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50 anni di Boksic e quel ricordo insieme ai tifosi con la crostata e il prosecco

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Il giorno del compleanno del fuoriclasse croato si racconta di un aneddoto accaduto svariati anni fa a Formello tra tifosi e giocatore. Momenti indelebili negli occhi di chi li ha vissuti e che si vuole possano rendere l’idea di cosa era il calcio a quei tempi

Era il Natale del 1998. A Formello, sede e quartier generale della Lazio, era stato organizzato da parte dei tifosi un banchetto natalizio in collaborazione con i giocatori biancocelesti. Il modo di vivere lo sport era diverso allora, e più si va a ritroso più si riscontra una degna e meravigliosa consapevolezza di quanto fosse aggregante e tangibile il mondo del pallone. Si era soliti organizzare, ogni 3-4 mesi, pranzi e cene parlando di Lazio o Roma, che dir si volesse. I ricordi toccano annate in cui i panini con la frittata, nelle ore post pranzo andavano via tra le fila dello stadio come fossero volantini lanciati per aria ad inizio partita. E la celebrazione di quest’ultima diventava l’anello di congiunzione di una giornata passata insieme, all’insegna degli affetti e dello sport.
Il focus temporale, si vuole fermare nella fatti specie ad un pomeriggio ben preciso. Esattamente all’uscita dei campi di allenamento di Formello. Era la Lazio allenata da Sven-Göran Eriksson, con al suo fianco Luciano Spinosi allenatore in seconda, e che aveva un’orchestra di eccellenti interpreti del calcio: Nesta, Casiraghi, Signori e Mancini, giusto per citarne qualcuno. C’è chi giurerebbe sia stato l’inizio della cavalcata gloriosa che portò alla vittoria dello scudetto nell’anno 2000.


Ad ogni modo, superato mezzodì concertando grigliate e disponendo crostate e bevande con l’accuratezza e la dovizia che la contraddistingueva, Sora Rita si vide arrivare un ospite molto speciale: Alen Boksic, che uscito dagli allenamenti fu richiamato dalle prelibatezze preparate. In particolare delle crostate fatte in casa che lo allettavano parecchio, tanto da cimentarsi in ben più arditi assaggi. Per dirla tutta, chi ha fatto cronaca ed è testimone dei fatti di allora racconta che Alen, non solo s’ingolosì della crostata assaggiata, ma se ne fece regalare una intera da portare a casa. Tutto questo accompagnato da un paio di calici di prosecco che il croato issava al cielo brindando insieme agli amici tifosi. Gli occhi vigili di mister Eriksson nulla poterono di fronte alla goliardia paventata dal giocatore ed appoggiata da tutti, che giustificava quel “brindisi di troppo” come l’intenzione e la volontà di far scendere meglio quella deliziosa pietanza.


Ricordare il fuoriclasse croato con un simile aneddoto, che magari non tutti conoscono, dipinge perfettamente l’inception storico che si vuol trasmettere: fatti e personaggi di allora che tessevano trame di rapporti che andavano bel al di là della semplice partita giocata su ’90 minuti. Vita vissuta all’insegna della sana compagnia di chi, un attimo prima portava a compimento gesta eroiche all’interno del rettangolo di gioco, e che un momento dopo brindava con i tifosi augurandosi vicendevolmente un felice e sereno natale.

Un calcio romantico che non esiste più e nel quale si iscrive perfettamente chi ne ha riempito le pagine. Tanti auguri per i suoi 50 anni all’Alieno Boksic.

Un ringraziamento speciale a Gianni e Rita Gualersi

Fonte della foto: rivistacontrasti

Cesare D’Agostino

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