Home News Atalanta-Inter 0-2: Conte meritatamente secondo, nerazzurri padroni per 90′. Analisi e pagelle

Atalanta-Inter 0-2: Conte meritatamente secondo, nerazzurri padroni per 90′. Analisi e pagelle

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Il miglior attacco del campionato sbatte su un’organizzazione perfetta da parte di Lukaku e compagni. I bergamaschi non perdevano in campionato da gennaio

La 38ª e ultima giornata di Serie A vede come suo assoluto Big Match la sfida rispettivamente tra la terza e la seconda in classifica. Gli orobici sono costretti a vincere per arrivare subito dietro alla Juventus. Ai nerazzurri meneghini, qualora la Lazio non vincesse a Napoli nell’altra partita di cartello, basterebbe anche un pareggio. Entrambe le formazioni hanno volontà ferrea – come confermato dalle parole dei tecnici Gasperini e Conte in conferenza stampa – di chiudere alla grande il campionato per potersi poi gettare a capofitto nelle avventure europee di agosto. I padroni di casa, ancora orfani di Ilicic, schierano Gomez e Pasalic a supporto di Zapata. L’Inter è schierta con il 3-5-2 che esclude in partenza il trequartista: torna dopo la squalifica Gagliardini in mediana. A destra invece – dopo la bella prestazione contro il Napoli – gioca dall’inizio D’Ambrosio.

Le formazioni ufficiali:
Atalanta (3-4-2-1) – Gollini; Toloi, Caldara, Djimsiti; Castagne, de Roon, Freuler, Gosens; Gomez, Pasalic; Zapata. Allenatore: Giampiero Gasperini.
Inter (3-5-2) – Handanovic; Godin, de Vrij, Bastoni; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro. Allenatore: Antonio Conte.


READY… START… D’AMBROSIO! – L’Inter inizia col piede sull’acceleratore e passa in vantaggio allo scoccare del 1′: calcio d’angolo guadagnato alla prima azione e D’Ambrosio svetta in solitaria a centro area, complice l’uscita a vuoto di Gollini (ostacolato da Gosens, ndr). Secondo gol consecutivo (quarto in stagione, ndr) per il duttile difensore nerazzurro dopo il sinistro che sbloccò la gara casalinga col Napoli. Piove subito sul bagnato per Gasp, dato che Gollini è costretto al cambio per il colpo subìto dal compagno in occasione dello 0-1: dentro Sportiello al 5′. I nerazzurri ribattono colpo su colpo alle azioni imbastite dai bergamaschi, controllando il possesso e rimanendo propositivi in zona offensiva.


YOUNG CON IL GONIOMETRO – La logica conseguenza è il gol del raddoppio: Handanovic rischia impostando bene, Lukaku protegge e concede al settore sinistro dell’Inter un’apertura precisa. L’azione scivola bene verso Young, che rientra verso il destro e piazza in maniera perfetta sul secondo palo: 0-2 al 20′. Il match aumenta il suo tenore agonistico e ne fanno le spese de Vrij e Djimsiti, ammoniti a cavallo della metà del primo tempo. L’Atalanta prova a reagire appoggiandosi frequentemente su Zapata, ben marcato però dal trio Godin-deVrij-Bastoni. Alla mezz’ora gli uomini di Gasperini non sono ancora mai andati vicini al tiro: al Gewiss Stadium, per quest’anno, si tratta di un unicum.


AGONISMO & AUTOREVOLEZZA – Storie tese tra Lautaro e de Roon, con Giacomelli che decide di soprassedere. L’argentino ha la palla per servire Lukaku “comodamente” solo a centro area, ma pecca d’egoismo e si fa male sul salvataggio alla disperata di Castagne. Al 42′ grande occasione per Pasalic, che servito da un cross lungo sbatte in sforbiciata sulla schiena di Young. Giallo per Toloi al 44′. L’ultimo atto della prima frazione è una punizione del Papu Gomez deviata dalla barriera dell’Inter tra le mani sicure di Handanovic. Primo tempo autorevole di quelli di Conte, che chiudono meritatamente avanti di due reti.


GESTIONE INTER, ATALANTA SPUNTATA – L’avvio di ripresa ricalca quel che si è visto nei primi 45′, con un’Inter ordinata che contiene in maniera soddisfacente le sfuriate (meno rabbiose del solito) dell’Atalanta. All’11’ Brozovic finisce sul taccuino dei cattivi per un’evidente trattenuta su Gomez, che poco prima aveva effettuato (centralmente, ndr) il primo tiro in porta dei suoi. Gasp non vede “luce” e opta per un triplo cambio all’altezza dell’ora di gioco: Hateboer, Muriel e Malinovsky rilevano Castagne, Pasalic e Freuler. Buona chance per Gagliardini al 20′, ma uno degli ex della gara calcia largo col sinistro. Al 26′, in prossimità del cooling-break, Conte inserisce Sanchez per un Lautaro ritrovato. Cinque minuti dopo, secondo slot di sostituzioni con Skriniar e Biraghi che entrano per Bastoni e D’Ambrosio: Young va a destra.


