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60 milioni di allenatori

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Un approfondimento sulla figura dei coach in Italia che, molto spesso, vengono criticati più del dovuto

La figura dell’allenatore è certamente quella più soggetta a critiche che, non sempre, sono giustificate o fondate. Rientra nella norma, soprattutto nel nostro paese, mettere in discussione le capacità di un allenatore al primo o al secondo passo falso, che sia un pareggio con una formazione meno blasonata o una sconfitta in un big match. Tutto ciò è verificabile vedendo quanto sta accadendo da inizio stagione con le critiche rifilate rispettivamente a Mourinho, Sarri, Allegri e Pioli. Il portoghese, così come Allegri, è criticato costantemente dal suo arrivo alla Roma nonostante i risultati ottenuti prima e durante la sua esperienza in giallorosso. Non appena la Roma o la Juve steccano una partita, chiunque è pronto a questionare e a sminuire il lavoro dei due, criticandoli soprattutto sul gioco espresso. Per quanto riguarda Pioli e Sarri, i malumori sono venuti fuori in questa stagione. La Lazio ha perso quasi metà delle partite in campionato mentre il Milan, che aveva iniziato alla grande, ha frenato nel periodo post sosta, anche qui le critiche nei confronti dei due mister sono a mio parere esagerate considerando che sia il Milan che la Lazio hanno cambiato diversi giocatori in estate e bisogna dare il tempo ai ragazzi nuovi di inserirsi. Inoltre è doveroso dire che un momento poco positivo all’interno di una stagione è più che normale e che, nella maggior parte dei casi, non dipende dall’allenatore. Basta un infortunio di troppo o un periodo poco brillante a livello fisico o psicologico per veder peggiorare i risultati di una squadra e, tutto ciò, non viene mai considerato né dai tifosi e né dalla stampa. La colpa ricade sempre e solo sull’allenatore che, come già detto, nella maggior parte dei casi non ha colpe.

Tutto ciò però penso sia una cosa che accade solo, o quasi, in Italia. Se guardiamo oltre Manica possiamo constatare come la situazione sia ben differente: il Brighton di De Zerbi, che la scorsa stagione ha chiuso in 6′ posizione conquistando l’Europa League, non vince in Premier League dal 24 settembre, quando sconfisse il Bournemouth per 3-1. In questo periodo, in cui ha anche affrontato il Manchester City e il Liverpool, il Brighton ha perso punti con squadre meno attrezzate come l’Everton e il Fulham, oltre ad aver subito 6 gol dall’Aston Villa e, in tutto questo, nessuno ha messo in dubbio l’operato o le capacità di De Zerbi come allenatore. Se tutto ciò fosse accaduto in Serie A ad Italiano, per esempio, molti avrebbero chiesto l’esonero dello stesso dimenticandosi completamente ciò che ha fatto in passato. Forse, come dice lo stesso De Zerbi, il problema in Italia è che tutti i 60 milioni di abitanti si sentono allenatori.

Fonte foto: Getty Images

Davide Farina

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