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E chi non ha mai visto nascere una Dea…

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L’Everton è solo l’ultima preda della Dea Atalanta

E chi non ha mai visto nascere una Dea,

non lo sa che cos’è la felicità…

Cesare Cremonini aveva previsto tutto. Certo l’Atalanta non sarà la nuova stella di Broadway, ma sicuramente ha sorpreso nel primo turno di Europa League.

Un calcio che nasce pratico e si evolve diventando spettacolare, in cui il Papu si fa maestro d’orchestra. Ma ridurre tutto alla prima squadra, a Petagna, Gasp e compagnia cantando è riduttivo.

La Dea si è stancata dell’Italia, vuole espandere la sua abile caccia su tutto il continente.

Si narra che Atalanta, cresciuta sul monte Partenione, dove il padre l’aveva abbandonata alla nascita perché non voleva che figli maschi, fu aiutata dalla dea Artemide che le mandò un’ orsa, perché la allattasse, in seguito fu raccolta e allevata da alcuni cacciatori. Si dedicò alla caccia nei boschi e riportò premi nella corsa e persino nella lotta. Non voleva sposarsi sia per fedeltà ad Artemide, sia perché un oracolo le aveva rivelato che se si fosse sposata sarebbe stata trasformata in un animale. Così annunciò che avrebbe sposato solo l’uomo capace di vincerla nella corsa; se fosse stata lei a vincere, avrebbe ucciso il pretendente.

Molti giovani avevano trovato così la morte, perché Atalanta, dato all’inizio un lieve vantaggio al suo concorrente, lo raggiungeva facilmente prima della meta, armata di una lancia con cui lo trafiggeva.

Finché si presentò un nuovo pretendente, Ippomene, che riuscì a vincerla con l’aiuto di Afrodite. La dea gli diede tre mele d’oro tratte dal Giardino delle Esperidi che egli, seguendonone il consiglio, lasciò cadere davanti a lei, nel momento in cui stava per essere raggiunto,che spinsero la fanciulla a fermarsi per raccoglierle, e perciò il giovane ottenne il premio pattuito. La gioia fù tale che il giovane dimenticò di ringraziare la dea che lo aveva aiutato e così causò lo sdegno della dea che abbandonò al loro destino la coppia, la quale per aver profanato il tempio della dea Cibele furono da ella mutati uno in leone e l’altra in leonessa .

Una leonessa capace di ruggire a gran voce in Serie A, famelica nell’immediato lungimirante verso il futuro, come testimoniano il regalo della mini maglietta a tutti i neonati nella provincia di Bergamo, l’acquisizione dello stadio con successivi lavori di ammodernamento ed il lavoro con il settore giovanile.

Ovviamente senza dimenticare il branco, composto da tutti i tifosi, capaci di rendere Reggio Emilia una nuova tana.

E allora forza Atalanta, continua ciò che sai fai meglio. Vai ancora a caccia!

Andrea Simmi

foto 90min

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