Home News Antognoni: il giglio di Firenze

Antognoni: il giglio di Firenze

2

La storia di questo grandissimo talento che ha deciso di legare per sempre la sua carriera alla maglia viola

Trenta secondi generalmente sono pochi.

Grossomodo, sono la durata di quei noiosissimi spot pubblicitari che malediciamo, perché interrompono i nostri programmi preferiti.

E’ il tempo che occorre, probabilmente, per passare dalla camera da letto alla cucina, per accordare una chitarra o per mandare giù un bicchiere di vino alla “goccia”.

Il 22 novembre del 1981, trenta secondi sono durati un’eternità.

La Fiorentina sta giocando e vincendo per 2-1 contro il Genoa ed Antognoni era il protagonista assoluto della partita grazie all’assist per il gol del vantaggio di Bertoni ed al rigore che ha trasformato successivamente all’atterramento di Graziani.

Non basta.

Chi vide la partita quel giorno, racconta di un Antognoni “spiritato” forniva passaggi su passaggi ed illuminava il campo da gioco e gli occhi degli spettatori, ancora di più del solito.

Poi arriva il 55′ Bertoni (che voleva ricambiare il favore del suo capitano) lo lancia perfettamente in area di rigore, Martina esce a valanga ma non serve.

Antognoni è in ritardo e defilato, tanto che colpisce debolmente il pallone che termina innocuamente in fallo di fondo.

Il portiere del Genoa non riesce a frenare il suo slancio e frana sulla testa del capitano dei viola, che crolla a terra esanime.

Il suo cuore si ferma per trenta, lunghissimi, secondi.

Si dice che in quei momenti, in pochi istanti, ti scorra tutta la vita davanti agli occhi: chissà se lui avrà visto la sua unica amichevole giocata con la maglia del Torino, quando era ancora un ragazzino, per poi accasarsi all’Asti Ma.Co. Bi. oppure avrà rivissuto il suo passaggio alla Fiorentina, che cambiò totalmente la sua carriera.

Esordì con i viola a soli 18 anni, in una vittoria casalinga ai danni del Verona, il giorno dopo il Corriere dello Sport titolò: “Un giovanissimo Rivera incanta Firenze” era più che un’investitura.

Rivera era il punto di riferimento per Antognoni, che da piccolo tifava per il Milan e sognava di essere come lui.

Non giocherà mai con i rossoneri, ma con la Fiorentina si toglierà le più grandi soddisfazioni della sua carriera, non certo per i trofei, perché a parte la Coppa Italia della stagione 1974-’75 non ne arrivarono altri, ma l’amore dei suoi tifosi valeva molto di più.

Certo, ci sarebbe anche lo scudetto, che proprio in quell’anno sembrava ad un passo, ma il pareggio nell’ultima gara a Cagliari rovinò i piani.

In quella partita Antognoni servì l’assist decisivo per Graziani, che da par suo, siglò la rete che sarebbe valsa lo scudetto.

L’arbitro lo annullò ed ancora oggi rimangono molti dubbi su quell’episodio: Antognoni, da vero signore, non ha mai fatto polemiche su quella decisione, che gli avrebbe consegnato l’alloro che più di altri avrebbe meritato.

Magari, in quei momenti tragici, in cui era in bilico tra la vita e la morte, in quei dieci minuti durante i quali aveva perso conoscenza avrà avuto una premonizione, non solo che sarebbe andato tutto bene, ma che in quella stessa estate avrebbe vinto la cosa più sacra per un giocatore di calcio: il Mondiale.

Come tutta la squadra non ha brillato nelle prime partite, ma poi ha cambiato marcia insieme agli altri: Brasile, Argentina e Polonia vengono spazzate vie; a separarli dalla gloria c’è solo la Germania.

Giancarlo quella partita non la gioca, un colpo ricevuto nella semifinale contro la Polonia, da parte di Matysik lo costringerà a vederla dalla tribuna.

Ed ecco la solita sfortuna di Antognoni: uno scudetto perso per un soffio, una finale del Campionato del Mondo vinta dalla tribuna, ed un calcio di rigore.

Già, l’Italia in quella gara usufruì anche di un rigore che Cabrini tirò fuori: Antognoni ha confidato spesso che sarebbe stato lui il rigorista.

Però a pensarci bene, forse non è stato così sfortunato.

‘Se torno al 22 novembre del 1981, penso a quello che sarebbe potuto essere e grazie a Dio non è stato’ disse Antognoni e perciò sono certo che anche lui si giudichi un uomo fortunato.

Fonti foto: Fiorentina e basta ;viola news

Firma: Alessandro Nardi

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.