Home News Juve, questi tre punti pesano! Juventus-Sporting Lisbona 2-1, commento e pagelle

Juve, questi tre punti pesano! Juventus-Sporting Lisbona 2-1, commento e pagelle

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Vittoria fondamentale per il passaggio del turno di una Juve nella sua peggiore versione

Lo dice la storia bianconera che “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta”. Ieri Buffon e compagni hanno fatto loro queste parole del grande Giampiero Boniperti, conquistando tre punti dall’importanza capitale partita tutt’altro che positiva.

La Juve non è in crisi, ma non è in un momento complesso di salute psico-fisica. La squadra appare ancora molto dietro dal punto di vista fisico, cala nella ripresa anche se ha centrato la vittoria sul fil di lana ed anche dal punto di vista del gioco sono stati fatti dei passi indietro.

Non è bastato il rientro dall’inizio di Dybala, negativo ieri sera, e soprattutto Pjanic per tornare ad una manovra fluida ed efficace. Il bosniaco sicuramente è stato uno dei migliori in campo con la solita perla da calcio da fermo.

La gara era iniziata peggio con lo Sporting subito avanti. Una serie di errori d’impostazione permettevano ai lusitani di verticalizzare. Alex Sandro prima bucava l’intervento difensivo facendo arrivare Martins solo davanti a Buffon. Dopo la prodezza del capitano la sfera rimpallava sullo stesso terzino brasiliano per il più beffardo degli autogol.

Non sembra serata, un altro episodio negativo dopo i clamorosi legni di sabato con la Lazio, ma l’Allianz Stadium sospingeva i bianconeri verso la rimonta. Pareggio trovato come detto da Pjanic, che dopo aver lui stesso guadagnato una punizione appena dopo i 20 metri, si è incaricato di trasformarla in maniera divina, mettendola lì dove nessun portiere può arrivare.

La squadra trova linfa dal pareggio, ma è una cosa estemporanea. Il primo tempo finisce in parità e ci si aspetta l’assedio nella ripresa, così non sarà. La Juve trova di fronte una squadra ordinata, ben messa in campo dal santone portoghese Jesus, ma fa davvero poco per scardinare il muro biancoverde.

Poco movimento, pochi spunti personali, con Higuain a combattere come non succedeva negli ultimi tempi, ma senza creare veri pericoli. Poi a 7 dalla fine il solito lampo di genio di Allegri nei cambi. Fuori Sturaro per Costa con Cuadrado a scalare terzino. In maniera insolita il brasiliano va a sinistra con Mandzukic a destra. Neanche a dirlo 30 secondi dopo, il funambolo verdeoro salta l’uomo, mettendo un cioccolatino al centro. Mandzukic sembra in ritardo, ma con la sua forza fisica riesce ad anticipare il difensore e metterla dentro. Ancora il croato l’uomo della provvidenzaa. Gol della liberazione come si nota dall’esultanza dei ragazzi in campo. Finale da brividi con una palla vagante in area non raggiunta da Doumbia che poteva avere il sapore dell’incredibile beffa.

Seconda vittoria interna in Europa e più tre sullo Sporting al secondo posto. Decisiva per l’approdo agli ottavi sarà la sfida di ritorno tra due settimane, ma in questo lasso di tempo ci sarà da lavorare molto.

La Juventus fa fatica, corre poco, sembra aver smarrito quel fuoco sacro, la voglia di lottare su ogni palla. Per crescere servirà un Dybala migliore, un Higuain versione ripresa, trovare una soluzione come terzino destro in assenza di Lichsteiner e De Sciglio, ma soprattutto l’umiltà e la voglia di lottare su ogni palla. Urge fare quadrato, perchè da periodi e vittorie così si può trovare linfa per ripetere stagioni inenarrabili.

Conferenza Allegri

“Non siamo brillanti pagando una condizione fisica non perfetta. Pesava questa gara, siamo stati bravi a reagire allo svantaggio e difensivamente abbiamo fatto bene. Prima del gol del 2-1 abbiamo sbagliato parecchio, tecnicamente non è stata una buona prestazione, ma la nostra forza deve essere l’equilibrio. Quando non ti vinci ti togli delle certezze, ora si devono raspare i risultati con più fatica del solito”.

Pagelle 

Buffon 6,5: Una volta chiamato in causa risponde alla grande, ma la carambola su Alex Sandro trasforma una paratona in un autogol. Poi solo gioco con i piedi fino all’uscita liberatoria al minuto 93.