SQUADRE PIÙ LUNGHE, IL RISULTATO NON CAMBIA – A 10′ dal termine viene annullato un gol per fuorigioco siderale a Sanchez. Due minuti dopo Gosens sfiora il gol dell’1-2 su un assist di Muriel, ma la sua “puntata” finisce a lato con Handanovic proteso in uscita. Il capitano dell’Inter viene ammonito per perdita di tempo a 5′ dalla fine, poco prima che Lukaku si involi in azione personale, sfiorando la traversa col mancino. I padroni di casa provano a svegliarsi in prossimità del 90′, col sinistro di Zapata che viene salvato in maniera provvidenziale da de Vrij. Le ultime sostituzioni della gara non modificheranno il risultato.

L’Inter vince dominando in un campo dove – da anni – tutti soffrono le pene dell’inferno. I gol iniziali di D’Ambrosio e Young sono il preludio di un match controllato grazie a una difesa rocciosa (Godin dal sapore “colchonero”) e a un gioco collaudato che poggia su attaccanti intelligentemente mobili. La quarta gara di fila senza subire reti è un ottimo viatico per presentarsi in Europa League tra le favorite per il successo finale.
Per Gasperini e la sua Atalanta sconfitta indolore che – complice la vittoria del Napoli sulla Lazio – attesta i bergamaschi come terza forza del nostro campionato. Ora – un po’ per tutti – è tempo di campagna europea.

Le pagelle dell’Inter:
Handanovic 6,5 – Sicuro nelle uscite nel primo tempo, deve effettuare in tutto una parata.
Godin 7,5 – Il vecchio leone ruggisce e regala una prova perfetta. Quando può, addirittura si sovrappone in attacco. Se si dovessero considerare le prestazioni nei match clou, la conferma sarebbe automatica.
de Vrij 7 – Contiene Zapata come può e imposta con la solita precisione. Salvifico con un paio di interventi chiave nel finale.
Bastoni 6,5 – Passi avanti rispetto al solito, soprattutto nell’uno contro uno (dal 78′ Skriniar S.V.).
D’Ambrosio 7 – Secondo gol consecutivo, predisposizione ad aggiungersi alla fase offensiva, duttilità all’ennesima potenza (dal 78′ Biraghi S.V.).
Barella 6,5 – Svaria su tutta la mediana per piazzare zampate interessanti in impostazione e stoppare con qualche fallo intelligente i bergamaschi (dall’89’ Eriksen S.V.).
Brozovic 6,5 – Scaccia le polemiche per gli eccessi extra-campo agendo da faro centrale della manovra.
Gagliardini 6,5 – L’aria di Bergamo lo rivitalizza e lo rende più sicuro e costante, sia in copertura che in fase propositiva.
Young 7 – Conferma la velenosità in fase d’attacco, segnando lo 0-2 e andando più volte a spaventare i ragazzi di Gasp (dall’89’ Moses S.V.).
Lukaku 7 – Pilone inamovibile che fa da uomo sponda. Più in difficoltà quando deve liberare la falcata in campo aperto, ma a un anno dal suo acquisto “festeggia” con una prova di grande apporto all’economia di squadra.
Lautaro 7 – Entra dal primo secondo di gioco con piglio “antico”. Lotta, nasconde il pallone… fa il “Toro” (dal 71′ Sanchez 6,5 – Ingresso con atteggiamento aggressivo e si fa vedere davanti negli ultimi 20′).

Conte 7 – Tredicesima vittoria in trasferta che lo attesta a quota 82. Dominio in casa del più “coccolato” Gasperini: neutralizza un attacco da quasi 100 gol in Serie A 2019/2020 imponendosi dai primi minuti sotto tutti i punti di vista. Eriksen inserito all’89’ – forse – resta l’unico cruccio. Finire a un punto dalla Juventus (sconfitta in casa dalla Roma) lascia l’amaro in bocca per i punti persi per strada, ma per essere il primo anno dei tre del conclamato “progetto”, c’è qualcosa per cui applaudire.

Le parole di Conte a fine gara: “Mi dà soddisfazione il percorso della squadra. Sono contento di aver fatto 43 punti fuori casa, con la miglior difesa e il secondo miglior attacco. Abbiamo recuperato tanto gap di punti nei confronti di tutte le altre squadre rispetto al passato: devo sottolineare che il merito è solo dei ragazzi. Esiste ancora una differenza con la Juventus e secondo me è ancora molto: dobbiamo essere intelligenti a non passare da uno stato depressivo a uno stato di eccessiva euforia. In campionato abbiamo fatto il nostro dovere, in Coppa Italia siamo usciti in Semifinale, migliorando lo score degli anni passati. In Europa League abbiamo il dovere di fare bella figura. C’è da finire nel migliore del modi la stagione, che è stata faticosissima per tutti per tantissimi motivi. La Juventus sta festeggiando il nono scudetto consecutivo e hanno dimostrato in questi anni di essere nettamente più forti: loro hanno lavorato per migliorare, mentre gli altri facevano passi indietro. Sarà difficilissimo detronizzarli, bisogna muoversi per migliorare come in passato non è stato assolutamente fatto”.

Fonti foto: SportSky.it | FcInter1908.it | Inter.it | Calciotoday.it

Alessandro Sticozzi

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