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A Gamba Tesa | Dal cinismo all’indecisa bellezza

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Inter-Atalanta della scorsa stagione sancì in pratica la vittoria dello Scudetto dei nerazzurri di Conte. Un solo tiro in porta e una partita di rara bruttezza. Sabato sera Inzaghi ha pareggiato 2-2 in quella che i critici hanno subito definito “la gara più bella della stagione”

ALTEZZA MEZZA BELLEZZA – Nel calcio, che piaccia agli appassionati di serie tv da guardare su Netflix ed Amazon Prime Video (a proposito, la Champions ci è arrivata, ndr), conta vincere. Stare in alto, davanti a tutti.
L’Inter di Simone Inzaghi, nel sesto turno di Serie A contro l’Atalanta, non ha vinto.
Eppure il gol partita dell’ultimo scontro con gli orobici, sempre a San Siro, lo aveva segnato Skriniar, che era in campo anche sabato nell’undici dell’ex allenatore della Lazio. Non Lukaku e Hakimi, bensì una delle colonne dell’Inter che fu e delle Beneamata che sarà.
La differenza? È mancato cinismo, istinto killer, capacità di ridurre a zero le occasioni concesse ai bergamaschi. Nel 2020/2021 Gasp tirò due volte in porta da corner; l’altro giorno – per la gioia degli “applauditori seriali di scempiaggini difensive travestite da belle giocate offensive”, Handanovic è stato sottoposto a un bombardamento.

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NUMERI DA OTTOVOLANTE – Ecco, occhio però a pensare che il “Fratello di Pippo” non ci stia mettendo del suo: il Biscione è arioso, vario, cosciente della propria forza.
Finanche a volte presuntuoso nell’esposizione della manovra, tanto da preferire nettamente l’estetica alla pratica. Venti gol in sei gare in Serie A, con metà della rosa già andata a segno, fanno presagire statisticamente che possa essere anche sfondata “quota 100”.
Stesso dicasi purtroppo però per la tenuta difensiva, con la proiezione di gol subìti che ad ora attesterebbe i nerazzurri con 44 reti incassate.
E in Italia, se prendi più di 40 gol, lo Scudetto non lo vinci manco giocando con le mani.

Come fu con Conte lo scorso anno, quando il progetto di squadra iper-propositiva fu accantonato in nome di un’imbattibile solidità, anche per Inzaghi giungerà presto il tempo dei compromessi.
Che nel calcio non vogliono dire ipocrisia, bensì intelligenza.


Fonti foto: SkySport | Corriere

Alessandro Sticozzi

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