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Barcellona-Juventus 0-0, commento e pagelle

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Una Juventus autoritaria conclude indenne la trasferta spagnola guadagnandosi un posto tra le migliori quattro d’Europa

Una grande, grandissima Juventus entra tra le prime quattro d’Europa annichilendo un grandissimo avversario come il Barca. Non si tratta un’impresa storica, ma quello di Allegri e dei suoi ragazzi è un capolavoro di tattica e personalità. Concedere 0 gol in 180′ agli alieni dell’MSN è qualcosa di incredibile. Se poi pensiamo che i blaugrana erano reduci da una remuntada storica nel turno precedente contro il Psg e segnavano consecutivamente al Camp Nou da ben 21 partite di Champions, questo passaggio di turno assume risvolti ancora più importanti.
Una cosa balza agli occhi sin dai primi minuti, la Juventus non è venuta solo per chiudersi e “parcheggiare il pullman” davanti la porta di Buffon, ma se la vuole giocare con intelligenza sapendo di poter sfruttare una fase difensiva non eccellente di un Barca obbligato a sbilanciarsi.
La partenza nei primi 10 minuti piace, poi la disperata ricerca del gol ed il solito possesso blaugrana obbligano i bianconeri ad arretrare, ma non è un assedio, perchè la Juve gestisce bene i vari momenti della partita. Il Barca poi, non sembra nella sua serata migliore, la cerniera centrale Bonucci-Chiellini è semplicemente perfetta, tutta la squadra interpreta alla perfezione la fase difensiva non disdegnando qualche ripartenza anche grazie ad un buon palleggio in fase di uscita. Nel primo tempo c’è solo un’occasione clamorosa per Messi, mentre Higuain è il più pericoloso per i bianconeri.

0-0 e tutti si aspettano 45′ di fuoco vero. Così non sarà. Sospinti da un Neymar in buona serata, anche se come sempre troppo teatrale nelle cadute, il Barcellona getta il cuore contro l’ostacolo. L’ostacolo di questa sera però è di quelli insormontabili. Una squadra matura, ben messa in campo da un Allegri che nel doppio confronto ha battuto in maniera fin troppo evidente l’altro tecnico, Luis Enrique.

La Juve più volte potrebbe addirittura fare il colpo grosso, ma qualche errore di mira nel tiro e soprattutto nell’ultimo passaggio negano la gioia di violare il Camp Nou. Il Barca non ne ha davvero più. Non bastano 13 angoli, oltre il 60% di possesso palla. La Juve è stata la migliore nei 180′ ed ha passato meritatamente il turno.

Ora gli ostacoli tra la Vecchia Signora e Cardiff sono le due squadre madrilene, ormai habituè delle ultime fasi di Champions, ed una novità come lo spettacolare Monaco di Jardim. Venerdì dopo le 12 l’urna decreterà il suo verdetto, con la consapevolezza di essere diventati grandi e che tutte vorranno evitare Buffon e compagni.

Pagelle

Buffon 6: Forse si aspettava una serata più complicata. Il temibile trio offensivo ha le polveri bagnate e non centra quasi mai la porta di Super Gigi. Prontissimo su un insidioso tiro cross di Neymar, male su un’uscita alta dove viene graziato da Messi. Comunque la sua presenza lì dietro conta sempre e tanto.

Alves 7: Quanto tenesse a questa sfida contro la sua ex squadra lo si evince dalla grinta messa in campo. Quello del doppio confronto è stato il miglior Alves visto a Torino. Tonico, concentrato, agonisticamente affamato, con quella sua classe brasiliana in grado di far ripartire l’azione anche da dietro.

Bonucci 8: Partita sontuosa del centrale bianconero. Non è solo il regista che si esalta nella difesa a tre, ma Bonnie con il passare degli anni è diventato un big del ruolo anche nello schieramento a quattro. Sempre posizionato bene, non viene mai saltato dagli avversari con l’aggiunta di un paio di chiusure di pura posizione veramente straordinarie.

