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6 maggio 1998, Inter-Lazio 3-0: il primo trofeo di Moratti

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Sono passati 22 anni dalla conquista dei nerazzurri della Coppa Uefa: nella finale tutta italiana (per la prima volta in gara secca) al Parco dei Principi, la squadra di Simoni dominò sui biancocelesti grazie ai gol di Zamorano, Zanetti e Ronaldo, che realizzò una delle reti più belle della carriera

Minuto 70: Moriero lancia sul filo del fuorigioco Ronaldo, il brasiliano si invola come una scheggia verso la porta di Marchegiani, salta il portiere laziale con una doppia finta che rimarrà storica e sigilla il definitivo 3-0 con cui l’Inter si aggiudica la Coppa Uefa, primo trofeo dell’era Moratti. Sono passati 22 anni esatti da quel 6 maggio 1998, probabilmente il momento più alto dell’esperienza nerazzurra del Fenomeno brasiliano.

Con in panchina Gigi Simoni da una parte e Sven Goran Eriksson dall’altra, Inter e Lazio si affrontarono al Parco dei Principi di Parigi con in palio appunto la Coppa Uefa, per la prima volta in gara secca. Non ci fu storia: i nerazzurri passarono in vantaggio dopo appena 4′ grazie alla zampata di Zamorano. Nella ripresa il 2-0 di un giovanissimo Javier Zanetti, con una staffilata all’incrocio imparabile per Marchegiani. Al 70′ il definitivo 3-0 con il gol di Ronaldo (uno dei più belli della sua carriera), trasmesso negli anni successivi per migliaia di volte. Fu il primo trofeo vinto da Massimo Moratti come presidente interista, che poi dovette aspettare 7 anni per iniziare un nuovo ciclo vincente con Mancini prima e Mourinho poi in panchina. Per Ronaldo invece, dopo aver alzato quella coppa in cielo, fu un’estate piena di problemi fisici con il malore la notte prima della finalissima del Mondiale ’98 in Francia e la celebre immagine in cui faceva fatica a reggersi in piedi e a scendere le scalette dell’aereo. Oggi non sono moltissimi i tifosi della Beneamata che riservano al Fenomeno sudamericano un posto nel cuore, sia per l’addio nell’estate 2002 destinazione Real Madrid sia per il successivo passaggio ai cugini del Milan, ma non si può negare che quel Ronaldo non aveva eguali al mondo e che fu l’uomo copertina dell’Inter di fine anni novanta-inizio duemila.

Fonti foto: persemprecalcio.it, fcinter1908.it

Francesco Carci

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