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Il calcio ai raggi K

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Come sono arrivate le prime 5 squadre di serie A in questo mese di maggio (3638 turno)? E le finali di Champions e Europa League? Che novità ci saranno per il Mondiale e non solo?

Juve: E’ ancora lei la prima della classe, vincendo col Bologna e il Verona e pareggiando con la Roma (è proprio all’Olimpico che archivia la pratica scudetto con il settimo timbro, ma lo avrebbe vinto ugualmente perché con 6 punti di distacco e una differenza reti di +16 sul Napoli poteva permettersi il lusso di perdere le ultime due partite). Sette scudetti consecutivi e quarto double di fila con la tredicesima Coppa Italia della storia (ai danni dei Gattuso boys, rei di avere poco esperienza, a partire da Donnarumma e le decisive due papere)…trionfi dettati da programmazione, solidità mentale, concentrazione, superiorità tecnico-tattica con la punte di diamante nel piè veloce Douglas Costa, fautore di gol ed assist pesanti. Higuain ha detto: “E’ proprio l’unione tra noi l’ingrediente che ci può permettere di raggiungere i nostri obiettivi”, ma sarà salda l’unione anche il prossimo anno visto che ormai i tifosi ci hanno preso gusto? Qualcosa cambierà: un restyling sostenuto a incominciare dall’assenza del leader Buffon tra i pali (futuro come manager bianconero oppure andrà – insieme al Pipita? – al PSG ritagliandosi, forse più in là, un ruolo da testimonial per il Mondiale del 2022 in Qatar) ma Allegri resta ed è già qualcosa. Nessuno era mai riuscito fino ad ora ad infilare la quarta doppietta scudetto-coppa Italia. No limits. Toccato il settimo cielo bisogna puntare alto. Tirannia bianconera verso l’infinito e oltre

Napoli: Pareggia col Torino e vince con Sampdoria e Crotone, ma abdica di fatto al campionato. Hamsik festeggia i 100 gol in serie A, è già con mezza valigia lontano dal Vesuvio visto che tre club cinesi lo vogliono fortemente ma ci ripensa quando arriva la notizia del mese. Le valigie di Sarri sono pronte da tempo infatti: “De Laurentiis mi ha fatto vivere un’avventura straordinaria che è quella di allenare la squadra che tifavo da bambino”. Il sostituto non dovrebbe farlo rimpiangere. Carletto Ancelotti ha vinto in tutte le piazze in cui ha allenato, tranne che alla Juve. Segni del destino o segnali di fumo? Intanto l’effetto del cambio panchina ha prodotto due effetti: sul mercato, di nuovo attivo, con la lista della spesa lunga (da Vidal a Inglese, fino a Suso e David Luiz con il possibile exploit Balotelli) e sulle quote Snai. Su di lui le parole al miele del Presidente Aurelio: “Trasmette imparzialità e serenità. Non insiste mai e non ha la smania di vincere visto che lo ha fatto ovunque. Se viene è perché gli piace il Napoli e Napoli. Non usa la squadra per andare da un’altra parte”. L’idillio è sbocciato, destando un clamore legittimo. Dal flop scudetto al coup de théâtre in panchina targato De Laurentiis

La Roma mantiene saldo il terzo posto, vincendo contro il Cagliari affamato di punti per la lotta salvezza, pareggiando con la Juve campione d’Italia e sorpassando di misura il Sassuolo già salvo. In Champions il 4-2 rifilato al Liverpool non consente l’accesso alla finalissima di Kiev: tra rimpianti, episodi sfortunati ed errori arbitrali i giallorossi si fermano a un passo dall’ennesima impresa e la doppietta del Ninja non lenisce le ferite dell’errore clamoroso che innesca Mané. La carica (twittando “Forza Roma!”) del gladiatore Russull Crowe non è bastata, 34 anni dopo la maledizione Liverpool continua. Ora testa al prossimo campionato. Di Francesco dichiara: “Gli obiettivi per l’ anno venturo? Quelli li pone la società in base al mercato che si fa, e ai giocatori che si cercano. Io poi li devo far rendere al meglio. Alisson? Mi dicono resti…”. Eusebio sta cambiando la mentalità dei suoi ed è questo, al di là dei giocatori che resteranno e dei nuovi che arriveranno, il punto da cui ripartire per far grande la piazza. Dal Bronzo di Riace Crowe al bronzo che ci Piace

L’Inter non solo rimane aggrappata al sogno Champions come si era prefissata ma lo realizza anche dopo risultati a corrente alternata che la portano sulle montagne russe di 40 milioni: vince con l’Udinese, perde inaspettatamente col Sassuolo ma poi supera la Lazio in extremis nella partita più importante della stagione. Spalletti dichiara: “Se io merito la riconferma a prescindere dalla Champions? Non chiedo niente, non pretendo di meritare niente”. Senza pretese arriva il colpo ad effetto: raggiunge la Lazio a quota 72 ma la spodesta dal quarto posto per via degli scontri diretti a favore. Icardi rimane (rinunciando alle sirene estere) e raggiunge col suo 100esimo gol Immobile a quota 29 gol in serie A (capocannonieri a pari merito): il fortino Olimpico è finalmente spodestato, l’orgoglio è saldo, l’obiettivo stagionale raggiunto. Pazza Remuntada Champions

