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Al Milan una scala (a Pioli) per risalire dagli abissi

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Fonte foto: Milan Talk

Esonerato Giampaolo, il Milan ha affidato la sua panchina a Stefano Pioli: oggi la firma sul contratto e il primo allenamento. “Il mio slogan? Vincere!”

8 luglio 2019. Marco Giampaolo si presenta alla stampa e alla domanda “Qual è il tuo slogan?” risponde “Testa alta e giocare a calcio!“.
8 ottobre 2019. Marco Giampaolo viene esonerato. Il suo sostituto alla stessa domanda risponderà “Testa alta o bassa, bisogna vincere!
Stefano Pioli, allenatore classe ’65, ex Inter e Fiorentina, 20 anni di carriera. E’ stato questo il profilo scelto da Boban e Maldini per risollevare le sorti della squadra rossonera.

Cosa trova Pioli? Una squadra al 9 di ottobre tredicesima in classifica, 9 punti in 7 gare, con identità di gioco inesistente, confusione dei ruoli societari, indici di titolarità inesistenti. Una squadra piena di gioventù e potenzialmente pregna di talento. Lo dice Boban ad inizio presentazione del neo tecnico, “Non crediamo che questo Milan sia la miglior squadra del mondo. Ma crediamo che sia più forte di quanto visto finora”.

Cosa trova il Milan? Sembrerebbe la classica situazione “alla Stefano Pioli“, iniziare a traghettare la nave dalle alte maree a quelle basse per poi valutare se attraccare al primo porto o continuare un lungo viaggio. Lo aveva fatto all’Inter, subentrando a de Boer a novembre 2016 e salutando il maggio successivo.
“Tre principi che chiedo? Idee, intensità e spregiudicatezza. Semplice e concreto.” Si è presentato così mister Pioli, paradossalmente più vicino all’idea di calcio di Gattuso che a quella di Giampaolo. E poi ancora, “Mi adatto alle qualità dei miei giocatori. Mi sento un insegnante!“. Non più giocatori adattati ad un’estetica forzata a tutti i costi, non più idee seguite a tutti i costi. Da oggi in poi, al Milan sarà l’allenatore a mettersi a disposizione dei giocatori e non il contrario.

Come giocherà il Milan?

La formazione titolare di Pioli immaginata da Fantacalcio.it

Pioli è sembrato in conferenza avere le idee chiare sulla dimensione del talento di questo Milan. Leao ha un potenziale importante, di altissimo livello. Va sfruttato. In questo momento però non sono in grado di dire se sarà un punto fermo. Devono darmi il massimo per la formazione. Suso è un giocatore di qualità, deve fare l’uno contro uno per poi essere pericoloso”. “Piatek è un bomber ed è influenzato da come gioca la squadra. Lui ha le capacità di fare gol. Paquetà è una mezzala di qualità e di quantità, è completo. Mi piace spostare le posizioni dei giocatori durante la gara. Sa stare in campo, ha degli inserimenti e dei gol. Ne abbiamo tanti di centrocampisti che, sulla carta, mi piacciono. Di qualità, di inserimento”.

Cosa lascia il Milan? Maldini lo ha difeso fino alla fine il suo allenatore, la sua scelta. Lo dice in conferenza. “Dispiace per l’esonero di Marco. Una scelta ponderata, condivisa. Volevamo un allenatore con dei concetti, ma la cosa non ha funzionato. Io credo sia una decisione difficile ma che ci fa capire che noi vogliamo essere protagonisti in questa stagione.”

Il succo della vicenda ricalca un’antica legge sportiva che vede generalmente nel pragmatismo dei risultati la priorità di una squadra in ri-costruzione. Si era mandato via Gattuso perchè vinceva ma giocava male, si era preso Giampaolo per vincere e giocare bene. Purtroppo il secondo ha oggettivamente fallito in entrambi i compiti a lui assegnati. A Pioli l’ingrato compito di fare meglio dei suoi predecessori.

Renato De Filippi

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