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Juventus-Lazio 2-0, commento e pagelle

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Dani Alves e Bonucci decidono la finale regalando il primo titolo stagionale ai bianconeri

Cannibale, con la faccia giusta dopo la brutta figura, sempre sullo stesso campo, contro la Roma. Bella e spettacolare nel primo tempo, provinciale e cattiva nella ripresa. Dopo la sconfitta di domenica la squadra si è guardata in faccia, si è parlata ed ha ritrovato quella cattiveria, soprattutto nella fase difensiva, dove la miglior difesa di Europa aveva concesso un po’ troppo alle avversarie.

La Juventus non ha sbagliato la finale, la partita che conta. Allegri ha confermato dieci undicesimi della formazione vincente a Monaco con Rincon a sostituire in mezzo al campo gli assenti Pjanic e Khedira. Dopo lo spavento iniziale sul palo di Keita, i bianconeri hanno preso in mano il match, giocando una mezz’ora davvero superba, anche per gli esteti del calcio. Un mix di ferocia e tecnica che ha messo la Lazio le corde. Il primo gol è tutto in salsa brasileira, cross fantastico dai 40 metri di Alex Sandro e volèe di Dani Alves a baciare il sette dopo un rimbalzo a terra. Partita in discesa e Juventus padrona del campo soprattutto grazie agli scambi del duo Dybala-Alves, vera spada di Damocle per la retroguardia biancoceleste. Dopo un paio di occasioni fallite, sul corner della Joya spizzata del solito Alex Sandro e girata da bomber consumato di Bonucci per il 2-0.

Nel secondo tempo ti aspetti una reazione della Lazio che puntualmente arriva soprattutto dopo l’ingresso di Anderson, ma nonostante qualche occasione concessa, in particolare una di Immobile da pochi passi con Neto super, la formazione di mister Allegri è troppo concentrata per lasciarsi sfuggire questo trofeo. Terza Coppa Italia consecutiva per la Juve, un altro record storico per una società che riscrivendo la storia. Ora però passati i festeggiamenti, testa al Crotone per una partita difficile, da non sbagliare assolutamente.

Conferenza Allegri

“Faccio i complimenti ai miei ragazzi per la vittoria contro un’ottima Lazio. Abbiamo disputato un’ottima gara dal punto di vista tecnico e dell’intensità. La nostra ferocia era normale, perchè la sconfitta di domenica ci ha fatto male, ma in una stagione di 57 partite non si può pensare di vincerle tutte. Questo risultato ci deve dare la spinta per domenica dove dobbiamo assolutamente chiudere il discorso campionato. Quindi tenere sempre le antenne dritte soprattutto quando sei vicino l’obiettivo”.

Pagelle

Neto 7: All’inizio viene salvato dal palo di Keita, poi dopo un primo tempo di relax, nella ripresa diventa un protagonista a tutti gli effetti del match, deviando in angolo il diagonale di Anderson e soprattutto per la parata ravvicinata su Immobile che tiene la Lazio a distanza di sicurezza. Un altro trofeo conquistato per quello che è molto più di un semplice portiere di Coppa.

Barzagli 6,5: La cartolina del suo match è quando nel recupero compie l’ennesimo scatto della partita chiudendo l’offensiva laziale. 36 anni e non sentirli, una vera Roccia anche nel ruolo da terzino che non ama particolarmente. Ci mette qualche minuto a prendere le misure a Keita, poi gioca una gara tutta in crescendo. Sempre la solita inossidabile sicurezza.

Bonucci 7: All’inizio la partita si mette sui suoi binari preferiti. Tanto possesso palla e possibilità di attaccare. Quello è il suo pane quotidiano e come spesso gli capita quando vede le romane arriva anche il gol. Zampata da consumato centravanti d’area di rigore a battere Strakosha per il gol della staffa. Nel secondo tempo solo un disimpegno errato di testa e tanta tanta sostanza.

