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Gigi Maifredi: “Il nostro campionato vale quanto quello bulgaro. Maradona in casa ha il poster di…”

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Abbiamo intervistato l’ex allenatore di Bologna, Juve e Brescia, famoso per il suo calcio champagne, veloce e spumeggiante. Gli abbiamo chiesto qualcosa sulla nostra serie A, B e sulla Champions League. Non sono mancati i ricordi del passato

Un suo bilancio su questo inizio campionato?

Disastroso per il nostro calcio. Se la Juve continua a non avere avversarie la serie A diventa davvero poco attraente e vale quanto un campionato bulgaro. Pensavo che le sue più papabili avversarie -Inter, Napoli e Roma- si attrezzassero di più, ma così non è stato. Sul Milan si sapeva che non avrebbe potuto competere perché è in una fase di ricostruzione.

Quindi solo la Juve, tra le italiane, può puntare al successo finale in Champions?

E’ normale. L’Europa è uno specchio del campionato. Come qui c’è il predominio bianconero anche lì solo la Vecchia Signora ha chances di agguantare la coppa dalle grandi orecchie.

E’ una serie B equilibrata?

Per ora sì. Fino a marzo-aprile non si può capire l’andamento perché ci saranno alterne fortune. Benevento e Verona puntano a tornare in serie A.

Come è evoluto nel tempo il ruolo dell’allenatore?

Molto. Prima era un direttore tecnico, ora invece un coordinatore, una sorta di life-coach, il capo di un grande gruppo.

A proposito di ex mister, nel 2009 ha lavorato nel Brescia con Beppe Iachini. Lei come consulente tecnico, lui come allenatore. Un pensiero per lui?

Una persona fantastica, che metteva anima e corpo. Viveva per fare l’allenatore. Abbiamo vinto insieme un campionato di serie B.

E’ stato quello il momento migliore della sua carriera insieme agli anni al Bologna?

Quando sei sul campo ogni momento rappresenta una parte importante. Poi ovviamente ci vuole un briciolo di fortuna. Se alla Juve invece di 28 pali ne avessimo presi 20 sarebbe stata un’altra storia.

A proposito di Juve e fortuna…ha potuto allenare Roberto Baggio. Cosa ci può dire di lui?

Roberto è uno dei pochi italiani ad aver vinto un Pallone d’oro ed  è forse l’italiano più importante di sempre nel mondo. Le racconto solo questo: una sera ero a cena con Maradona che è considerato il più forte di tutti. Lui mi confessò che a casa ha un poster ed è quello di Roby Baggio. Non serve aggiungere altro.

Maradona, amatissimo dai suoi ex compagni di squadra, proprio come Baggio. Come era vedere giocare Diego?

Una poesia. Certo che era amato perché un grandissimo. E’ sempre stato attaccato sul piano personale per i suoi vizi, ma bisogna capire che si trasferì giovanissimo e cercava di ricreare qui la sua Argentina.

Era il loro il momento migliore del calcio italiano?

Ho guidato Baggio, ho visto giocare Maradona, Platini, il Milan di Van Basten e l’Inter dei tre tedeschi (ndr, erano gli anni 1988-1992 e si riferisce a Andreas Brehme, Lothar Matthäuse e Jürgen Klinsmann). Un periodo davvero florido per noi.

Torneranno i fasti del passato o dovremo rassegnarci?

Non torneremo mai a quei livelli. Adesso abbiamo un po’ di lustro, agli occhi del mondo, grazie all’acquisto di CR7, ma nulla di più.

Fonti foto: tuttobolognaweb, brescia.corriere.it e huffpost.uk

Erika Eramo

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