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Ferocia e determinazione: cosa c’è di simile nelle parole di Conte e Gattuso

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Entrambi gli allenatori hanno premuto sugli stessi tasti nelle dichiarazioni post-partita: nonostante risultati diversi, i tecnici si sono appellati alla mancanza di alcuni attributi da parte dei propri giocatori

Conclusa l’ottava giornata di Serie A, alla luce delle prestazioni di alcune big del nostro campionato i rispettivi allenatori hanno rilasciato ai microfoni nel post-partita delle dichiarazioni non proprio entusiaste, per così dire. E’ possibile individuare un filo conduttore nelle conferenze di alcuni mister: motivazioni molto simili, o comunque con tratti afferenti, per Antonio Conte e di Gennaro Gattuso, tecnici rispettivamente di Inter e Napoli.

Il primo ad esprimersi ai microfoni dei giornalisti è stato il tecnico nerazzurro: dopo la rocambolesca vittoria della Beneamata – sotto di 2 gol nei primi 60 minuti salvo poi segnarne 4 negli ultimi 30 – Conte ha dichiarato: “L’approccio non è stato dei migliori, dovevamo essere più feroci e determinati, non riuscivamo a vincere nemmeno un contrasto. Capisco le difficoltà quando si ritorna dalla Nazionale ad attaccare subito la spina, penso che in questo weekend queste difficoltà si siano viste anche altrove, ma è indubbio come siano mancate cattiveria e furore agonistico“; poi ha aggiunto “Bisogna arrotolarsi la camicia ed essere pronti sempre a sporcarsi. Mi auguro che la partita di oggi ci serva da lezione, la strada è lunga e faticosa. Dovremo scavare per terra, far trovare i solchi ai nostri avversari, se non ci metti qualcosa a livello tuo personale diventa difficile“.

Cattiveria, furore agonistico, è alla mancanza di questi attributi che si è appellato il tecnico salentino per commentare la prestazione sciorinata dai suoi: secondo l’ex-juventino, ora più che mai – con gli stadi completamente vuoti a causa della crisi da COVID-19 – sono le motivazioni a fare la differenza, la ferocia, lo spirito messo in campo dai giocatori.

Davvero simili sono le argomentazioni portate da Gennaro Gattuso ai microfoni di Sky: l’allenatore dei partenopei, dopo la bruciante sconfitta in casa contro il Milan, solo qualche ora dopo il collega interista si esprimeva così: “Noi dobbiamo fare lo step della mentalità e non è solo saper giocare bene. E’ saper dare una parola di incoraggiamento a chi sbaglia, io penso che vogliono fare troppo i professori. Secondo me bisogna dirsi le cose in faccia e non dirsi sempre che tutto va bene. Non posso accettare che la mia squadra nei momenti di difficoltà non gioca con il coltello tra i denti“. Successivamente, alla richiesta di fare degli esempi, ha risposto: “Ci lamentiamo con gli arbitri… un compagno sbaglia e vogliamo fare i professori. Io ho capito cosa non va in questo momento e non è un caso che nelle partite importanti… stecchiamo! Le partite che abbiamo vinto, le abbiamo vinte perché avevamo il coltello tra i denti, perché correvamo. È per questo che non dobbiamo pensare all’io, ma al noi. Non è rilassamento ma una mentalità“.

E’ interessante come i due allenatori abbiano premuto sugli stessi tasti nelle loro dichiarazioni: nonostante i risultati diversi ottenuti dalle rispettive squadre, Conte prima e Gattuso poi hanno parlato di mentalità. Quella che è sempre necessaria su un campo da calcio e che oggi, con gli stadi deserti e senza il calore del pubblico, diviene ancor di più determinante.

Fonti foto: Fc Inter 1908, Spazio Napoli, Super6Sport

Fabrizio Scarfò

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