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A Gamba Tesa | Con…te partirò, dolori e noie di note storie nerazzurre

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Lo sfogo dell’allenatore dell’Inter giunto subito dopo la fine del campionato apre meno scenari di quelli che vengono già oggi paventati dalla stampa generalista, tanto attenta al “momento” quanto povera di memoria storica

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PAROLE SENZA CULTURA – Pretendere di dire cose giuste e farlo nel linguaggio e nei tempi sbagliati è un peccato mortale, soprattutto per chi pretende di combattere grandi battaglie. L’Inter vista a Bergamo avrebbe vinto 36 gare su 38 in Serie A.
La domanda che nessuno ha posto a Conte, provo a fargliela io: “Perché si è visto tanto ardore, tanta dominanza e tanto ingegno calcistico solo all’ultima fatica di questo tour de force post Covid?”.


PRETORIANI DI UN UOMO SOLO? – La risposta è logica, banale e pure un po’ cruda: Conte ha lo spogliatoio in mano e, anziché agglomerare energie contro un nemico esterno, ha convinto i giocatori che la loro nemesi fosse l’Inter stessa.
Società rea, a dire di Antonio, di non aver protetto a mezzo stampa e con dichiarazioni secche le varie/continue/solite/storiche ondate di fango che la sponda nerazzurra dei Navigli ingoia da anni.
È grazie a precise campagne stampa che – qualche stolto – riesce a dire che Lukaku sia un ‘panterone moscione’. Questa va “spiegata”, perché non è una battuta che arriva subito, soprattutto se non si è edotti sullo stato dell’informazione – sportiva e non – in Italia.
Le società di calcio costruiscono parte del proprio potere ‘ambientale’ (e di conseguenza economico, perciò di rimando sportivo) nel rapporto con i media, con le loro ramificazioni verso tifosi e opinione pubblica. Ricostruire le varie campagne stampa degli ultimi 25 anni (più o meno da quando ne ho memoria) sarebbe lungo e dispersivo. Potrebbe aiutare una bella ricerca su Google con la query “prostituzione intellettuale”.


EGEMONIA MONCA – Per quanto riguarda il presente, possiamo desumere che Conte non abbia captato supporto dai (potentissimi, ndr) proprietari cinesi su questo dato argomento.
Nessuno ha fatto il De Laurentiis della situazione, che chiama editori e direttori di testata minacciando di spostare milioni in pubblicità se non viene rimosso Tizio, reo di aver criticato Ancelotti o il Napoli tutto.
Nessuno ha ancora comperato quote del principale gruppo editoriale italiano (fatevi un giro sul web per scoprire i nuovi padroni di Repubblica e correlati).
Nessuno ha tuttora il potere editoriale del Cavalier ex, in termini di quantità di reti televisive e compartecipazioni in testate giornalistiche e web. Conte chiede la Luna ad avventori che in questa marmaglia ancora non hanno messo piede, pur avendone probabilmente coscienza.


(nella foto la coreografia con la quale San Siro accolse Marcello Lippi in Inter-Juventus 2001/2002. Il tecnico bianconero, passato per la Pinetina, non aveva lasciato un ottimo ricordo)

VOLEVI CARTA BIANCA? ECCOLA! – Da ‘Lippi mal riuscito’ vuol fare lo juventino rabbioso in casa di gente che vince per sbaglio una volta ogni 20 anni. È doppiamente colpevole, perché dice la verità sapendo di mentire a se stesso e mente sapendo che contro certi cavalli di Troia ci vogliono anni e centinaia di milioni per venirne a capo.
Come finirà questa storia? È solo un ricatto (bello e buono, per dirlo alla ‘Antonio’, ndr) di uno che sa di non poter essere economicamente esonerato. È solo una pietra tombale sulle speranze di vincere un’Europa League che non gli interessa. È solo il modo per farsi comprare chi dice lui, quando dice lui. Per non aver più scusanti verso il dare o meno una decina di punti a tutti gli altri l’anno prossimo.

Fonti foto: MediaGol | Sarasa WordPress | FcInter1908.it | YouTube ScreenShot

Alessandro Sticozzi

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