Home Interviste in Esclusiva Bruno Giordano: “Mi auguro che sia l’anno del Napoli”

Bruno Giordano: “Mi auguro che sia l’anno del Napoli”

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L’ex attaccante punta forte anche sulla Lazio. E’ da poco uscito nelle librerie il libro sulla sua autobiografia -una vita sulle montagne russe-

Abbiamo intercettato telefonicamente Bruno Giordano, ex punta tra le altre della Lazio e del Napoli. Con gli azzurri nel 1987 conquistò lo Scudetto e la Coppa Italia.

Perchè le persone dovrebbero acquistare il libro ‘Bruno Giordano -una vita sulle montagne russe’ ?

Perchè la mia storia è stata raccontata da tanti e a volte la fantasia ha preso il sopravvento. Faccio chiarezza su diverse tematiche. Inoltre il libro è diretto sapientemente dal giornalista Giancarlo Governi.

Quali sono i ricordi più belli del periodo nella Lazio?

Il primo giorno da biancoceleste sul campo che stava a Tor di Quinto. Avevo 13 anni.

Poi l’esordio in Serie A e tutte le emozioni che si sono susseguite negli anni vissute in compagnia dei miei compagni di squadra.

Il derby che ricorda con più affetto?

Quello del 1976, quando segnai il gol decisivo e andai a festeggiare sotto la curva.

Qual è stato il suo compagno di squadra più forte nella Lazio?

Ho giocato poco con Chinaglia per cui i giocatori che mi hanno più impressionato sono stati Manfredonia e D’Amico.

Lei nel ’74, l’anno dello Scudetto vinto dalla Lazio, faceva parte della primavera biancoceleste. Con chi era più legato tra i giocatori della prima squadra?

Un po’ tutti. Ho dei ricordi bellissimi legati a quel periodo.

Chinaglia, Wilson, D’Amico, Pulici, Re Cecconi, con loro avevo già instaurato buoni rapporti.

Quali sono i punti di forza di questa Lazio targata Simone Inzaghi?

Il gruppo guidato molto bene da Simone Inzaghi. Possono arrivare in zona Champions in campionato e almeno tra le prime otto in Europa League.

Ci racconta qualche aneddoto su Maradona?

Era uno spettacolo vederlo in allenamento. Un giocatore pazzesco. Mi mandò un telegramma nell’83 quando mi ruppi la gamba. Apprezzai molto quel gesto. Pochi anni dopo mi volle al Napoli.

Dove può arrivare il Napoli?

Mi auguro che possa vincere lo Scudetto. I segnali sono positivi. Può essere l’anno decisivo, ma non aggiungiamo nulla…

Che differenze ci sono tra i giovani di adesso e quelli della sua epoca?

Sono due mondi diversi. Prima a mio avviso c’era più passione, ora alla prime difficoltà molto giovani spesso si arrendono. Oggi ci sono più tentazioni.

Ha qualche rimpianto legato alla sua carriera da allenatore?

Ho fatto la gavetta partendo dalla Serie D fino ad arrivare alla Serie A. Purtroppo sono sempre stato chiamato da società in forte crisi dove era difficile lavorare. Non ho avuto mai la fortuna di trovarmi in una società sana di medio-alto livello.

Foto fonte: cittàceleste

Stefano Rizzo

 

 

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