Home Editoriali Il calcio ai raggi k

Il calcio ai raggi k

0
CONDIVIDI

A un mese e mezzo dall’inizio del nostro campionato facciamo un punto analizzando i momenti clou e gli uomini chiave, partendo da CR7 per arrivare a Piatek, l’uovo di Colombo della serie A

Settebello bianconero: La Juve, già forte dei sette scudetti consecutivi, punta dritta all’ottavo. La logica da sistema societario perfetto dice che per andare oltre si deve ripartire dalla pedina numero sette, possibilmente di denari…se poi questa pedina porta il nome di Cristiano Ronaldo il gioco è più semplice perché la carta è utilissima per la Primiera. Dopo sette partite in campionato, infatti, il bottino è pieno, grazie anche a lui, diventato in breve tempo da cecchino dell’area di rigore a uomo-assist. Stasera contro lo Young Boys Allegri proverà per la prima volta a farne a meno. Metterà il numero 1 davanti al 7 per ottenere lo stesso risultato (si spera) grazie al mastino Mandzukic…un asso piglia tutto modalità sette bellezze Champions. Unica crepa: l’a.d.dio di Beppe Marotta. Proprio ora che tutto va a meraviglia? Se(t)Tanto mi dà tanto…altro che Settanta*

A corrente alternata: Il Napoli, grazie ad Ancelotti, ha una nuova identità tattica, ma ha pagato contro i bianconeri, l’inferiorità fisico-tecnica e l’insofferenza da polemica arbitrale (il doppio giallo a Mario Rui ha infastidito non poco Carletto e l’ambiente). 6 lunghezze sono tante, soprattutto se davanti hai la Vecchia Signora che, difficilmente, fa due passi falsi consecutivi e tu non sei ancora al top (vedi le goleade prese in precedenza). I partenopei non possono essere ancora l’anti-Juve, così come i nerazzurri anche se, dopo la vittoria contro il Cagliari, la classifica è tornata meno arcigna in quel di Milano. Spalletti ha una grande rosa che gli permette di fare turnover in vista della Champions League. E’ il quarto successo di fila (terzo in campionato) per l’Inter: manca ancora il bel gioco ma, ora, è più difficile metterle i bastoni tra le ruote. Fiorentina e Milan, soprattutto quest’ultimo tra conferme ufficiali e dicerie ufficiose (vedi Conte), sono ancora indecifrabili…rimandate al prossimo mese. L’anti-se stesse

Giochi di forza: La Lazio è dominata dalle grandi (Napoli, Juve e Roma) e domina le piccole (Frosinone, Empoli, Genoa e Udinese). Il derby, un esame anche per capire la crescita biancoceleste verso la direzione rimasta incompiuta la scorsa stagione, ha dato esiti negativi. Tornano i fantasmi della qualificazione Champions sfuggita sul più bello. Serve una botta di adrenalina potente. Inzaghi aveva chiesto fame, concentrazione e cattiveria agonistica. Niente di tutto questo. Bisogna ripartire dall’atteggiamento, soprattutto ora che sono stati blindati fino al 2023 i due gioiellini Immobile e Milinkovic Savic. Ciro lo ha scritto: “Ancora insieme come una vera famiglia, grazie Lazio”. Il cuore è tutto e va gettato oltre l’ostacolo. Provando paura si tira fuori il coraggio. La sconfitta è l’organo-ostacolo della vittoria

Daje di tacco, daje di collo, daje di testa: Inizio un po’ stentato per i giallorossi, in evidente stato nauseabondo per intolleranze gestionali. Nelle ultime due gare, contro il Frosinone e la Lazio, si è cercato di dare un senso alla stagione, scuotendosi di dosso pruriginose polemiche (vecchie -dopo l’uscita di “Un capitano”, la biografia di Totti con i capitoli infuocati su Baldini e Spalletti- e nuove,  avendo perso i 3 top-player e leader Nainggolan, Strootman e Alisson). Contro gli odiati cugini vanno in gol, in modalità diverse, un centrocampista e due difensori (Pellegrini, Kolarov e Fazio). Ma Dzeko?  E’ a digiuno da 46 giorni, dalla prima di campionato contro il Toro. Si risveglierà dal torpore stasera contro il Viktoria Plzen? Ai cechi segnò la sua prima tripletta con la maglia della Roma. La Champions ha bisogno di punti, soprattutto dopo aver incassato tre gol dal Real Madrid due settimane fa. Il segreto sta nelle parole di Eusebio Di Francesco: “mantenere l’equilibrio e cambiare pelle a partita in corsa”. Dove è la punta per il tre fisso non camaleontico?

L’uovo di Colombo: Cristoforo Colombo da Genova partì alla scoperta dell’America, Cristoforo Venerdì (questa la traduzione di Krzysztof Piatek, il 23enne polacco centravanti rossoblu) è partito sempre dalla città genovese per conquistare il nostro campionato e non solo (già lo vuole il Bayern Monaco). Bomber che segna in tutti i modi e posizioni: poker al Lecce in Coppa Italia, 8 reti in 6 gare disputate dal Grifone (CR7 per la cronaca ne ha infilate 3 in 7 incontri). Che un esordiente in serie A facesse così bene non succedeva dai tempi del danese Karl Aage Hansen nell’Atalanta (1949-50). Ora a Piatek non resta che eguagliare Gabriel Batistuta (nel campionato 1994-95 segnò per 11 incontri di fila). 5 gol di distanza tra lui e il Settebello, come 5 è il giorno della settimana a lui collegato. 8 gol PREZIOSI per risolvere i problemi del presidente Enrico che ha creduto in lui. Il pistolero** Venerdì8 supera Robinson CRusoe7

*La Primiera nel gioco delle carte è conosciuta come Settanta, specie quando è formata da tutte carte di valore 7.

** La parola bomber in polacco significa pistolero

Fonti foto: cfb3.it e sosfanta.com.calciomercato.com

Erika Eramo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.