Home Curiosità Quando la fede romanista incontra la Pop Art nasce un…Brivido Giallorosso

Quando la fede romanista incontra la Pop Art nasce un…Brivido Giallorosso

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Ieri è stata inaugurata presso il Guido Reni District (via Guido Reni 7) una mostra per i tifosi della A.S. Roma appassionati di arte che sarà aperta tutti i giorni, con orario non stop dalle 11 alle 21 (il sabato dalle 11 alle 24), fino al 9 ottobre

“La Sistina Giallorossa”

Brivido Giallorosso – Il Mito, il Tifo, la Fede” è una mostra di arte digitale patrocinata dalla A.S. Roma e realizzata da Brivido Pop. L’esposizione di 45 opere, collage digitali stampati su tela a tiratura limitata con inserti manuali di carta strappata, racconta momenti e personaggi che hanno segnato la storia del tifoso romanista accostandoli e confrontandoli con i capolavori dell’arte italiana, icone fantastiche, personaggi mitologici, eroi e stelle del cinema. I ricordi dei calciatori sono catturati in gesti istantanei e statuari per creare una visione sorprendente al di là della prestazione sul campo. Vengono così associati ai mostri sacri della pittura e scultura come Michelangelo, Caravaggio, Leonardo, Tiziano e Raffaello. Dagli svolazzi del pennello o scalpello a quelli del pallone, dal gesto artistico a quello atletico, il doppio passo è breve. Come scrive Luigi Ferrajolo nel catalogo: “Vedi la Venere del Botticelli ma pensi alla bellezza pura del gol di Totti, con quel diagonale fantastico alla Samp. Vedi Agostino circondato dagli angeli di Raffaello e pensi a quanto era forte e fragile al tempo stesso. Vedi quella invasione festosa della Cappella Sistina e pensi solo alla Roma. Alla sua grandezza. A quanto sia bella. Magica, appunto”.

“10 e Lode”

Marco Innocenti nelle sue opere s’ispira all’artista d’avanguardia della Roma Mimmo Rotella, facendo propria in chiave ipermoderna la cifra stilistica del maestro di Catanzaro (città giallorossa tra l’altro). Geniali e ironici i titoli delle opere: basti pensare a “Grazie, Roma” che sottende al parallelismo tra Le Tre Grazie del Botticelli e l’abbraccio festoso tra Nainggolan, De Rossi e Strootman, o all’ “Aereoparto Leonardo da Vinci” dove s’invola festante l’aeroplanino Montella, oppure a “Il gigante buono, San Michele e San Daniele” in cui c’è una sorta di triangolazione ideale tra Dzeko, l’arcangelo Michele e De Rossi. Come sottolinea Vittorio Maria de Bonis: “Con un risultato del tutto inatteso proprio quei campioni moderni consentono di comprendere meglio tecniche e mitologie dell’Arte più celebrata, offrendone per la prima volta una lettura trasversale, e rivelando come gesti, smorfie ed espressioni ricalchino, involontariamente, atteggiamenti già codificati dalla pittura e dalla scultura, e come questi, a loro volta, ritualizzino ed eternino moti e pose spontanee del corpo umano. Calcio e scultura, Totti e Michelangelo, Rudiger e Manet, Falcao e Perugino s’incontrano e reagiscono insieme, e fanno scaturire, reciprocamente l’incanto dell’Inimitabile assoluto, che sia la Venere di Botticelli, o un gol di Roberto Pruzzo”.

“Gladiatori”

Sulla reazioni dei calciatori Marco Innocenti ha detto: “Falcao è venuto tre anni fa alla mostra e ha visto la mia prima opera. Abbiamo parlato, ci siamo conosciuti: parlare con Paulo Roberto Falcao del mio quadro fa un certo effetto. Ho consegnato a Totti l’opera dopo la partita contro la Lazio con il gol di Mbiwa. Quando ha scoperto il quadro è rimasto talmente sorpreso che mi ha regalato una sua maglia“. Un caledoscopio di immagini dove Conti è nel fantastico mondo dei cartoon con Paperino e Nainggolan, Totti e Batistuta ci portano con la loro grinta al mitico Russel Crowe ne “Il gladiatore”. Perchè la scelta del Guido Reni District? A questa domanda risponde in maniera esauriente il curatore Massimo Fabbricini a proposito della mostra: “ha trovato spazio in una sede eletta, nient’affatto casuale, appostata lungo un asse che collega il Foro Italico e lo Stadio Olimpico all’Auditorium, al Maxxi, allo stadio Flaminio, al Palazzetto dello Sport, a quello che fu il Villaggio Olimpico. In una sorta di Eden dell’arte e dello sport, che vuol essere il sistema psiconervoso lungo il quale corre il Brivido giallorosso”.

Io e Federico Balzaretti presente all’inaugurazione della mostra

N.B. Le immagini sono prese da Brivido Pop. In copertina “Carica il destro”

Erika Eramo

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