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Rolandi-Fusco, una coppia Mondiale

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Mancano due settimane alla manifestazione più importante del panorama calcistico. Abbiamo chiesto ai due conduttori dell’ultima edizione Rai, legata a Brasile 2014, cosa ne pensano e per chi tiferanno. Non solo: Champions League, la Nazionale di Mancini e Balotelli, i play-off di serie B, le loro carriere…scoprite tutti gli argomenti

Simona Rolandi: “Fusco un professionista gentile e disponibile”

Come spiega questo dominio del Real Madrid in Champions League?

Un dominio assoluto (4 trionfi in 5 anni, di cui tre di seguito) basato sulla qualità degli uomini a iniziare da Cristiano Rolando, passando per Ramos e Marcelo. Non dimentichiamo anche Zidane che si è da poco dimesso. Era arrivato tra lo scetticismo generale. I meriti sono anche suoi. Certo per un allenatore è più semplice guidare una squadra di campioni che ha la mentalità vincente. Ora vedremo come si risolverà il mal di pancia di CR7 a livello di ingaggi, visto che non vuole essere da meno dell’eterno rivale Messi anche dal punto di vista economico. Florentino Pérez starà ai suoi desideri? Sul piatto ci sono i 45 milioni del PSG.

Che Mondiale vedremo? Quali le favorite? Le possibili outsiders? Senza l’Italia ‘tiferà’ per un’altra Nazionale?

Mi viene da rispondere…che Mondiale non vedremo (ride, ndr). Per tutta la durata della manifestazione sarà una ferita che non solo non si rimarginerà, ma si aprirà costantemente. Segna in negativo noi come popolo e noi giornalisti Rai. Ci avrebbe fatto bene partecipare al Mondiale e invece non godremo delle Notti Magiche, non ci riuniremo tutti insieme a vedere gli azzurri. Le favorite sono Argentina, Brasile, Germania e Portogallo. Mi piacerebbe fosse l’Islanda la sorpresa, visto che già ci aveva coinvolto ad Euro2016. La mia preferita è il Brasile. Nonostante la loro povertà, i tanti problemi… ai verdeoro non manca mai il sorriso. La loro allegria è contagiosa.

A proposito di azzurri lei punterebbe su Balotelli? Roberto Mancini è adatto al ruolo di commissario tecnico? Chi potrebbero essere i leader di questo nuovo ciclo?

Sì anche per via della carenza di giocatori eccellenti. Il tanto invocato Mario è più maturo rispetto al passato, ma non esaltiamoci troppo. Abbiamo giocato contro l’Arabia Saudita e addirittura una standing ovation mi sembra eccessiva. Aspettiamo a giudicare. Ha fatto bene Mancini a dargli fiducia. Roberto è la persona giusta, ma come ha sottolineato lui stesso non è un mago. Serviva un nome forte che avesse una marcia in più per la rinascita. Dobbiamo ripartire dalle macerie visto che la non partecipazione al Mondiale ci ha stroncato. Siamo stati estromessi dalla Svezia, non dall’Argentina. Come giocatori mi piacciono molto Chiesa, un ragazzo che ha testa oltre che gambe e ricorda per tiro e movenze il padre Enrico, e Cutrone, davvero molto bravo e umile. Peccato ora sia infortunato.

Che ricordi ha del programma “Notti Mondiali” del 2014 presentato da lei e da Andrea Fusco? Che effetto le farà assistere ad una rassegna iridata senza la Nazionale italiana e non trasmessa dalla Rai?

Seguivamo il Mondiale dagli studi di Roma. Un bel ricordo anche se il cammino dell’Italia fu breve. Almeno c’eravamo quell’anno. Ci si era persi dietro i pettegolezzi di Balotelli e dell’anello per Fanny. Quando l’Italia fu eliminata la situazione per noi era più difficile. Quest’estate però sarà ancora peggio. Senza la nostra Nazionale sembrerà tutto orrendo.

