stagione. E chissà che il Bologna con questi interpreti, non possa finalmente tornare a competere per traguardi più importanti della semplice salvezza.

Fonte foto: Blastingnew.com

Riccardo Cascioli

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