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Bologna: le ambizioni per il nuovo campionato

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Le parole post-partita di Mihajlović sembrano la richiesta alla società di un rinforzo sul mercato 

La partita è stata abbastanza equilibrata […] poi loro hanno Ibrahimovic e noi no”: sono state queste le parole pronunciate al termine del posticipo di lunedì fra il Milan e la squadra allenata da Sinisa Mihajlović, che così si è espresso per giudicare la prestazione dei suoi. “Non ci vuole un genio a capirlo che con Ibrahimovic saremmo più forti”, ha asserito l’allenatore serbo: semplice sfogo post-partita o dietro c’è qualcosa di più?

È il 28 gennaio 2019 quando Mihajlović viene annunciato come nuovo tecnico del Bologna in sostituzione dell’esonerato Filippo Inzaghi, tornando così ad allenare la squadra felsinea dopo 10 anni. Dopo aver conquistato la salvezza il primo anno, l’allenatore conduce la squadra in un campionato tranquillo il secondo: eppure già dalle prime partite si percepisce immediatamente il nuovo spirito battagliero della squadra, mutuato in tutto e per tutto dall’istrionico allenatore seduto in panchina. Neanche la leucemia dello scorso anno ha potuto arrestare la sua forza di spirito, che dopo aver sconfitto la malattia lo ha portato a concludere il campionato al 12° posto in classifica. Tuttavia, come si diceva poc’anzi, l’impressione data dal Bologna in questo ultimo anno è che la squadra potesse ambire a qualcosa di più di una semplice salvezza: un mercato intelligente e fatto di giovani di sicuro avvenire ha infatti permesso non solo di centrare due salvezze tranquille, ma di poter fantasticare rispetto ad un piazzamento europeo, sognando la 6° posizione in classifica, quella che vale i preliminari di Europa League.

Ai felsinei è sempre mancato quel qualcosa in più, quell’acquisto o quel giocatore che potesse far realizzare il definitivo salto di qualità, permettendo di innalzare il proprio livello da squadra-salvezza a concorrente per le prime 6-7 posizioni. Potrebbe essere letto in questo senso lo sfogo di Mihajlović dopo la partita contro il Milan: nonostante gli ottimi acquisti delle ultime due sessioni di mercato, egli ha continuato a desiderare un colpo da 90: magari proprio lo stesso Ibra, che secondo voci di corridoio fu contattato direttamente dallo stesso tecnico serbo per raggiungerlo a Bologna in nome della loro decennale amicizia, ma che alla fine scelse l’opzione Milan. 

Una foto di Musa Barrow con la maglia del Bologna

Di certo non si può imputare il Bologna di immobilismo sul mercato: solo qualche mese fa, nella sessione invernale, si procedeva all’acquisto di Musa Barrow dall’Atalanta, un giovane di grande prospettiva e dotato di un talento. Pagato 13 milioni più 6 di bonus, una cifra non irrisoria soprattutto per un club come quello emiliano, il gambiano ha rappresentato un grande investimento da parte della società. Data l’ingente somma spesa, il mercato estivo è stato così riservato al puntellamento della rosa: sono arrivati Vignato dal Chievo – un giovane che era seguito da varie squadre di serie A – e De Silvestri – esterno di sicuro affidamento proveniente dal Torino -, a fronte delle sole due cessioni di Krejci e del prestito del portiere Santurro. Il DS Bigon ha quindi optato per un mercato oculato, evitando di spendere somme non alla portata del budget dei felsinei: eppure le parole di Mihajlović di lunedì esprimono sensazioni e desideri opposti a questa prudenza. Il serbo sogna il suo personalissimo campione, e chissà che prima della fine del mercato la società non possa accontentarlo.

Fonti foto: Passione del Calcio

Fabrizio Scarfò

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