Come valuta la sua carriera? Tra i vari programmi da lei condotti vi è anche Dribbling del giornalista Gianfranco De Laurentis. E’ stato un suo punto di riferimento?

Sapevo di avere l’investitura di un programma storico, passato attraverso De Laurentis, la Clerici, la Ferrari. Ho sempre amato i programmi di Gianfranco e l’ho sempre seguito e rispettato. Non mi perdevo una puntata. Ora con le pay tv è più difficile avere i giocatori di punta perché le esclusive sono già stabilite all’inizio della stagione.

La sigla di questa storica trasmissione Dribbling è ‘One of These Days’ dei Pink Floyd. L’unione calcio-musica può essere un quid in più?

Se è un connubio vincente resta, come in questo caso, perché rende immediatamente identificabile il programma.

Da dove nasce la passione verso il giornalismo sportivo? Che strada deve percorrere un giovane oggi per riuscire ad affermarsi in questo settore?

C’è fin da piccola. Avevo 7-8 anni quando mi aggiravo con il mio microfono giallo e blu e immaginavo d’intervistare i calciatori. Spesso il lunedì non andavo a scuola perché facevo tardi la domenica sera a seguire le trasmissioni calcistiche. Avevo dei sintomi un po’ strani (ride, ndr). L’amore per lo sport c’è sempre stato. Praticavo la pallavolo e seguivo il calcio. Ho scritto ovunque e gratis per tanti anni, mi sono occupata di vari uffici stampa, laureandomi con 110 e lode in Economia e Commercio. Provai ad entrare alla scuola di Perugia. C’è una selezione durissima ed uno dei primi requisiti è il possesso di un titolo. Su 400 persone ne prendevano una ventina ed io arrivai 13esima. Per inseguire il mio sogno ho rifiutato, da poco laureata, posti fissi in banche o aziende e poi anche il primo contratto al Regionale in Rai. Ho aspettato arrivasse la chiamata da Rai Sport. Sono stata tenace e anche fortunata. Sono la dimostrazione che anche con i propri mezzi si può arrivare. Ora la Rai attinge esclusivamente dalla scuola di Perugia per ampliare l’organico.

Ci descrive chi è Andrea Fusco?

Un grandissimo professionista, gentile e disponibile, che mi ha aiutato molto dal punto di vista della dizione dato che ha fatto anche lo speaker. Conosce bene lo sport. Mi ha incontrato nel ‘99 che ero davvero giovanissima.

Quale squadra ha più possibilità di vincere i play off di Serie B?

Spero il Venezia di Inzaghi, sia per la città che per lui. E’ una persona carismatica, posata, rigorosa, che non può rinunciar a mangiare bene, al suo petto di pollo. E’ molto attaccato alla famiglia. Infatti farà di tutto per esserci sabato al matrimonio del fratello, di cui è testimone. Pippo comunque potrebbe andare al Bologna.

Programmi imminenti?

Non lo so, forse ce lo comunicheranno tra una settimana. Di questa stagione mi è piaciuta la finale di Coppa Italia di cui mi sono occupata. Mi piacerebbe condurre programmi storici come la Domenica Sportiva, 90° Minuto o  lo speciale Champions League.

Andrea Fusco: “Rolandi una professionista scrupolosa e piacevole”

Come spiega questo dominio del Real Madrid in Champions League?

Nasce da una precisa organizzazione. Il Real Madrid si distingue perché è una squadra dal grande respiro internazionale. L’intero gruppo ha la mentalità vincente. All’estero si ha una visione manageriale superiore rispetto a qui. In Italia solamente la Juve si basa su un modello che può essere competitivo anche in Europa. I bianconeri hanno puntato forte sul merchandising. Il campionato italiano purtroppo ne risente. La Juventus non ha rivali alla sua altezza ed è una tortura assistere ad un torneo spaccato come lo sono anche la Bundesliga e la Ligue1.