Chiellini 7,5: La coppia difensiva ormai si conosce da anni e si completa alla meraviglia. Chiellini è un concentrato di sicurezza. Ogni tanto la sua irruenza gli è costata cara, in questo doppio confronto mai. Giganteggia ancora su Suarez, vince tutti duelli con calma quasi serafica, abbinata alla solita grinta da gladiatore.

Alex Sandro 6,5: Nella difesa è quello meno brillante. Perde un paio di brutte palle in uscita a causa della sua indole brasiliana di non buttarla mai e di giocarla anche quando non si dovrebbe. Però in difesa è efficace, attento e sempre presente. Si è visto poco in fase di spinta, ma la sua partita è estremamente positiva.

Khedira 6,5: Un giallo pesante che gli costerà l’andata di semifinale. Lì in mezzo fornisce il solito saggio sull’interpretazione del ruolo. Taglia e cuce. Chiude e riparte. Il solito faro. Cala un pochino alla distanza sbagliando due palle comode che avrebbero potuto mandare Mandzukic e Cuadrado soli davanti al portiere.

Pjanic 7: Forse con Cuadrado l’uomo che più ha beneficiato del cambio ruolo. In tanti si chiedevano se potesse giocare in un centrocampo a due con una squadra così a trazione anteriore. Il bosniaco risponde con i fatti. Un paio di palle perse inizialmente, poi regia lucida, pallone mai buttato a casa, ma giocato in modo sapiente e soprattutto non disdegna la fase difensiva, anzi recupera, sporca ed intercetta molte palle risultando utilissimo alla causa.

Cuadrado 7: Ci mette un pò a carburare. Fa ottime cose, ma spesso si perde sul più bello. Nella ripresa ha un paio di ghiotte occasione, ma le spreca. E’ il giocatore a cui Luis Enrique non è riuscito a trovare la contromossa. La sua partita però non è solo la fase offensiva, anzi, il suo impegno senza palla per andare a prendere le folate offensive di Jordi Alba sono una delle chiavi tattiche del match. (Dal 39′ s.t. Lemina s.v.)

Dybala 6: I dubbi sul suo utilizzo dopo l’entrataccia di Muntari sono diminuiti di giorno in giorno. La Joya però non era nella versione super vista nell’andata. Pochi strappi alla sua maniera, ma la solita gestione della palla tra le linee che fa dell’argentino un elemento imprescindibile per lo scacchiere tattico di Allegri. (Dal 30′ s.t. Barzagli 6: Schierato nel finale per ricomporre la BBC, come sempre la Roccia non trema, mettendo ancora più al sicuro la retroguardia bianconero entrando con la solita autorità e respingendo le ultime disperate offensive blaugrana).

Mandzukic 6,5: Forse oggi ruba l’occhio meno di altre volte dove la sua forza fisica lo aveva visto dominare i match. La sua, come sempre, è una partita estremamente intelligente, di grande sacrificio nella doppia fase. Grazie a professionisti del genere il 4-2-3-1 è diventato da utopia ad un grande disegno tattico. Mario non si risparmia mai ed è l’unico degli attaccanti a restare in campo per 90′.

Higuain 6: Sicuramente il meno positivo dell’intera squadra. Ha un paio di occasioni all’inizio. Nella prima oggettivamente poteva fare di più, ma il suo fendente sorvola la traversa di Ter Stegen. Per lui è una partita di sofferenza, sempre spalle alla porta. Perde qualche pallone di troppo, si vede poco al tiro nella ripresa, ma la mole di corsa e lavoro è davvero ammirevole. (Dal 43′ s.t. Asamoah s.v.).

Allegri 8,5: Finalmente per lui cade il tabù Barcellona. Replica il capolavoro tattico dell’andata disegnando perfettamente la squadra anche nel ritorno. Sa che non si può venire in Spagna solo per non prenderle e questo lo si nota dalla voglia dei giocatori di offendere e ribaltare l’azione. Riesce a mettere in campo una squadra senza incontristi puri, con quattro attaccanti e due terzini offensivi. Tutto questo subendo poco o nulla dalla squadra con il miglior attacco del mondo. Chapeau.

Foto presa da: Il BiancoNero

Emanuele Tinari

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