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Paola Ferrari: “L’Italia è una promessa mantenuta a metà. Il calciatore che più di tutti mi ha emozionato è…”

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Domani sera gli azzurri in trasferta si giocheranno il tutto per tutto nella terza partita della Nations League contro la Polonia per evitare lo spettro della serie B. Abbiamo scelto di parlarne con il volto femminile per eccellenza del giornalismo italiano e della Rai, al timone della Domenica Sportiva per ben nove edizioni, conduttrice anche di 90° Minuto e dei principali programmi sportivi, legati a Mondiali ed Europei. Non è mancato un punto sulla Champions League e i ricordi di una carriera da protagonista, vissuta al fianco di altrettanto preparati colleghi

Una sua riflessione sull’Italia di Mancini?

E’ una promessa mantenuta a metà. E’ stata bella nel primo tempo contro l’Ucraina. Mi è piaciuto l’esordio di Nicolò Barella e la coppia di centrocampo Verratti-Jorginho. Sotto rete sbagliamo tanto. In difesa abbiamo preso qualche svarione. Purtroppo non vinciamo da un anno in partite ufficiali. Gli ascolti però ci hanno premiato facendo, solo nell’ultima gara, il 24% di share. Se 6 milioni di italiani erano sintonizzati significa che il cuore azzurro batte ancora, come ho twittato sul mio profilo.

Cosa si auspica per il movimento del nostro calcio?

Che venga presto eletto il Presidente della Federcalcio. Mi auguro possa essere Gabriele Gravina, attualmente alla guida della Lega Italiana Calcio Professionistico. L’ho incontrato in quanto sono il Presidente del Comitato Etico della Lega Pro. Mi ha entusiasmato per la serietà e la concretezza. A chiunque assumerà un ruolo tanto determinante faccio, fin da ora, il mio in bocca al lupo.

La Champions League sarà di nuovo appannaggio del Real Madrid nonostante l’assenza di Cristiano Ronaldo?

Non solo è senza CR7 ma ha anche il problema dell’allenatore. Lopetegui deve ancora dimostrare tanto. Si sente l’assenza di Zidane. Per me quest’anno non è la favorita.

Chi sono le candidate alla vittoria finale?

A livello di campioni il PSG con Mbappè, Neymar e Cavani sembrerebbe il più forte. Ora sarà sotto l’occhio del ciclone per la notizia, uscita proprio ieri, sulla probabile combine avvenuta nella partita contro Stella Rossa Belgrado (ndr, un dirigente serbo avrebbe scommesso 5 milioni di euro sulla sconfitta della sua squadra con cinque gol di scarto, cosa effettivamente avvenuta sul terreno di gioco perchè la partita è finita 6-1). Grande favorito resta il Barcellona: anche se al momento non è sotto i riflettori, il suo lo fa sempre e bene. Il Bayern Monaco è forte, anche se il calcio tedesco molto meno avvincente. Poi non voglio tralasciare le italiane.

Una parola su Juve, Napoli, Inter e Roma?

Allegri è finalmente uscito allo scoperto, ha detto in modo chiaro che l’obiettivo è la Champions. Il Napoli è terrorizzato dal girone ma io sarei tranquilla perchè in panchina c’è un allenatore di caratura internazionale come Ancelotti. L’Inter sta migliorando di volta in volta e per la squadra capitolina Di Francesco ha trovato finalmente la quadratura del cerchio. Seguirò tutte e 4 con entusiasmo.

Quando nasce la sua “Passione del calcio”?

Da giovanissima. A 6 anni mio padre mi portava a vedere l’Inter. Poi, come tutti sanno, non sono diventata interista. Ho fatto molta gavetta lavorando per Telelombardia e passando anche 10 ore a San Siro per i servizi giornalistici.

Lei tifa Milan infatti, ma ho letto che simpatizza per la Spal. Come mai?

I miei colori sono rossoneri ma simpatizzo per parecchie squadre, tra cui anche Atalanta e Cremonese. Ho tifato persino Crotone. Abitando a Roma ed avendo molti amici giallorossi aggiungo anche la Roma. Sono spesso all’Olimpico…certo, niente a che vedere con la bellezza di San Siro! Non tralascio la Juve perchè sono circondata da tanti bianconeri. Sono stata, non molto tempo fa, alle Maldive con 4 amici juventini. Sono tantissimi a incominciare da Marco Tardelli.

