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Juve ancora un campanello d’allarme, sconfitta casalinga dopo due anni. Juventus-Lazio 1-2, commento e pagelle

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I biancocelesti guidati da Immobile passano allo Stadium

Allegri aveva lanciato qualche segnale in conferenza stampa recepito solo in parte dalla fornazione bianconera. 41 partite dopo il 23 agosto 2015 viene violato l’Allianz Stadium. Una grande ed arcigna Lazio passa 2-1 guidata da un Ciro Immobile in vero stato di grazia.

Il tecnico bianconero come spesso succede tra nazionali e Champions attua un corposo turnover riproponendo quel 4-3-3 già visto contro il Chievo e sembrato non il modulo adatto per questa squadra. Resta fuori a sorpresa Dybala, con lui Cuadrado. A centrocampo Bentacur vertice basso con il rientrante Khedira e Matuidi suoi scudieri laterali.

Sarà per l’ottima disposizione in campo degli ospiti e per la contemporanea assenza di Pjanic e Dybala, fari del gioco, ma i padroni di casa vivono un inizio timido senza riuscire a sviluppare bene il gioco. Almeno per il primo tempo però si vede buona predisposizione al sacrificio ed una concentrazione alta. Il gol è quasi casuale ed arriva alla prima vera occasione. Asamoah sfonda a sinistra e serve Khedira, gran girata, ottima respinta di Strakosha e tap-in vincente di Douglas Costa. Sembrerebbe fuorigioco, ma il Var scova Bastos alto sulla destra che tiene in gioco il brasiliano per questione di centimetri. Prima soddisfazione stagionale per l’ex Bayern e Juve in vantaggio.

Che non sia partita si inizia ad intravedere qualche minuto dopo. Higuain pressa Strakosha che gli rinvia addosso. La palla colpisce la traversa e rimbalza appena dentro il campo.  Khedira saggia ancora i riflessi dell’estremo difensore albanese. Tutto questo sembrerebbe il preludio al raddoppio e ad un pomeriggio tranquillo, invece nel secondo tempo sarà tutt’altra partita.

Al 2′ difesa Juventina imbambolata, Lazio che arriva con tre passaggi in porta ed Immobile batte Buffon con un perfetto destro a giro. La Juventus riparte subito e dopo due minuti una grande combinazione Mandzukic-Higuain porta quest’ultimo solo davanti al portiere, ma il destro del Pipita è centrale e la Lazio si salva.

Gol fallito, gol subito dice una delle regole non scritte del calcio e così è. Difesa della Juve ancora presa d’infilata, Immobile viene atterrato da Buffon e rigore sacrosanto, simile a quello in Supercoppa. Anche in questo casa il bomber napoletano non sbaglia e Lazio incredibilmente avanti.

Sospinti dal tifo casalingo e dall’ingresso di Bernardeschi e Dybala, i campioni d’Italia provano a rimontare, ma dopo una prima fase di pressione, la squadra sembra stanca, lunga, priva di idee. Le occasioni per pareggiare ci sarebbero, sempre con la Joya. Prima un suo sinistro colpisce il palo interno ed esce fuori, poi all’ultimo secondo uno scellerato intervento di Patric, su Bernardeschi regala grazie al Var il rigore dell’eventuale pareggio. Dybala però si fa di nuovo ipnotizzare e sbaglia il secondo penalty consecutivo scatenando la festa dei giocatori laziali.

Vetta a -5, squadra apparsa sulle gambe, poco reattiva, mai prima sulle palle vaganti. Il 4-3-3 ancora non è assorbito dai ragazzi che sembrano svuotati anche dal punto di vista psicologico. Servirà un cambio di marcia istantaneo per non vedere scappare un Napoli davvero titanico in questo avvio.

Dichiarazioni Allegri

“Lasciare 5 punti in due giornate non è piacevole, ma il campionato è lungo. Abbiamo difeso bene nel primo tempo e poi avuto 8 minuti di black-out. Non riesco a spiegarmi questi gol subiti ad inizio secondo tempo. Ora ricarichiamo le pile perchè mercoledì sarà dura. Complimenti alla Lazio e ad Inzaghi”.