Chiellini 7: Con lui la difesa assume tutt’altra solidità. Insuperabile nell’uomo contro uomo, un vero e proprio incubo per ogni attaccante avversario. Nel primo tempo molto impegnato anche con la palla al piede si disimpegna bene prendendosi anche il lusso di tentare il tiro da fuori. Nella ripresa quello della lotta è il suo pane quotidiano e si esalta con il passare dei minuti.

Alex Sandro 8: Quella a Cardiff contro Marcelo sarà la sfida tra i terzini sinistri più forti del mondo. Una vera ira di Dio su quella fascia. Forza fisica unita alla classe verdeoro fanno di Alex un vero dominatore. Sforna un assist sensazionale per il vantaggio del connazionale Alves, spizza di testa il cross di Dybala per il secondo suggerimento vincente di giornata. Tutto questo sempre unito ad una solida fase difensiva.

Rincon 6: Il carattere per giocare queste gare lo devi avere, non puoi comprarlo. “El General” non un titolare abituale, non trema, anzi si esalta nella lotta in mezzo al campo di queste gare. La classica “garra” sudamericana unita ad un’eccellente applicazione per tutti i 90 minuti. Non splende dal punto di vista tecnico, ma le sue qualità sono altre.

Marchisio 6,5: Parte perdendo una brutta palla in mezzo al campo, poi cresce con il passare dei minuti prendendo in mani le redini del gioco. Meno incursore e stoccatore da fuori area rispetto agli anni passati, ormai sta diventando un regista a 360 gradi. Dà il suo apporto davanti la difesa, non è il Principino extra-lusso a cui siamo abituati, ma un giocatore maturo ed affidabile.

Alves 8,5: Il manuale del vincente. Quando sale la posta in palio, sale anche il suo livello. Dopo le grandi prove in Champions è l’autentico protagonista della finale di Coppa Italia. Apre il match con un gran destro al volo, regala continui tocchi di classe mandando in visibilio i suoi tifosi. Spettacolare l’intesa con Dybala, fornisce cioccolatini a tutti, Higuain soprattutto. Se ha vinto 27 finali su 30 non sarà di certo un caso.

Dybala 7: La Joya non è in perfette condizioni fisiche, ma non si vede. I difensori della Lazio non lo prendono mai. Duetta con Alves che è un piacere, parte dalla destra accentrandosi diventando imprendibile specialmente per Wallace. Ci prova da fuori, ma è bravo Strakosha, cala nella ripresa ed Allegri lo chiama fuori prima per farlo rifiatare. (Dal 33′ s.t. Lemina 6: Allegri lo sceglie molto spesso come primo cambio. Il gabonese entra per dar manforte alla linea mediana e ci mette tanta corsa e voglia).

Mandzukic 6,5: Davanti lo si vede poco, è vero, ma Marione è il vero equilibratore di questa squadra. Giocatore sempre piazzato al posto giusto, intelligenza calcistica davvero sopra la media e voglia di lottare e faticare davvero incredibili. Un idolo per la tifoseria come si nota dal boato al 92′ per la palla recuperata su Anderson con conseguente fallo subito.

Higuain 6: La sua partita è di livello assoluto. Ottimo regista offensivo, perfetto elemento di raccordo per la squadra, ma manca nella sua qualità principale, quella di finalizzatore. Fallisce due gol davvero facili per un bomber come il Pipita, su cui trova entrambe le volte un ottimo Strakosha. I gol arriveranno, la gioia al fischio finale smentisce le voci di chi lo vedeva triste.

Allegri 8: La squadra ha reagito ad ogni sconfitta con una vittoria di vera e propria ferocia. Segno di quanto l’allenatore riesca entrare nella mente del gruppo. Tatticamente la Juve è perfetta come al solito. La mossa di Alves tra i trequartisti resta l’ennesima chicca della stagione. Diventa il terzo allenatore più vincente della nostra storia ed ora non vuole fermarsi.

Emanuele Tinari

 

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