Roma, Spalletti:”Totti è una leggenda ma io devo gestire una squadra. La Juve merita lo scudetto”

Roma, Spalletti:”Totti è una leggenda ma io devo gestire una squadra. La Juve merita lo scudetto”

Ecco le dichiarazioni del tecnico giallorosso alla vigilia del match contro il Chievo

 

Domani alle 18:00 al Bentegodi di Verona la Roma scenderà in campo per il primo anticipo del penultimo turno di campionato. Avversario dei capitolini il Chievo di Maran, formazione che ha raggiunto la salvezza da tempo e quindi sulla carta senza più obiettivi.

Nella consueta conferenza stampa del pre partita a Trigoria il mister Luciano Spalletti esclude possibili cali di concentrazione dei suoi giocatori visto che in palio c’è il secondo posto:”Per come la vedo io no. C’è il rischio di trovare una squadra forte che crea problemi. Il Chievo durante questo campionato ha messo in difficoltà le squadre più forti, ha mostrato un’identità ben chiara e precisa, che viene sviluppata con velocità e qualità. Il rischio è quello. Io ho detto ai miei che vanno vinte tutte e ne mancano ancora due. Quello è il mio punto di vista per arrivare davanti al Napoli.”

Poi l’allenatore toscano parla delle residue chances di vincere lo scudetto assegnandolo di fatto già ai bianconeri:”Dobbiamo credere alla possibilità di rigiocare la partita di Porto. Con Chievo e Genoa ci rigiochiamo la qualificazione con il Porto. Quelle due partite le rigiochiamo con due nomi differenti. Lo scudetto lo vince giustamente la Juventus. E’ stata la più forte, ha dettato ritmi per gran parte del campionato e si è fatta trovare pronta in tutte le competizioni e in tutte le partite che ha giocato, dove ha fatto grandissimi numeri che gli vengono riconosciuti da tutto il calcio internazionale e lo merita. A noi non cambia nulla, per sperare nel miracolo dobbiamo vincere queste due partite, non possiamo fare altro. Hanno la stessa madre i comportamenti che dobbiamo avere per entrambi gli obiettivi. Prima quando mi sono fermato al cancello per gli autografi con i bambini, è tutta la settimana che mi chiamo “Chievo Rombo”, perché è il gioco che il Chievo ha fatto per far vedere chi è, e ho rischiato di firmare così, perché non si parla di altro. Vogliamo avere la possibilità di giocare la competizione più bella del calcio. Di tutte le cose belle di questo sport, c’è n’è una che è bellissima, che è giocare in Champions League. E noi abbiamo la possibilità, ce la siamo costruita e non ce la vogliamo far scappare. Poi ci sono gli avversari e in questo caso non pure forti.”

Gli viene chiesto se prevale di più l’orgoglio per il campionato disputato o la delusione per le coppe:”Parlare di delusione è eccessivo, quando si lavora per costruire un obiettivo in maniera seria e continua come abbiamo fatto. Questa partita ci può liberare di qualche brutto risultato. C’è sempre quando arrivi in fondo il rimorso di non essere stato bravo e di non aver vinto qualche partita. Questa partita ci può liberare dai rimorsi. C’è davanti un obiettivo eccezionale. Siamo tutti proiettati verso quell’obiettivo lì, abbiamo sempre lottato a denti stretti sia nei momenti vantaggiosi che in quelli meno favorevoli e non vogliamo perdere questa occasione.”

Domanda su come vede Totti in queste ultime gare con la maglia della Roma:”Lui fa parte della nostra squadra, è il giocatore più importante, è una leggenda e lo sarà. E’ il simbolo della nostra squadra. In qualsiasi modo si voglia vedere la Roma si trova Totti davanti a tutto. Io però lo devo trattare però come uno che è sì importante, ma che fa parte di una squadra, e per essere corretto e giusto devo fare delle scelte che a volte l’hanno penalizzato. Questo mi dispiace. Anche nelle ultime partite sarà così. Io faccio la formazione per portare vantaggio alla Roma, devo pensare però a vincere queste due partite e per questo devo ragionare anche sulla gestione di Francesco, anche se ha questi titoli che ha meritato e che gli verrà attribuito quando smetterà.”

Spalletti rivela di non essere per nulla indispettito dalla girandola di nomi di allenatori accostati sulla panchina giallorossa:“E’ normalissimo, non vedo perché dovrebbe infastidirmi. I nomi che si sono fatti sono di persone con esperienze, titoli vinti e blasone per essere i futuri allenatori della Roma. Tutto quello che bisogna fare è lavorare per avere un futuro migliore. La società l’ha già fato vedere andando a prendere Monchi. Ha fatto vedere che vuole portare i migliori a lavorare con la Roma. Ha dato subito il primo segnale. E’ corretto che poi vadano a parlare. Ci sono allenatori che vanno a vedere anche altre partite, non so a cosa volessi alludere. Se la domanda è “vengono per poterti prendere il posto?” mi fa piacere. Io devo essere più bravo di loro per mantenerlo. Non è che tenendo bassi gli altri si riesce a prevalere avendo un titolo o un merito. Per andare al di là dell’ostacolo devo accettare la sfida. E’ correttissimo.”

Viene successivamente chiesto al mister di Certaldo del fatto che la sua squadra abbia perso troppi punti con le piccole, come accaduto già nella sua prima esperienza nella capitale:“In quel momento che hai ricordato ci stavano le 4 vittorie con Milan e Inter? Quest’anno abbiamo vinto per la prima volta tutte le partite con Milan e Inter. Abbiamo perso punti con l’Empoli ma poi abbiamo recuperato da altre parti. Ci sta una volta di perdere. Guarda il Crotone, che ha perso sempre e poi gli è scattata la scintilla dell’entusiasmo ai giocatori e hanno ripreso possesso delle loro qualità, si sono ricompattati grazie anche al pubblico. Quando ci siamo andati a giocare veniva data per scontata la vittoria, ma delle insidie c’erano. Il loro pubblico lì si è comportato benissimo. Li ha sostenuti fino alla fine. Avere queste inversioni di tendenza, il rapporto con l’ambiente e per lottare tutti verso la stessa direzione senza polemiche, ti consente di ritrovare le tue caratteristiche e le tue qualità. E ora sono lì a lottare per la salvezza. Bisogna essere obiettivi e bravi a fare più vittorie possibili, ma di perdere dei punti ci sta. Quelle che abbiamo perso non ci hanno disturbato. Se non vincevamo quelle che abbiamo vinto era uguale e non arrivavamo lo stesso a questo risultato. Con la Juve non avevo mai vinto, ci ho giocato per 7-8 anni e poi sono andato in giro. Avevo vinto solo una volta in Coppa Italia, un 3-2 a Torino con Okaka, Rosi e Tommasi e avevo vinto perché nevicava. Sono numeri importanti, segno che la squadra è stata sempre sul pezzo e si è costruita la strada per avere la visibilità sull’obiettivo. Queste sono le partite che ci possono dare la felicità. Ogni tanto abbiamo lasciato per strada risultati che ci fanno male e ci rendono tristi, questa partita può spazzare via la tristezza.”

Infine domanda su cosa rinuncerebbe pur di vincere il titolo con la Roma:”Fammela la prossima settimana questa domanda che ti rispondo una cosa bellina. Abbiamo delle tentazioni noi allenatori…”

Probabili formazioni:

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Cesar, Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, Bastien; Birsa; Pellissier, Inglese.

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Rüdiger, Fazio, Manolas, Emerson; De Rossi, Strootman; Salah, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.

Giorgio Rainaldi

 

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