Pagelle 

Buffon 6: Primo tempo tranquillo, secondo da incubo. Non può nulla sui gol anche se è lui a provocare il rigore. Grandissima parata nel finale su Caicedo che tiene in vita i suoi.

Lichsteiner 5,5: Partita come sempre di sacrificio dello svizzero che cala con il passare dei minuti. L’intesa con Costa non è ancora delle migliori, lui pero non si sovrappone come al solito. (Dal 28′ s.t. Sturaro s.v.).

Barzagli 5,5: Primo tempo d’autore dove sbroglia diverse situazioni complicate, poi però non ha il passo per seguire Immobile nel gol del pari e balla clamorosamente anche lui. Purtroppo per la Roccia inizia a farsi sentire l’età.

Chiellini 6: La sua partita sarebbe d’autore per voglia, applicazione, abnegazione, ma è in concorso di colpa sui gol, specialmente il secondo. L’ultimo ad arrendersi, tante cose buone unite alle solite uscite maldestre palla al piede.

Asamoah 6,5: Nel primo tempo è il più pericoloso. Vince sempre il duello con Marusic, salta l’uomo, crea superiorità, in difesa è ordinato anche perchè la Lazio spinge sempre sull’altro versante.

Khedira 6: Aveva poco più di un’ora di autonomia, ma nel primo tempo fa il suo con ordine e con gli inserimenti nell’area avversaria. Da un suo tiro nasce il gol del vantaggio, sfiora il raddoppio da fuori, crolla nella ripresa, ma almeno lui è giustificato. (Dal 20′ s.t. Dybala 5: Ecco la Joya e ci si aspetta il miracolo, così non è. Paulo non entra a pieno in partita, si fa vedere meno del solito ben chiuso da Leiva. Ha un’occasione con uno straordinario sinistro da fuori che impatta sul palo. Poi ancora il rigore sbagliato. Serve questo per trasformarlo in un vero campione, uscire fuori nei momenti decisivi).

Bentacur 5,5: Luci ed ombre nella sua partita. Allegri è quasi costretto a buttarlo dentro per le assenze lì in mezzo. L’uruguagio gioca con il solito piglio, non disdegnando la lotta. Sbaglia più del solito limitandosi troppo spesso al compitino.

Matuidi 5,5: Il francese corre a perdifiato per tutto il match ma con poco costrutto. Dovrebbe essere il suo ruolo ma finora si è espresso meglio nel centrocampo a due. Almeno lui fisicamente regge 90 minuti.

Costa 6: Quella sensazione di essere ancora un corpo avulso. I numeri ci sono, arriva il primo gol, qualche bella accelerazione unita però a palle perse banali e ad un continuo smarrimento. Resta troppo spesso esterno non entrando nel vivo del gioco. (Dal 15′ s.t. Bernardeschi 6: Subito in partita, determinato. Un paio di buoni spunti finchè si è con il 4-3-3. Soffre il 4-2-3-1 come spiegato da Allegri, ma ha il merito di guadagnarsi il rigore nel finale).

Higuain 4,5: Allegri dice che sarà il suo mese, il Pipita prova a smentirlo in tutti i modi. Esce fuori da regista avanzato, ma dove manca è nel suo regno. Un paio di volte l’occasione giusta per calciare ma perde tempo, sfortunato sulla traversa, sciagurato ad inizio ripresa. Non è il suo periodo, ma deve cambiare anche il suo atteggiamento.

Mandzukic 5,5: Sta bene, ma non benissimo. Non è il solito lottatore arrembante. Con il 4-3-3 dovrebbe stare più vicino all’area ma fa fatica. Comunque entra nell’azione del primo gol, serve un’ottima palla ad Higuain, ma anche lui è apparso in debito nel finale.

Allegri 5: Quasi obbligato al 4-3-3 non riesce a trovare il bandolo della matassa. La Juve fatica, gioca meno bene del solito ed è troppo dipendente da Pjanic e Dybala. Da lui ci si aspetta il colpo di genio, il cambio modulo vincente per far svoltare la stagione, ma la squadra sembra sazia e non cattiva.

Emanuele Tinari

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