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Marco Lollobrigida: “Ancelotti avrà avuto garanzie da De Laurentiis. Messi si è risparmiato in vista del Mondiale”

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Abbiamo intervistato il giornalista Rai, telecronista e conduttore sportivo. Con lui abbiamo parlato dell’Under 21, di Ancelotti al Napoli, di mister Di Francesco, della finale Champions League, del Giro d’Italia e non solo. Non è mancato un pensiero per Giampiero Galeazzi ed il canottaggio

Nainggolan per il Belgio, Icardi per l’Argentina e Morata per la Spagna sono i grandi esclusi al Mondiale in Russia. Secondo lei perché?

Sui primi due non c’è da stupirsi, si sapeva già da un po’. Il primo per ragioni tattiche a detta del ct. Sul secondo c’è un problema di spogliatoio. Non è voluto dai compagni. Lo stesso Maradona è intervenuto per dire che non andava convocato. Dal punto di vista tecnico è una responsabilità perché possono dare, uno a centrocampo e l’altro in attacco, un supporto consideravole alle rispettive squadre, già ricche di campioni comunque. E’ sempre un rischio per il ct però perché o è molto sicuro di sè o va incontro alla brutta figura. Morata è un grande calciatore ma non ha brillato particolarmente nel Chelsea. Trovo che dalla Juve in poi non sia cresciuto. Con la maglia dei blues non è stato decisivo in Europa.

Un Mondiale senza l’Italia. Per chi tiferà? Quale squadra la spunterà?

Il tifo è sempre una questione complicata. Per il fascino, la storia e il gioco direi l’Inghilterra. Le favorite sono sempre le stesse ma io azzardo l’Argentina per un semplice motivo. E’ come se Messi si fosse inconsapevolmente risparmiato (vedi Liga e Champions) per raggiungere Maradona. Sa che è l’ultima chance per eguagliare a livello di Nazionale l’altro fuoriclasse assoluto. Non vuole farsela sfuggire.

Che campionato è stato?

Molto bello ed equilibrato grazie a Sarri. Speriamo rimanga ad allenare in Italia. Mi sarebbe piaciuto vederlo al Milan per esempio. La Juve ha dimostrato di essere ancora la più forte ed attrezzata, con 7 scudetti e 4 coppe Italia di fila.

Si aspettava Ancelotti al Napoli per il dopo-Sarri?

No, ma sono contento. Carlo è uno dei cervelli scappati all’estero, l’ultimo italiano a vincere in Champions League (col Real Madrid nel 2014, ndr). Non me lo aspettavo perché guadagna molto ed è uno che chiede rinforzi, perciò, conoscendo la gestione oculata di De Laurentiis, per accettare avrà avuto delle garanzie. Il Presidente, così attento al bilancio, sarà andato incontro alle richieste di Ancelotti.

Mister Di Francesco ha vinto il premio Bearzot ed Ussi “Arancio” lo stesso giorno. Cosa pensa di lui?

E’ stato straordinario. Ha portato a Roma la mentalità che mancava da tanto. Ora non è una sembianza di squadra, ma una squadra vera. Contro il Liverpool dopo l’errore di Nainggolan i giallorossi ne avrebbero presi 8 di gol prima della sua gestione. Certo ora deve rafforzarsi. Mancano un paio di terzini. Kolarov non basta. Non ci sono gli esterni alti, ad eccezione di Under. Poi servono: un centrocampista in più, un difensore centrale, un regista. Al momento solo Schick può essere un’alternativa a Dzeko. Il prossimo anno la Roma, se non smantella mezza rosa ma si rafforza, può essere seriamente candidata allo scudetto.

Il premio Ussi “Giorgio Tosatti” lo ha ricevuto un giornalista che lei ha avuto l’onore di sostituire, Giampiero Galeazzi. Cosa pensa di lui come persona e professionista?

Un grandissimo uomo, un maestro. Diceva sempre: “prima di essere un cronista sono un uomo libero”. In effetti era così. A lui si deve la prima telecronaca moderna, che puntava alla semplicità non trascurando l’elemento tecnico. Il suo urlare col cuore, vedi il commento sui fratelli Abbagnale per esempio, ha fatto epoca. La coppia Rino Tommasi-Gianni Clerici ha preso spunto da lui.

Passando dal calcio al ciclismo. Chi è favorito nel Giro d’Italia, Simon Yatez o Tom Dumoulin? E’ rimasto deluso da Chris Froome? Quali sport segue con più trasporto?

Credo Dumoulin. No non sono rimasto deluso da Froome. Confesso di non averlo molto seguito il Giro quest’anno, perché non sono molto appassionato di ciclismo. Ne apprezzo la storia. Il calcio e il pugilato sono i miei preferiti. Poi avendo avuto come maestro Galeazzi mi sono avvicinato al canottaggio. Non lo conoscevo prima. E’ uno sport che ti sa prendere. La boxe è un paradigma di vita. Sul ring si vede che uomo sei, come affronti i rischi. La lealtà che dimostri è la stessa che porti al di fuori.

Tornando al calcio. La telecronaca più bella che ha visto e la partita più suggestiva da lei commentata?

La finale del Mondiale ‘82 di Nando Martellini. Commentando l’Under 21 quando l’anno scorso affrontammo e battemmo a Cracovia la Germania, la quale poi divenne campione. Fu l’Europeo del grande rimpianto, perché potevamo vincerlo noi al posto dei tedeschi. Ricordo quella telecronaca con particolare empatia.

I giocatori più promettenti dell’Under 21?

Ce ne sono tanti, ma dico in particolare Rolando Mandragora del Crotone (in prestito dalla Juve) e Kevin Bonifazi del Torino. C’è un’ottima base su cui lavorare. Poi sono rimasto favorevolmente colpito da Alessio Riccardi della Primavera della Roma. Ha solo 16 anni ma è già un calciatore completo.

Sabato a Kiev nella finale Champions per chi tiferà tra blancos e reds?

Per il Real Madrid perché è la squadra più forte.

Fonte foto: calcionews24

Erika Eramo

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