Home Interviste in Esclusiva Enrico Buonocore: “Napoli e Sassuolo giocano il miglior calcio in Serie A”

Enrico Buonocore: “Napoli e Sassuolo giocano il miglior calcio in Serie A”

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Intervista all’ex calciatore di Messina, Ravenna e Ischia, che ha parlato della sua carriera e delle sue impressioni sul calcio italiano

Un numero 10 d’altri tempi, figlio del calcio di strada. Enrico Buonocore ne ha fatta di strada e visto l’enorme talento, ne avrebbe potuta fare ancora di più. In tanti ricordano ancora le sue prodezze e soprattutto le sue punizioni a giro di sinistro. Sullo stretto ancora si parla delle sue strepitose giocate, così come a Cosenza e a Ravenna. Ad Ischia dopo averlo apprezzato da giocatore, in tanti vorrebbero vederlo sulla panchina gialloblu. Oggi si diletta ad allenare il Cervia, squadra della promozione romagnola con cui sta ben figurando.

Partendo dall’inizio, Ravenna e Cosenza sono stati i trampolini di lancio della sua carriera. In quale di queste due esperienze ha capito che poteva farcela ad affermarsi nel calcio?

L’ho capito un po’ prima perché ho fatto il settore giovanile col Napoli. Poi ho iniziato ad accumulare esperienza e quindi mi sono reso conto che poteva essere il mio lavoro. Gli anni che ho fatto la gavetta alla Torres e al Latina, mi hanno portato col tempo a migliorare e farmi comprendere che potevo aspirare a giocare a calcio.

Messina è stata sicuramente una delle tappe più importanti del suo percorso. Si può definire la piazza della consacrazione?

Sì, anche se sono arrivato lì dopo aver giocato tanti in anni in B e cinque mesi in Serie A. Sicuramente è stata una tappa importante della mia carriera, visto che la gente ancora si ricorda di me. Un’altra piazza saliente è stata Ravenna, dove abbiamo vinto due campionati di C1, uno di C2 con Del Neri e abbiamo giocato diversi tornei di Serie B.

Nonostante il suo grande talento, ha collezionato appena sei presenze in Serie A. Cosa non ha funzionato a Venezia?

Ho fatto diversi anni molto buoni in B trai 22 e i 25 anni, mi sentivo pronto per il grande salto, ma l’opportunità di giocare nella massima serie, è arrivata quando ne avevo già 28. Le cose non sono andate molto bene, poi il Venezia prese Recoba e la situazione si complicò ancora di più. In virtù di ciò a gennaio decisi di tornare in cadetteria e vestire la maglia della Ternana.

I calci di punizione sono stati il suo pezzo forte. A chi si è ispirato nel modo di calciare?

Sinceramente a nessuno. Da bambino calcavo i campi da gioco ad Ischia e ho spesso fatto goal su punizione, era una dote naturale che avevo. Battere i calci piazzati a giro è qualcosa di spontaneo e fino al termine della mia carriera ho continuato a fare goal in questo modo, perché faceva parte delle mie caratteristiche.

Quale allenatore l’ha aiutata di più nel suo percorso di crescita?

Tutti i mister mi hanno dato qualcosa, anche nei momenti di difficoltà. I vari Del Neri, Guidolin, Arrigoni, Novellino, con metodi decisamente differenti mi hanno aiutato a crescere e per questo li ricordo con affetto e sono grato a loro.

I giovani italiani hanno sempre meno spazio in Serie A e nelle Coppe europee. È più per demerito loro o per la mancanza di fiducia da parte degli allenatori?

Dipende da diversi motivi. In primis dal fatto che si lavora male con i settori giovanili e poi dal cambiamento sociale delle famiglie. I bambini prima giocavano per strada, imparavano a cadere e a farsi male, adesso i genitori li portano subito a scuola calcio, pensando di avere dei figli fenomeni.
Per questo è molto più difficile arrivare a certi livelli, la qualità dei giocatori italiani è calata, non ci ci sono più elementi di spicco come Baggio, Del Piero, Totti, Zola e Mancini.
Oggi i giovani sono cambiati, non vogliono più sacrificarsi. La mia generazione avendo solo il calcio, si concentrava su quello, ora i ragazzi hanno troppe distrazioni.

Come ha vissuto la stagione da profeta in patria ad Ischia? Che ricordo ha della promozione dall’Eccellenza alla Serie D?

È stato uno dei momenti più belli del mio percorso calcistico. Potevo continuare ancora a giocare a livelli un po’ più importanti, ma il mio sogno era giocare almeno una stagione ad Ischia. Era dalla stagione 97/98 che la compagine isolana non riusciva a vincere il campionato di Eccellenza, in quell’anno abbiamo centrato l’obiettivo e per questo porterò sempre con me il ricordo di quella straordinaria cavalcata.

Da qualche anno ha intrapreso questo nuovo percorso in panchina. Dove le piacerebbe arrivare?

Più in alto possibile, ma non è facile. Adesso alleno il Cervia, formazione di Promozione e sono molto preso da questo progetto.
Ho dei ragazzi bravi e spero che possano migliorare sia come calciatori che come persone. Naturalmente bisogna abbinare anche i risultati, anche se per me la cosa più importante è permettere al giovane di fare il salto in categorie superiori.

Passando all’attualità calcistica che idea si è fatto della Serie A? Qual è a suo avviso la vera sorpresa del torneo finora?

Il calcio italiano non mi piace tantissimo, però per passione lo seguo. Mi piace come gioca il Napoli, pensavo potesse avere problemi con il cambio d’allenatore. Ancelotti invece è stato bravissimo come sempre, ha portato un altro tipo di calcio coinvolgendo tutta la rosa. Tra le altre mi affascina il Sassuolo, che si esprime bene grazie alla bravura di mister De Zerbi.

Per quanto riguarda la Champions League, qual è la sua favorita? Dove possono arrivare le italiane?

La Juventus prendendo Cristiano Ronaldo ha un vantaggio. Il portoghese sa come si vince quella coppa visto che ne ha già tante in bacheca. Tra le italiane la formazione di Allegri è l’unica che può ambire alla vittoria finale, mentre tra quelle estere vedo bene Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City, Liverpool e Real Madrid. Ritornando al nostro calcio, la Roma quest’anno non è stata costruita bene, è troppo fisica e lenta e contro avversari che corrono va in difficoltà, specialmente a metà campo. Con il lavoro di Di Francesco però può sopperire a questi difetti.

Antonio Pilato

Ringrazio sentitamente Enrico Buonocore per il tempo concesso per effettuare questa intervista.

Fonte immagine: gazzettafannews.it

 

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