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GRAZIE davvero MAGICA…questa ROMAntada

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Più che una remuntada. Chi come me ieri sera era all’Olimpico ha assistito a qualcosa d’impronosticabile. La squadra allenata da Di Francesco fa l’impresa contro una delle compagini più blasonate al mondo e accede alle semifinali di Champions League

Steve Jobs lo ripeteva sempre: “Siate affamati, siate folli. Affamati di sogni, di vita e di speranza. E folli al punto di osare il tutto e per tutto per seguire il proprio cuore e cercare la vera felicità”. Quando la convinzione mentale, la compattezza del gruppo riescono ad annullare la superiorità tecnica degli avversari tutto diventa possibile. Quando il risultato bugiardo del Camp Nou diventa un freno a mano tirato per Messi e compagni ed incosciamente porta ad accontentarsi…succede il miracolo che rende felici. Per una volta gli alieni scendono sulla terra per recitare una parte in “Turisti per caso”. Di fatto non c’è mai stata una sola azione nitida da gol per i blaugrana. Nessun guizzo, nessuno spiraglio… mentre la Roma è ovunque. I due tecnici lo avevano detto. Di Francesco profetico: “Dobbiamo crederci fino alla fine e sperare di fare un miracolo o qualcosa di veramente impensabile” e Valverde aveva mantenuto un basso profilo: “Sarebbe un errore pensare che già siamo in semifinale”.

Che l’atmosfera fosse elettrizzante per i giallorossi lo si capisce fin da subito, da quel gol di Dzeko nei primi minuti di gioco. Si percepisce odore di surrealtà, ma nel senso artistico del termine, ovvero la liberazione delle potenzialità immaginative per il raggiungimento di un altro livello, oltre la realtà razionale. Ci si stropiccia gli occhi felicemente increduli: ma è tutto vero o abbiamo sognato? Dove finisce il sogno e inizia la realtà? Ieri questi due piani si sono conciliati armoniosamente, donando uno spettacolo senza precedenti. La voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di onorare la maglia, la città, i proprio tifosi, mai così assordanti, propulsivi, gladiatori loro stessi…tutti fattori che hanno poco a che fare col calcio giocato, eppure sono la parte più bella e sincera. Un sold-out così non si vedeva da quel 28 maggio dello scorso anno, giorno dell’addio di Totti. Proprio Francesco in tribuna si è fatto una risata dopo il 2-0, come quando nei sorteggi di Champions pescò il Barcellona. Ghigno amaro o sapeva già come sarebbe andata a finire? Dal capitano del passato all’ex capitan futuro, ora presente, De Rossi che freddamente e con rabbia, batte il rigore, per ribaltare le critiche ingiuste del 4 aprile e aprire le porte alla speranza.

Dopo i sorteggi il giornale spagnolo “Sport” recitava “Un bombon” a sbeffeggiare i romanisti, avversari più che abbordabili per agguantare il sogno Triplete. Il bombon c’è stato in effetti, ma è stato il colpo di testa vincente di Manolas a chiudere il cerchio della surrealtà e far sprofondare il Barcellona in un incubo.

Segnano gli stessi dell’andata, ma questa volta nella giusta direzione e col vento a favore. Ora però per non gettare alle ortiche tutto e continuare a “danzare tra le stelle” bisogna imprimersi dentro questa mentalità. Il tempo dei festeggiamenti è finito già ieri sera. La testa da adesso in poi deve essere alle 3 partite rimanenti. La prossima avversaria sarà una tra Liverpool, Real Madrid (meno probabile la Juve ma dopo ieri sera anche i bianconeri possono tentare il colpaccio), Bayern Monaco (o Siviglia). Il cammino per Kiev è sempre stato ostico, ma oggi abbiamo una convinzione in più e deve essere la leva su cui sollevare il mondo. Il capitan De Rossi ammonisce: “Serve fare un passo in più, senza pensare al miracolo o credere di andare in semifinale in vacanza” e l’abruzzese Di Francesco carica a mille: “La differenza l’ha fatta la mentalità. La crescita sta nell’ambire a qualcosa di più. Perchè non credere alla finale? Non accontentiamoci”.

Un altro grande abruzzese, Benedetto Croce, amava dire: “quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma anche di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: TU SEI ABRUZZESE!”. Facendo propria un po’ di coriacità del mister i giallorossi devono tentare di concludere l’opera iniziata, rimanendo coi piedi per terra e ricordandosi di usare intelligenza, versatilità, fermezza, persistenza e resistenza.

Fonte foto: Fanpage.it, forzaroma.info, radiodejay, tuttomercatoweb e radiogoal24

Erika Eramo

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