Sturaro 5: Allegri lo ripropone per causa di forza maggiore. Crede nel progetto Sturaro terzino, ma il ligure non gli dà risposte positive. Migliora il senso della posizione e l’interazione con la difesa, ma sbaglia davvero troppo, alcune volte cose troppo banali. (Da 38′ s.t. Douglas Costa 6,5: Serviva la sua carica prima. E’ vero che ancora non è troppo continuo ma i suoi strappi lasciano il segno. Così è stato in una notte europea fondamentale, dribbling secco e cross perfetto per il 2-1. Poi potrebbe fare ancora più male nel finale, ma per ora basta così).

Benatia 6: Non perfetto anche lui in occasione dello svantaggio, nei 45′ in cui è in campo però non demerita. I portoghesi sono poca cosa davanti, lui regge con Chiellini ma deve abbandonare dopo l’intervallo per un guaio alla caviglia. (Dal 1′ s.t. Barzagli 6,5: Entra dopo l’intervallo e come sempre mette il suo tassello. Non c’è un Immobile indiavolato a cui correre dietro, quindi domina di fisico ed intelligenza non concedendo nulla a nessuno).

Chiellini 7: Fisicamente è uno dei pochi brillanti. Un clinic difensivo su chiusure preventive e marcatura in area, domina Dost, risultando il migliore lì dietro. Prova a suonare la carica anche nell’altra metà campo, ma quello è affare di altri.

Alex Sandro 5: Dopo il riposo di sabato tutto il popolo bianconero lo voleva dentro. Lui però gioca una delle sue peggiori partite bianconere. Disastroso nell’azione del suo autogol, poca spinta, sempre a ritmi bassi senza mai entusiasmare in avanti.

Khedira 6: Allegri lo mette dentro perchè di lui si fida come di nessun altro. La condizione fisica è approssimativa, lui ci mette la solita intelligenza calcistica ma inevitabilmente cala nella ripresa. Il mister lo richiama in panchina e lui non la prende benissimo. (Dal 17′ s.t. Matuidi 6: Al francese serviva riposo dopo un mese, nazionale compresa,a tutta. Lui ci mette il suo, applicazione, corsa, grinta e lotta. Niente di trascendentale, ma in questo periodo non è poco).

Pjanic 6,5: Era mancato e tanto. Ovviamente non è dominante come prima dell’infortunio ma con lui in campo la palla gira meglio. Sbaglia qualcosa, ma la punizione del pareggio è un gioiello unico. Solo Messi negli ultimi anni segna più di lui da fermo.

Cuadrado 5: Tocca tante palle, ma sembra fuori fase. Poche accelerazioni, pochi dribbling, alcune errori banali e la sensazione di non essere pericoloso come al solito. Finisce terzino destro, rischia di regalare il pareggio a Doumbia ma questa potrebbe essere una soluzione da rivedere.

Dybala 5: La Joya è appannata mentalmente dopo gli ultimi due errori dal dischetto, ma anche fisicamente. Pochi spunti alla sua maniera, nella ripresa sparisce quasi completamente. Avrebbe due, tre buone occasioni per deciderla da fuori, ma la cicca sempre. Serve ritrovarsi perchè lui è la chiave del gioco bianconero.

Mandzukic 7: Sia lodato Marione. La sua zuccata regala giorni sereni ed una prospettiva di passaggio del turno positiva. Come sempre lotta, ma anche lui è meno onnipotente del solito. Però poi a cinque dalla fine la decide da centravanti vero. Quarta gara europea consecutiva in gol, sempre più un fattore.

Higuain 6,5: Nel primo tempo abulico, poco presente come da un mese a questa parte. Poi però si accende in lui qualcosa e nella ripresa è il più lucido e positivo in avanti. Buoni spunti, duelli vinti fisicamente, ottime sponde per i compagni, ora manca solo il suo pane quotidiano: il gol.

Allegri 6,5: Il suo solito sesto senso con i cambi, anche se questa volta davvero tardivo. Serviva una scossa prima, fortunatamente a Costa sono bastati 30 secondi. La squadra non gira, fisicamente soffre e Max per primo sa che saranno 20 giorni complessi, ma anche oggi contava la vittoria anche senza prestazione e lo sapeva. Urge però una nuova soluzione come terzino destro.

Emanuele Tinari

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