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Il calcio ai raggi k

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Cosa è successo alle squadre più importanti del nostro campionato in questo mese di ottobre appena trascorso (8-10 turno)? E in Nations League l’Italia come si è comportata? Perchè Antonio Conte non andrà al Real Madrid?

Però io muoio per te…: Non è vero che la Juventus non ha rivali. Ce ne sono almeno due. Parola di Massimiliano Allegri: “L’Inter è stata costruita per vincere lo scudetto, per lottare cioè con noi e il Napoli che, grazie ad Ancelotti, sta continuando a fare bene come succedeva con Sarri, seppur in maniera diversa rispetto a prima”. Guardando in casa CR7 è sempre più protagonista, perchè ben 10 degli ultimi 14 gol segnati dalla squadra bianconera in campionato portano la sua firma, con 7 reti e 3 assist. Dopo 10 partite è quasi a bottino pieno, perdendo per strada due soli punticini contro il Genoa. Sono aumentati di 10 milioni i follower della squadra sui social e la vendita delle magliette è già raddoppiata rispetto allo scorso anno. Qui la Juve davvero non teme concorrenza. Anche in Champions si difende bene  battendo gli Young Boys e il Manchester United. Dieci ragazzi così, che dicon solo di sì…

Quant’è bella giovinezza…: Lorenzo il Magnifico si trasferisce all’ombra del Vesuvio per poetare coi piedi e far ardere di dolcezza il cor dei tifosi partenopei. Grazie a Insigne il Napoli rimane attaccato, a soli tre punti, ai bianconeri. Battuti Sassuolo e Udinese, riacciuffata la Roma in extremis (al 90′ con gol di Mertens). Bisogna godersi il momento, capitalizzando la bravura e arginando la sfortuna (vedi il 2-2 rocambolesco contro il PSG in Champions a causa dell’autorete al 61′ di Mario Rui e dell’eurogol di Di Maria al 93′, dopo la vittoria di misura contro il Liverpool). Il girone è tosto ma gli azzurri di più. Lorenzo, nel suo periodo di grazia, ammette: “Il mister ci ha cambiato tanto e lo stiamo seguendo”. Hic et Nunc. Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza

Brilla di luce propria: I nerazzurri non sbagliano un colpo e si portano a – 6 dalla capolista. Infilzate Spal, Milan e Lazio. Spalletti replica ad Allegri: “Non vogliamo essere gli anti di qualcuno, perché a farci da riferimento ci sono i nostri tifosi e la nostra storia! Noi siamo l’Inter. Dobbiamo diventare una squadra fortissima e bellissima che possa meritarsi l’amore che ci sarà domani.” In Champions due vittorie e una sconfitta valgono un secondo posto nel girone dopo il Barca di Messi, con PSV e Tottenham staccate di cinque punti. Grazie “all’animale d’area” (secondo la definizione del mister) Icardi, prezioso più che mai (vedi la zuccata vincente al 92′ nel derby della Madonnina) e un Brozovic in grande condizione…si può arrivare lontano, tramutando i fischi in applausi, che non sono di certo, nel caso della Beneamata, l’eco di un luogo comune…come disse Ambrose Pierce. Riverberi di una pazza idea nerazzurra

Stessa spiaggia, stesso mare: Continua il solito dibattito sul tallone d’Achille delle big dopo la cocente sconfitta con l’Inter per 0-3 (la quarta stagionale, l’ennesima contro una diretta concorrente -le altre con Napoli, Juve e Roma-) che conferma la Lazio piccola con le grandi e senza vie di mezzo (ancora nessun pareggio all’orizzonte). Dopo il primo gol subito dai nerazzurri la squadra è crollata, accusando il cinismo avversario. Inoltre rispetto allo scorso anno non è più in grado di rimontare se passa in svantaggio. 10 furono le rimonte della passata stagione che portarono in cassaforte 23 punti frutto di 6 vittorie e 4 pareggi. Ora nessuna. Prima il carattere, poi la qualità. Dalle stalle alle stelle anche in Europa League: debacle con l’Eintracht e vittoria netta con l’Olympique Marsiglia. Non si può travasare l’acqua dell’oceano in una buca