Le piace questo Milan targato Gattuso?

Finalmente sì, dopo molti anni alla ricerca di un equilibrio. In tanti giocano bene, a incominciare dalla nostra bandiera Gigio Donnarumma.

La Nazionale a cui è più legata?

Quella dell’82 con Paolo Rossi. Nell’immaginario collettivo ci sono i suoi gol e la famosa partita a scopone tra Dino Zoff, Franco Causio, Sandro Pertini e Enzo Bearzot. Anche la Nazionale del 2006 perchè l’ho vissuta in prima persona al timone di Dribbling Mondiale, però, chissà perchè, si è sempre più affezionati a ciò che si vive da ragazzi. E’ bello seguire l’Italia e scoprire l’orgoglio degli italiani che vivono all’estero. Ho avuto l’onore di poter seguire come conduttrice tanti Mondiali ed Europei. Mi ritengo molto fortunata.

La trasmissione a cui è più affezionata e perchè?

Sicuramente La Domenica Sportiva. La prima risale al ’96. E’ stata appannaggio di giornalisti illustri come Enzo Tortora, Beppe Viola, Bruno Pizzul… Non me ne vogliano i maschietti ma detengo io il primato delle conduzioni con ben 9 edizioni! Anche per questo la metto al primo posto, però non posso dimenticare “90° Minuto”.

Chi è il suo mentore nel calcio e per la tv?

Nello sport Giorgio Tosatti, per la televisione Enzo Tortora.

Con chi si è divertita di più?

Mi manca tantissimo lavorare con Mario Sconcerti, perchè è una persona che dà tanto e fa crescere. Poi cantavamo insieme. Mario ha una bella voce. Non è solo un gran professionista da cui apprendere molto. E’ stato interessante anche lavorare un anno con Gianpaolo Ormezzano. Mi sono trovata molto bene con Paolo Rossi e le sue tempistiche. Poi c’è Alberto Rimedio che sembra più compito ma ha il suo caratterino. Fu indimenticabile l’edizione della Domenica Sportiva con “mio marito” Gene Gnocchi, il caustico Fulvio Collovati, il più tecnico Ivan Zazzaroni e il papà del calcio Emiliano Mondonico, un grande intenditore che non ha raccolto quanto avrebbe dovuto. In una sorta di trasmissione ideale vorrei al mio fianco loro quattro con Paolo Rossi, Mario Sconcerti e Alberto Rimedio.

Il giocatore che più l’ha emozionata? Il calcio oggi come è evoluto rispetto al passato?

Roberto Baggio, in particolare ad Usa ’94. Col suo grandissimo talento ci ha fatto sognare. Poi ci sono Francesco Totti, Pippo Inzaghi e Marco Van Basten. Potrei dire anche Diego Maradona ma sarei banale, tra l’altro mi ha emozionato meno di chi ho citato. Mi piace il calcio tecnico. Certo oggi è tutto cambiato. Qualche giorno fa il Time ha dedicato la copertina a Mbappè inserendolo nella categoria: “Next Generation Leaders”. Lui è il futuro, CR7 il presente. Chissà cosa sarebbe successo se la Juve, PSG permettendo, avesse puntato sul francese piuttosto che sull’asso portoghese. Direi davvero una scommessa divertente.

Il libro preferito di Oriana Fallaci?

Avendo letto ogni sua opera tutte sono meritevoli, forse in particolare “Lettera a un bambino mai nato”. Consiglio di approfondire i suoi articoli. Mi piace l’idea di lei in guerra con le treccine, la donna indipendente che si fa portavoce di una battaglia di emancipazione…vincendola ovviamente.

Ricordiamo ai nostri lettori di sintonizzarsi domani sera alle 20 45 su Rai 1 per vedere Polonia-Italia, sperando che il cuore azzurro batta ancora e forte per portare a casa i necessari tre punti, uscendo vittoriosi dalla nostra battaglia tricolore.

Fonti foto: Urbanpost, ilgiorno, ilsecoloxix e mlssoccer.it

Erika Eramo

 

 

 

 

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