Che Mondiale vedremo? Quali le favorite? Le possibili outsiders? Senza l’Italia ‘tiferà’ per un’altra Nazionale?

Le favorite sono la Germania, la quale ha un impianto di gioco ormai collaudato ed efficace, l’Argentina, anche senza Icardi, e il Brasile, una selezione coriacea che ai Mondiali riesce sempre a dare dimostrazione della sua forza. Simpatizzerò per la più debole del tabellone, sperando in qualche sorpresa che possa dare del filo da torcere alle big.

A proposito di azzurri lei punterebbe su Balotelli? Roberto Mancini è adatto al ruolo di commissario tecnico? Chi potrebbero essere i leader di questo nuovo ciclo?

Mancini è un tecnico preparato e lo vedo bene nel ruolo di ct. Inoltre sa come gestire Balotelli, il quale essendo cresciuto umanamente dovrà rispettare le regole. Bonucci sarà il nuovo leader. Farà da trait d’union tra il passato e il presente. Abbiamo dei giovani interessanti che comunque fanno fatica a trovare spazio in campionato.

Che ricordi ha del programma ‘Notti Mondiali’ del 2014 presentato da lei e da Simona Rolandi? Che effetto le farà assistere ad una rassegna iridata senza la Nazionale italiana e non trasmessa dalla Rai?

Eravamo una squadra affiatata. Il programma non era semplice per via dei diversi contributi e collegamenti esterni dal Brasile. Con Simona c’è sempre stata un’ottima intesa. Sarà tutto particolare. Per noi italiani saranno giornate di ‘lutto’ sportivo. Il Mondiale stesso senza l’Italia perde moltissimo. Una Nazionale del nostro blasone dà lustro all’intera competizione.

Come valuta la sua carriera? Tra i vari programmi vi è anche Dribbling come il giornalista Gianfranco De Laurentis. E’ stato un suo punto di riferimento?

Dribbling è un rotocalco che amo moltissimo. E’ il programma che ho condotto al quale sono più affezionato insieme al ‘Processo alla Tappa’. Ho avuto enormi soddisfazioni nella mia carriera. Ho raccontato Mondiali, Europei, Olimpiadi seguendo diverse discipline. Gianfranco è stato un eccellente professionista. Stimo moltissimo anche Massimo De Luca, un giornalista elegante, ironico e garbato.

 

La sigla di questa storica trasmissione Dribbling è ‘One of These Days’ dei Pink Floyd. L’unione calcio-musica può essere un quid in più?

E’ fondamentale. E’ la colonna sonora che accoglie o accompagna lo spettatore lungo il percorso.

Da dove nasce la passione verso il giornalismo sportivo? Che strada deve percorrere un giovane oggi per riuscire ad affermarsi in questo settore?

Da bambino vivevo a L’Aquila ed ero munito della radio ‘Geloso’ che mi permetteva di ascoltare il programma ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Pertanto la passione era già scattata all’età di otto anni. Ad un giovane consiglio di scegliere bene il percorso e di non intestardirsi qualora non si dovessero raggiungere gli obiettivi necessari che consentono di trasformare questa passione in una professione.

Ci descrive chi è Simona Rolandi?

Oltre ad essere di bella presenza è anche una professionista scrupolosa, sempre attenta ai dettagli. Una piacevolissima compagna di avventura.

Quale squadra ha più possibilità di vincere i play off di Serie B?

Vedremo innanzitutto il Bari come reagirà a livello psicologico alla penalizzazione. Vedo meglio il Palermo rispetto al Frosinone.

Programmi imminenti?

La Città di Bellaria Igea Marina avrà l’onore di ospitare nuovamente le Frecce Tricolori: la Pattuglia Acrobatica Nazionale sarà la punta di diamante della manifestazione aerea in programma tra il 2 e il 3 giugno. Sono orgoglioso di condurre questo evento ormai da diversi anni.

Fonti foto: viaggiomagico, extranapoli, radiogaol24 e kijii

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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