Andamento lento: Solo 15 punti in 10 partite. A ottobre la Roma non si fa mancare nulla: una vittoria, una sconfitta ed un pareggio. Sotto i riflettori non solo il blocco psicologico ma anche la preparazione atletica. E’ quint’ ultima in classifica per chilometri percorsi: il peggiore di tutti Cristante con soli 7,3 km di media mentre il migliore è Nzonzi con 11,227 km. Il maratoneta francese, però, non ha svolto la preparazione a Trigoria. Un caso? Altra nota dolente: la classifica dei falli subiti. C’è solo Dzeko tra i primi 100 in serie A con 13 punizioni rimediate. Last but not least, gli infortuni. Ben 16 di cui 12 muscolari. Gli ultimi due a farsi male Manolas e De Rossi. Prima di pensare ai punti in classifica va risolta la condizione psico-fisica, altrimenti non si sale. In Champions cielo sgombro per assenza di avversarie: Viktoria Plzen e CSKA Mosca ampiamente alla portata. Andare un po’ più in su, vieni vieni con me e vieni, vieni con me

Cristiano sì, ma Biraghi: Il Ronaldo della nostra Nazionale porta il 15 sulla maglia, ma è un altro il numero che disegna in cielo ed è il 13 dell’ex capitano della Fiorentina: “Dedico questa vittoria a Davide Astori. Se sono qui è anche grazie a lui e ai suoi insegnamenti”. 92 è il suo anno di nascita, 92 il minuto in cui va in gol, salvando l’Italia dalla retrocessione in B nella Nations League, da un pari bugiardissimo dopo ben due traverse e vari tiri, dall’ennesima umiliazione. Era un anno che non si vedevano i 3 punti in gare ufficiali. La vittoria bella e sofferta ha tenuto incollati alla tv quasi 9 milioni di spettatori. L’Italia non dà più i numeri, ma ha i numeri per risorgere

Conta la Manita ma Conte non è Real: Un sonoro 5-1 (tre graffi sono del Charrùa Suarez) è stato rifilato dal Barcellona alle merengues nel Clasico più anomalo degli ultimi anni (senza Messi infortunato da una parte e orfani di CR7, ormai tra le fila bianconere, dall’altra). Come da protocollo Lopetegui è stato esonerato (la seconda volta nel giro di pochi mesi, vedi la guida delle Furie Rosse a qualche giorno dal Mondiale) ma al suo posto, a sorpresa, non arriverà Antonio Conte. Il capitano Sergio Ramos ha tuonato all’indirizzo dell’ex ct azzurro: “Il rispetto si guadagna, non s’impone”. Come a dire la gestione è più importante delle conoscenze tecniche…chi lo vuole? E il contenzioso da 10 milioni con il Chelsea? Il club spagnolo non intende spendere per ora. Tackle duro di Ramos che non è certo un Conte

Il doppio punto G della Federcalcio: Habemus Papam. Gabriele Gravina è il nuovo Presidente. Appena eletto si è trovato subito a dover sbrogliare qualche intoppo tra la grana della serie B, le nomine (dei due vice Cosimo Sibilia (vicario) e Gaetano Miccichè) e i primi punti programmatici. Il Consiglio Federale ha preso atto dell’ordinanza del Consiglio di Stato che di fatto lascia la B a 19 squadre. Gravina, tranquillo del fatto siano state fissate le date dei recuperi dalla Lega Pro per chi ambisce al ripescaggio, ha detto in modo diretto e pratico: “Bisogna tornare in campo a giocare”. G come Gioco, G come Garanzia…firmato G.G.

N.B. Non ho volutamente inserito il Milan e la Fiorentina, due squadre che stanno trovando la quadratura del cerchio, per fare un’analisi più approfondita nel prossimo mese

Fonti foto: calcionapoli1926.it e lamartesana.it

Erika Eramo

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