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Andrij Ševčenko introduce la macchina della verità per combattere la corruzione della classe arbitrale ucraina

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Nonostante il conflitto in cui il paese è coinvolto contro la Russia, le istituzioni nazionali non sono assolutamente ferme e tra queste, la Federcalcio, nella figura del suo presidente, ha deciso di utilizzare il poligrafo per individuare gli arbitri corrotti del campionato

Lotta contro le ingiustizie in Ucraina, di qualsiasi genere e a qualsiasi livello. Sembra essere questo il piano su cui si sta ponendo anche la Federcalcio del paese che intende debellare, con il test della macchina della verità, qualsiasi traccia di corruzione nella classe arbitrale. Il poligrafo (detto appunto anche macchina della verità) lo abbiamo visto o sentito nominare in moltissimi film e serie tv ed è anche utilizzato in molti stati come “aiuto” durante le fasi di investigazione, in sede di interrogatori. La caratteristica principale della macchina della verità è quella di misurare contemporaneamente alcuni parametri vitali (quali la pressione del sangue, il polso arterioso e la respirazione) e se utilizzata durante un interrogatorio, può evidenziare le alterazioni che tali parametri subiscono, che più sono alte, più elevata è la possibilità che l’interrogato stia mentendo. Sheva afferma infatti che in questo modo si potranno raccogliere ulteriori informazioni sugli arbitri e capire con quali si possa collaborare con serenità.

Test con Poligrafo

Naturalmente è sin troppo facile rendersi conto che qui si parla di tutto tranne che di calcio. Sono alcuni decenni che la tecnologia sta rosicchiando spazio nella vita di tutti i giorni. Ogni cosa che prima era devoluta in gestione all’uomo, oggi è assolutamente condizionata dalla tecnologia. Si “suppone” che questo sia un vantaggio che eviti una discreta quantità di errori ai quali l’uomo, da solo, non era in grado di ovviare e tantomeno di prevenire, ma ne vale davvero la pena? Siamo sicuri che sia un vantaggio? Siamo certi che non ci debba essere un limite alla tecnologia? Il calcio è uno sport praticato da uomini e donne, persone con pregi e difetti, atleti che possono commettere degli errori e questo non è altro che lo specchio della vita, della realtà quotidiana di ognuno di noi, in ogni ambito ed in ogni luogo. Tutti nel nostro quotidiano possiamo commettere degli errori, nel tempo libero, come sul lavoro. Eppure, rimanendo in ambito calcistico, stiamo stravolgendo ciò che prima era naturale e lo stiamo rendendo sempre più “meccanico” e fuori dai canoni dello sport. Perché lo sport è sudore, fatica, corse a perdifiato, traguardi e linee che demarcano una vittoria o una sconfitta, lo sport era un insegnamento di vita ed oggi ci insegna, tra le altre cose, che siamo sempre più tecnologicamente avanzati, ma molto meno “sportivi” di prima. Può sembrare un qualcosa di marginale, ma l’essere “sportivi” includeva anche il saper perdere, perché lo sport è anche questo, oggi probabilmente non più. Oggi lo sport è solo vittoria, ma la vittoria della tecnologia non dell’uomo!

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Fonti foto: corriere.it; euractiv.it

Luigi A. Cerbara

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