Home News A Gamba Tesa | Un’Inter che non “spiaze”

A Gamba Tesa | Un’Inter che non “spiaze”

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Ai nerazzurri del fu Antonio Conte veniva rimproverato, anche a fronte di conquiste perentorie e di gironi di ritorno illibati, di non entusiasmare. L’undici di Inzaghi si evolve già all’esordio, tra varianza d’attacco e protagonisti vecchi e nuovi

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI – Erano in media circa 60.000, col tutto esaurito garantito per ogni gara che contasse nella colonna sinistra della graduatoria.
Tornano in meno di 30.000, pur comunque soddisfatti nel ritrovarsi assieme a gustarsi un pomeriggio di passione.
Vedono, conoscono, sanno. Perché hanno visto belle Inter naufragare e squadre più rozze diventare monolitiche.
Non s’illudono, casomai sperano. Perché hanno imparato più di un decennio fa di come i sogni abbiano fattezze molto più morbide delle torbide altissime aspettative.
Sono i tifosi dell’Inter: i primi che in ordine di tempo hanno ricominciato a gridare “gol” nella nuova annata dopo la zuccata del beniamino difensivo Skriniar.

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MILAN TI AMO – Ok Dzeko, ottimo Calhanoglu e Dumfries si farà, ma solo in cielo c’è uno Skriniar selvatico a svettare, feroce nell’avanzata e mai banale nel ripiego.
Uomo della gente di un pubblico che l’ha amato titolare, panchinaro di lusso e poi simbolo.
Nell’estate dei procuratori e delle trattative iper-monetarie, c’è un ragazzo che si è preso cura di se stesso prima coi fatti che con le parole.
Uno dei migliori difensori del campionato sembra tenere a quello Scudetto meritatamente conquistato la scorsa stagione.
C’è un Milan che brilla anche oltre la critica sempre tiepida: è lo slovacco che veste la 37 della Beneamata.



ILLUSTRI MINESTRE DA SCALDARE – Matias Vecino, Arturo Vidal ma – soprattutto – Stefano Sensi. Vuoi vedere che nel calciomercato del ridimensionamento Simone Inzaghi i rinforzi di lusso non se li ritrovi in casa
In fondo, la passata stagione, per quei tre poco banali centrocampisti, è stata una specie di “viaggio nella stanza dello spirito e del tempo”.
Un anno in congelatore e ora di nuovo pronti, con nuovi dettami tattici e linfa ritrovata, a voler mettere il proprio nome quando lo Scudetto 2020/2021 aveva richiesto solo “l’obbligo di firma”.

Visse di detrattori anche l’invincibile Grande Inter di Mourinho, perciò Inzaghi stia pur tranquillo: in seno al Biscione ci saranno sempre serpi pronte a mordere in maniera venefica e mai benefica.
Stiano altresì tranquilli i nemici e preparino le truppe meglio addestrate: per togliere da quella maglia piena di scaglie nerazzurre il Tricolore, servirà essere tremendamente all’altezza della situazione.


Chi non avrà mai detrattori, poiché vive di passione individuale posta su base collettivista è Passione del Calcio stessa, che oggi, proprio come chi vi scrive, compie gli anni.
Tanti auguri a chi l’ha immaginata così com’è, giovane e impermeabile al preconcetto. Viva e pronta a ferirsi impugnando la notizia e tritandola a mani nude…


Fonti foto: CalciomercatoWeb | Repubblica.it

Alessandro Sticozzi

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