Home News A Gamba Tesa | Domandare è lecito. Rispondere è cortesia, Ivan

A Gamba Tesa | Domandare è lecito. Rispondere è cortesia, Ivan

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L’allenatore dell’Hellas Verona Juric si mostra in tutta la sua ferocia e aggressività di fronte al (solitamente, ndr) pacato Ugolini. Nemmeno il tempo di terminare la domanda che il tecnico serbo si infiamma e – tra una minaccia e un insulto – manda tutto all’aria e se ne va dall’area stampa. Proveremo ad elencare i motivi per i quali un comportamento del genere sia da derubricare come “altamente lesivo e dannoso”

FALLO FINIRE! – Da studio avevano inaugurato, direttamente dai seggiolini del “Club” di Sky, in questo modo: “Complimenti a Juric, che ha onorato l’impegno, assistendo contemporaneamente a un dramma sportivo”. Della serie: hanno dato atto della tua sportività e del tuo impegno, prova a sentire cos’altro avranno da chiederti
Il povero Ugolini, che probabilmente sarebbe andato a parare verso un “simil-piagnisteo”, per due volte (su altrettanti tentativi, ndr) non ha fatto in tempo a terminare la frase principale – in vista poi della subordinata.
Non si è potuti andare oltre un “Abbiamo visto un Verona che si è dimostrato più arcigno rispetto a…” e poi un più tenue “Un Verona oggi combattivo ha ottenuto…”.
Strano a dirsi, ma lo stesso Juric, giusto qualche settimana fa, rimbrottava i suoi con termini similissimi rispetto a quelli dell’inviato Sky. Un ringraziamento al collega Simone Avena, che ha pescato le parole del post Crotone-Verona.
Un semplice “degno erede” del simpatico Gasp o qualcosa di più?

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STAI IN TV! – Dovrebbe esistere un criterio di responsabilità da parte di chi si trova a sostare, spesso o per caso, davanti a una telecamera.
Devi poter capire, se dotato di un connubio minimo di cultura e ingegno, che quel che la tua testa produce ed esterna sarà poi ascoltato ed elaborato da menti cangianti e da profili differentissimi tra di loro.
Scagliarsi contro un “uomo medio” come potrebbe essere l’Ugolini di turno, denota scarso coraggio da parte di un leone balcanico che dovrebbe essere abituato a restituire furori a nemici di pari livello “fisico/aggressivo”.
Ricordo Galeazzi e i suoi calorosi abbracci a fine partita, con i calciatori col sangue ancora caldo e l’adrenalina in corpo.
Rammento contemporaneamente lo stile e la veridicità dei protagonisti del tempo – nonostante le invasioni di campo di un “calcio del popolo” – al netto della “minaccia a mano disarmata” di scuola Juric.


PENSA ALL’INTERREGIONALE – Se l’allenatore dell’Hellas Verona, società finanziata da Sky anche per gli spazi d’intervista nel post-gara (Gattuso non si presenta più da più di un mese, ndr), può permettersi questo comportamento, in cosa possono prodursi gli allenatori del paesino di turno di fronte al cronista rampante della situazione?
Non basta il fatto di lavorare perlopiù gratis, a contatto con ambienti dall’ignoranza crassa. Serve che ci sia anche il “giusto” fattore intimidatorio. Chi ha vissuto i campi di provincia, affascinanti quasi in tutte le loro sfaccettature, sa benissimo di cosa stiamo parlando.
Se viene sdoganato il concetto che si può aggredire verbalmente senza che nemmeno la domanda sia terminata per intero, siamo realmente tutti un po’ più poveri. Dalla lagn, poi, siamo passati al contrattacco (quasi, ndr) fisico

Quando la trattazione è frettolosa e non si dà il tempo di esaurire i concetti, di solito, si arriva all’illusione della risoluzione di un problema. Pratica che tutto sommato fa comodo a chi su quel problema deve pontificare all’infinito per diversi interessi individuali.
Ma questa è un’altra storia. Come quella che Juric, difeso a spada tratta dall’Hellas ieri sera, che sembra aver imboccato velocemente il viale d’addio dal lido gialloblù…

Fonti foto: SportFair | FanPage | YouTube

Alessandro Sticozzi

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