La Lazio pareggia con la vispa Atalanta (“L’unica squadra che ci ha davvero messo in difficoltà in casa nostra” a detta di Inzaghi), pareggia col Crotone, commettendo un grave errore, visto che non mette l’ipoteca sulla partecipazione alla Champions e poi…perde tutto in casa con l’Inter. Uomo scandalo è de Vrij che a luglio vestirà la maglia nerazzurra con un contratto quinquennale da 4,2 milioni più bonus a stagione. E’ proprio il suo errore (entrata scomposta su Icardi e conseguente rigore da lui realizzato) e l’espulsione di Lulic a condannare la Lazio all’Europa League regalando, di fatto, la Champions alla banda di Spalletti. Senad difende Stefan: “Si è parlato troppo di questa situazione. Ha giocato una grande gara. Ha sbagliato sul rigore, succede. Lui è stato sempre un esempio per tutti ed era deluso tanto quanto noi”. Peccato che l’olandese non se la sentiva di giocare e qualcosa è andato storto…Come diceva Andreotti…A Pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina

Crotone col magone e Milan in un limbo: A nulla è valso il pareggio con i biancocelesti. I pitagorici, perdendo contro il Napoli, dicono addio alla massima serie. L’uomo ragno Walter Zenga (“E’ come se avessi preso una coltellata”) non è riuscito nel miracolo, perciò i calabresi seguono Verona e Benevento in serie B. I rossoneri nel frattempo incassano il no al settlement agreement dall’Uefa, il patteggiamento delle sanzioni sportive ed economiche per le deviazioni dei parametri del fair-play finanziario nell’ultimo triennio. Aspettando di andare a giudizio a metà giugno, potrebbero vedersi esclusi dalle Coppe. Altro che coltellata! No tu no…e perché? Perchè no!

Champions e Europa League a Madrid: Dopo la semifinale contro il Bayern Monaco, non priva di polemiche arbitrali (tre penalty reclamati e il clamoroso fallo di mano di Marcelo), il Real Madrid sbanca anche contro il Liverpool (qui aiutano la prematura uscita dal campo di Salah –che vede sfumare il Pallone d’Oro e forse il Mondiale per mano di Ramos e i due clamorosi errori-orrori di Karius), conquistando la sua terza Champions League consecutiva (la quarta in 5 anni). Real Madrid e Champions 13 volte insieme…un connubio infinito con due nuvoloni all’orizzonte: abbandonano la barca –anche se non affonda- di sicuro Zidane (7 finali vinte in 2 anni e mezzo) e quasi sicuramente CR7 (i 45 milioni messi sul piatto dal PSG sono più che allettanti). Non solo…anche l’altra sponda di Madrid sorride. Il calcio guardingo e solido di Simeone batte quello propositivo di Garcia: l’Atletico Madrid grazie ai colpi del petit diable Griezmann agguanta l’Europa League con un rotondo 3-0 ai danni dell’Olympique Marsiglia. E’ il terzo trionfo nelle ultime 9 edizioni, il secondo con la guida del “Cholo” (nella prima c’era Quique in panchina). La SuperCoppa Europea sarà per la prima volta appannaggio di un’unica città. Sarà di nuovo finale come nella Champions 2016, sarà ancora e soprattutto orgoglio madrileno. Blancos e colchoneros…è fiesta grande

No ai colpi mancini, sì al fatato destro di Mancio: Pur non essendo un mago il tecnico jesino dovrà necessariamente fare l’uomo della ricostruzione. I motivi della sua scelta? In primis l’entusiasmo dimostrato. Ce ne vorrà molto per far re-innamorare tutti i tifosi delusi. A Roberto Mancini il compito di risollevare una Nazionale ferita nell’orgoglio, dopo la mancata partecipazione al Mondiale in Russia. I suoi obiettivi? Riportare l’Italia sul tetto del mondo, dare una seconda possibilità a Balotelli, rispettare i senatori, Buffon e De Rossi in primis, convocare il maggior numero di giocatori tecnici ispirandosi al gruppo di Bearzot dell’82. Il contratto è fino al 2020, rinnovabile fino al 2022 (3 milioni l’anno). I test contro Arabia Saudita e Francia mostrano ancora qualche lacuna, ma la serenità e l’attaccamento si sono viste. Stasera l’ultima amichevole contro l’altra grande esclusa, l’Olanda. Super Mario il B(r)oss degli azzurri è tornato

Mini o Maxi…purchè lo spettacolo sia Mondiale: Mancano solo 10 giorni all’inizio della rassegna iridata in Russia e fioccano le polemiche per l’esclusione di Icardi (Argentina), Nainggolan (Belgio) e Morata (Spagna). Non solo. Già si pensa ad un cambiamento sulla manifestazione stessa. Il presidente della Fifa Gianni Infantino sta valutando la proposta di organizzare un torneo tra 8 Nazionali ogni due anni, a partire dal 2021. La competizione potrebbe denominarsi Final 8 e avrebbe luogo a ottobre o novembre. Per attuarlo un pool di investitori sarebbe pronto, grazie a cifre da capogiro (25 miliardi di dollari), ad acquisirne i diritti per 12 anni. Altro che G8…la vera politica è il calcio

Fonti foto: millennials, napolipiù, delinquentinelpallone, okpronostico e corrieredellosport

Erika Eramo

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