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Arthur sulle orme di Andrès

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Il centrocampista brasiliano del Barcellona, protagonista nel Clasico, è pronto a prendersi il Camp Nou

È un momento d’oro per il Barcellona. Primato in classifica, un piede e mezzo negli ottavi di Champions, e soprattutto la vittoria contro il Real Madrid di pochi giorni fa. Persino l’infortunio al braccio di Messi è passato in secondo piano. Quella nel Clasico non è stata una vittoria come le altre, chiaramente per l’avversario, ma soprattutto per come è arrivata. Un 5-1 d’altri tempi. I blaugrana hanno surclassato un Real Madrid spento e povero di idee, mostrando a tutti la differenza che, al momento, corre tra le due squadre, soprattutto dal punto di vista mentale. E pensare che ad inizio stagione i tifosi barcelonisti erano tutto tranne che esaltati dalle prospettive. Innanzitutto per i trionfi in serie inanellati dai rivali in campo europeo, e poi per una campagna acquisti non certo da segnare sugli almanacchi storici. Passò in secondo piano anche l’arrivo di Arthur Melo, talento brasiliano chiamato a raccogliere, almeno dal punto di vista numerico, l’eredità di Iniesta. Maglia 8 sulle spalle e la voglia di stupire. Ora, da qualche settimana a questa parte, si è preso il Barcellona.

Vicinissimo all’Inter prima che i nerazzurri virassero su Lautaro Martinez, alla fine sono arrivati i catalani, che per 30 milioni lo hanno soffiato al Gremio, fissando la clausola rescissoria a 400. Subito titolare nella Supercoppa di Spagna contro il Siviglia, il brasiliano è poi rimasto a guardare nei primi scampoli di Liga. Contro il Girona a metà settembre la prima da titolare in campionato, e da lì, di fatto, non è più uscito dagli schemi di Valverde, mentre tutti aspettavano Re Artù, ecco Arthur. L’ex Gremio si è preso la scena a suon di ottime prestazioni. Grande tecnica individuale, visione di gioco, progressione palla al piede e tanta personalità. Tutte qualità, tanto per fare un esempio, proprie dell’Illusionista Iniesta. Chiaramente la strada è ancora lunghissima, ma l’impatto è stato eccellente. Ricorda Don Andrès soprattutto a livello caratteriale. Si dice sia un tipo educato e riservato, con la testa sulle spalle ed un grande atleta.

Le serate più belle della sua, fin qui, esperienza blaugrana, le ha vissute in Champions League, in cui è stato impiegato in tutti e 3 i primi match. Il picco massimo lo ha toccato nella vittoria contro l’Inter. Una prestazione talmente completa che, al momento della sostituzione, il Camp Nou gli ha riservato una cascata di applausi. Non proprio una cosa che accade tutti i giorni. Accade solo a chi, al pallone, è in grado di dargli del “tu”. A chi riesce ad immergersi in quella filosofia unica al mondo. In quel contesto così radicato. Una capacità innata, quella di Arthur, di saper tenere il pallone in mezzo ai pedi, di saperlo custodire ed accarezzare. Proprie come tradizione impone, proprio come chi, soltanto, qualche mese fa, indossava la sua stessa maglietta.

Federico Leoni

fonte foto: calciomercato.com

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