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A vele spiegate verso l’Europa

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Come la Dea da cui prende il nome, l’Atalanta ha ripreso a correre verso una qualificazione europea, trascinata dalle prestazioni superlative dei suoi giocatori

Il campionato 2018/19 era iniziato per la squadra di Gaseperini con appena 3 punti raccolti nelle prime sette giornate e con la cocente eliminazione dalle qualificazioni all’Europa League ai rigori contro il Copenaghen.

Eppure dall’ottava giornata di campionato, i giocatori, ritrovatisi, hanno iniziato a deliziare il proprio pubblico grazie alle giocate dei vari Gomez, Ilicic, Zapata, ma anche grazie a vere e proprie sorprese quali l’ottimo Hateboer, Castagne, Freuler o del rinato Toloi.

Il 3-5-2 del Gasp è una bellezza a vedersi, al di là delle battute di arresto che saltuariamente sono comunque fisiologiche, regala prestazioni e goleade che raramente gli orobici hanno fatto registrare in passato, facendo tornare alla mente la splendida impresa di due stagioni fa quando i nerazzurri sfiorarono una clamorosa qualificazione in Champions.

Quella di quest’anno sembra squadra più matura, ne sono la prova i 4 gol rifilati all’Inter, il pareggio imposto (l’unico oltre a quello col Genoa) alla Juve, la vittoria sulla Lazio e quest’ultima domenica la rimonta ai danni della Roma, che dopo 40 minuti era in vantaggio per 3-0, per il 3-3 finale che è risultato addirittura stretto alla Dea. Merito di tutto ciò è la fluidità con cui Gomez e compagni sono in grado di sviluppare azioni, ma soprattutto del mai così decisivo Zapata, che contro i giallorossi ha siglato il gol numero 15 in questo campionato. Viene da chiedersi cosa poteva essere di questa stagione senza quell’avvio stentato…

I tifosi sognano la qualificazione in Champions, impresa ardua ma ormai lo svantaggio verso il quarto posto del Milan è ridotto a sole 3 lunghezze, realisticamente l’Europa League sembra un’obiettivo sicuramente più alla portata; e domani a Bergamo è attesa la prima della classe per un ottavo di finale di Coppa Italia in cui l’Atalanta non vorrà sicuramente recitare la parte di vittima sacrificale.

(fonte foto: tuttosport.com)

Simone Pinto

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