Home News A Gamba Tesa | Sinisa che perde e poi morde… Caressa!

A Gamba Tesa | Sinisa che perde e poi morde… Caressa!

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Analisi spassionata sull’ennesima polemica tra un allenatore (arrabbiato per una sconfitta) e il mondo dell’informazione sportiva

VARRIALE SON QUI CHE TREMO – In principio vi furono sicuramente altri e illustri protagonisti sul ring della rissa mediatica tra mister e conduttori. La memoria però non può che tornare alla celebre “scazzottata” a distanza tra Walter Zenga ed Enrico Varriale. L’allora allenatore del Catania si era sottratto alle interviste la settimana precedente e aveva atteso l’occasione successiva per lamentare la faziosità del celebre conduttore RAI, reo secondo l’ex portiere di Inter, Samp e Nazionale di aver “parlato alle spalle” nell’edizione precedente di Stadio Sprint.

IL DITO MEDIO DI MANCINI Derby di Milano, gara di ritorno, edizione 2015/2016. Il Milan batte 3-0 un’Inter che aggiunge alla sconfitta un rigore sbagliato da Icardi (sull’1-0) e un’espulsione per Mancini corredata da “dito medio” verso la tribuna rossa del Meazza. Micaela Calcagno, conduttrice dello spazio di Mediaset Premium, esordisce con una doppia domanda proprio su “Icardi + Dito Medio”. Mancini non dà nemmeno il tempo alla giornalista di finire la domanda, addita la trasmissione di proporre questioni “non calcistiche” e finisce il tutto togliendosi l’auricolare e mandando tutti a quel paese prima di dileguarsi dalla zona mista. Il Mancio è probabilmente conscio di non avere più lo spogliatoio in mano e la giornalista pedante diventa il bersaglio primario contro cui sfogare il proprio dissesto interiore…

PETTO NETTO!Fiorentina-Inter 3-3, Abisso rende ridicolo l’uso del VAR regalando un rigore ai viola a tempo scaduto, nonostante i filmati mostrino il tocco di “petto netto” di D’Ambrosio all’interno dell’area di rigore nerazzurra. In un pallido tentativo d’imitazione dell’antologia mourinhana del “rumore dei nemici”, Spalletti accusa il “Club” di Caressa di miopia e di tifo avverso ai colori da lui vestiti all’epoca. Il mister di Certaldo, non proprio tra le righe, ricorda la fede “non nerazzurra” del conduttore (Caressa è della Roma, ndr). Anche in questo caso però, pare evidente che la povertà d’argomentazioni a motivare i suoi giocatori scaturisca una caccia alle streghe fuori dalla Pinetina, seppur supportata dall’evidente torto subìto.

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IL PICCOLO MARITO DELLA PARODI – Arriviamo ai giorni nostri. Sinisa Mihajlovic, giustamente osannato dal 100% dell’informazione sportiva per lo spirito guerriero perpetuato anche nella tremenda malattia che l’ha colpito, perde le staffe dopo la sconfitta interna col Sassuolo, evitando le domande dell’intervista a Sky Calcio Show (Bonan conduttore, ndr) per perorare una causa che evidentemente gli era rimasta dentro già dal post Inter-Bologna. In particolare l’allenatore serbo accusa la trasmissione “senza giacca” di non aver prestato minimamente spazio alla grandezza dell’impresa rossoblu, concentrandosi solo sulle noie interne all’Inter. Se Sinisa avesse visto la trasmissione per intero, si sarebbe accorto degli elogi sperticati ai suoi cambi dalla panchina, al pari della favola Juwara che ha campeggiato per giorni su tutti i quotidiani nazionali (e non). Anzi, di quegli elogi se n’è accorto eccome, riuscendo a lamentarsi anche dei complimenti. Tornando al “Club“, invece di gettare la pietra dello scandalo nella conferenza pre-gara, Mihajlovic sbotta dopo una cocente caduta interna, dimenticando il buon rapporto con la stampa sportiva che raramente ricorda i “trascorsi ideologici” non proprio allineati dell’ex Stella Rossa.

QUOQUE TU, COLLEGA MIO – Quel che salta agli occhi, oltre al fatto che la frustrazione per la sconfitta sul campo giochi sempre un ruolo chiave nelle invettive degli allenatori contro i malcapitati giornalisti, è lo schierarsi di vari settori dell’informazione aprioristicamente dalla parte dei mister. Strano, per una categoria come quella dei giornalisti abituata a spalleggiare vicendevolmente il collega a difesa del magnifico “Ordine”. Ciò accade quando una certa parte “adombrata” della categoria fiuta l’odore del sangue che cola dalle piccole ferite dei canalimainstream“. Spesso, in un mondo dove si cambia idea per sport e non per reale ragionamento a corredo, viene un dubbio: i franchi tiratori deporrebbero l’ascia di guerra in occasione di contatti personali e/o contrattuali con le reti sopracitate?

Della serie: “Ti odio perché non posso salire sul palco anch’io, però se mi inviti e mi paghi allora vengo in trasmissione saltellando su un piede solo”. Beata ambiguità.

Fonti foto: Corriere TV | Virgilio Sport | Sportal.it | Twitter

Alessandro Sticozzi

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