Home Interviste in Esclusiva Francesco Toldo: “Juve-Inter torna ad essere una sfida ai vertici”

Francesco Toldo: “Juve-Inter torna ad essere una sfida ai vertici”

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Domenica la Vecchia Signora affronterà i nerazzurri, al momento primi in classifica. Ne abbiamo parlato con una leggenda interista, ex anche Fiorentina, nonché con uno dei portieri più forti della Nazionale italiana. L’eroe di Euro2000 ci ha parlato dei suoi progetti con la scuola calcio di Salvatore Fresi

Nerazzurri in testa a pochi giorni da Juventus-Inter. Sarà una sfida che potrà dire molto sulla lotta scudetto?

E’ presto per dire chi avrà la meglio alla fine. Sicuramente è una sfida che torna ad essere quella che è sempre stata, tra due squadre ai vertici della classifica, che rappresentano il meglio, insieme al Napoli in questo momento, del nostro calcio. Credo che l’Inter debba concorrere per questo tipo di gare così sentite, per l’alta classifica e un posto in Champions. Parlare di scudetto, ripeto, è prematuro.

Spalletti è quindi l’uomo giusto? Le piace?

E’ una conferma per me, di certo non mi ha sorpreso. E’ un uomo sicuro di sé, che conosce bene il calcio italiano e sa sfruttare altrettanto bene i fortissimi giocatori che ha a disposizione.

Domenica ci sarà Napoli-Fiorentina. Che partita sarà?

Ovviamente il Napoli è avvantaggiato. E’ una squadra frizzante in cui i giocatori si trovano a memoria. I viola invece sono in un ciclo diverso. Hanno un po’ ceduto visto che si sono indeboliti rispetto allo scorso anno.

Di che cosa si sta occupando in questo momento?

Torno da Salerno. Ieri è stata presentata la partnership tecnica tra FC Internazionale Milano e la scuola calcio F6 dell’ex nerazzurro Salvatore Fresi. L’iniziativa, portata avanti in sintonia con il progetto delle leggende nerazzurre Inter Forever di cui sono responsabile, rientra nell’ambito di IGP (Inter Grassroots Program), attività a livello nazionale del Settore Giovanile che annovera già 23 scuole calcio sul territorio italiano.

Quale l’obiettivo di F6 in Campania?

La formazione degli allenatori che dovranno poi seguire i giovani in una regione che da sempre sforna nuovi talenti. Sono felice come Inter Forever di aver coadiuvato questa partnership tra il Settore Giovanile nerazzurro e F6. Condividiamo gli stessi valori etici e sportivi. Fresi sta facendo un ottimo lavoro. Viene promosso lo sviluppo del calcio femminile, il confronto con le istituzioni calcistiche, gli incontri con le famiglie e nelle scuole.

Quanti ragazzi ci sono finora?

Sono 160 i bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni che partecipano alla scuola calcio di Fresi, sempre più in crescita.

Novità per quanto concerne l’Inter?

Il 9 marzo festeggeremo i 110 anni di storia, perciò qualche giorno fa è nata la Hall of Fame dell’Inter. I tifosi registrati al sito potranno esprimere la propria preferenza per i giocatori che hanno scritto le pagine più importanti della storia nerazzurra. E’ possibile votare i portieri, i difensori, i centrocampisti e infine gli attaccanti candidati alla Hall of Fame. I criteri di eleggibilità sono: almeno 60 presenze in gare ufficiali col club, la vittoria di almeno un titolo in nerazzurro e aver terminato l’attività agonistica da tre anni.

Lei ha un rapporto privilegiato con l’Inter tanto che i tifosi dopo il quarto di Champions 2002-2003 istituirono a Valencia Plaza de Toldo. Cosa pensò?

Fu una cosa davvero simpatica. Ci sono state 2-3 partite in cui è successo di tutto. Valencia-Inter in particolare si ricorda per la mia triplice parata e per la rissa con Burdisso protagonista. Fu incredibile. Ci furono tantissimi tiri e se un portiere non è proprio scarso si fa notare.

Un’altra partita in cui si è fatto notare è sicuramente quella della semifinale contro l’Olanda il 29 giugno 2000, soprannominata The Perfect Day. E’ vero che il suo amico numerologo Alberto Ferrarini le predisse che avrebbe fatto grandi cose in quell’Europeo e in particolare in quella partita: “Ci saranno tanti rigori, ma non avere paura: li prendi tutti oppure sbagliano”? E che lei in campo, dopo i rigori, urlava “Alberto, Alberto”?

Sì è tutto vero. La sera prima di quella partita ci fu una telefonata in cui ci siamo caricati a pallettoni. Lui mi aveva preannunciato che avrei fatto “disastri”. Abbiamo fatto un giochino al telefono. Mi sono disegnato in testa esattamente come sarebbe andata, pensavo a come mi avrebbero tirato e in quale modo l’avrei parata. Mi sono concentrato ed andò esattamente come immaginato.

So che i suoi miti da piccolo erano Giovanni Galli e Dino Zoff. Ne ha altri?

Galli per i trascorsi nelle giovanili del Milan, Zoff per il Mondiale ‘82. Sicuramente anche Walter Zenga.

Ha un suo pupillo nelle nuove generazioni di portieri?

Preferirei non fare nomi.

Torniamo all’Inter. Fu acquistato nel 2001, l’ultimo anno che vide un portiere andare in gol (Taibi con la Reggina) fino all’altroieri. Tutti parlano del miracolo di Brignoli al ‘95 in Benevento-Milan. A lei non successe una cosa analoga?

Nel 2002 contribuii al gol del pareggio di Bobo Vieri proprio al ‘95 in un Inter-Juve. (era il 19 ottobre e la Juve era in vantaggio con un rigore di Del Piero fino a quando nei minuti finali sull’ultimo corner sale Toldo che trova la deviazione in mischia. Il gol non viene assegnato a lui perché l’ultimo tocco è di Bobo Vieri, ma il protagonista di quel 1-1 resterà il portiere dell’Inter. Siccome Vieri concorreva al titolo di capocannoniere gli lasciò il gol, ndr).

12 domande come il numero che aveva sulla maglia ad Euro2000. Ringrazio Toldone, l’indimenticabile number One, eroe in azzurro e non solo, per avermi concesso questa intervista dato che rientra nel novero dei miei miti adolescenziali.

Foto prese da Twitter, AsSalerno e Storie di Calcio

Erika Eramo

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