Home Interviste in Esclusiva Dario Hubner: “La Croazia può salire sul tetto del mondo”

Dario Hubner: “La Croazia può salire sul tetto del mondo”

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L’ex bomber: “Mi riempie di orgoglio avere ancora molto affetto intorno a me da parte di tanti appassionati”

Con l’ex attaccante Dario Hubner soprannominato ‘Bisonte’ abbiamo fatto il punto della situazione sul Mondiale e non solo. Hubner ha indossato, tra le altre, le maglie del Cesena, del Brescia e del Piacenza negli anni novanta e nei primi del 2000. Ha vinto la classifica dei marcatori in A nel 2002 con il Piacenza.

Ci racconta questo evento ‘Operazione Nostalgia’ che si è svolto a Parma una settimana fa? Lei è un idolo per molti appassionati del calcio anni ’90 anche se non ha giocato per una big.

E’ stata una bellissima giornata in memoria degli anni novanta. Mi ha fatto molto piacere rivedere tanti amici. Sono un punto di riferimento per diversi giovani giocatori che non sono dei campioni e a loro dico di crederci sempre perchè se anche io ho raggiunto la Serie A vuol dire che in molti possono riuscirci.

Cosa le sta piacendo e cosa meno di questo Mondiale?

La Croazia e il Belgio stanno esprimendo il miglior calcio. E’ una delizia per gli occhi vederle giocare. Mi ha deluso ovviamente la Germania sia per gli scarsi risultati ottenuti ma anche per il ritmo lento con cui ha affrontato le partite. L’Argentina fa fatica ed è la big che ha più difficoltà.

La favorita in assoluto?

Questo è un Mondiale delle sorprese perciò punto sulla Croazia. Gente come Modric, Rakitic e Mandzukic è abituata a vincere con i propri club. E’ arrivato il momento di alzare un trofeo anche in Nazionale.

I momenti della sua carriera in cui si è espresso meglio?

Ho sempre dato il massimo e i tifosi delle squadre in cui ho militato sono ancora legati a me a distanza di anni. E’ stata una grande soddisfazione vincere la classifica cannonieri con il Piacenza in A e portare il Brescia nella massima serie. Ricordo con piacere anche il successo tra i bomber sia in cadetteria con il Cesena che in C con il Fano.

I giocatori e gli allenatori più bravi con cui ha lavorato?

Pirlo perchè già da giovanissimo si capiva che era un fenomeno. Con Roby Baggio nel Brescia invece formavamo una coppia ‘vecchietta’. Inoltre lui era molto ‘acciaccato’ ma comunque con il suo piedino indirizzava lo stesso il pallone dove voleva.

Tanti bravi mister mi hanno insegnato molto ma Mazzone e Novellino avevano tanta esperienza da trasmettere.

Fonte foto: footballpassion24.altervista.org

Stefano Rizzo

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