Home Editoriali Coppe europee: altalena di emozioni a non finire

Coppe europee: altalena di emozioni a non finire

0
CONDIVIDI

La Roma abbatte il Barça e resta l’unica squadra italiana in corsa. La Juve va vicina all’impresa a Madrid, mentre la Lazio naufraga a Salisburgo

Sono stati dei quarti di finale che hanno suscitato ai vari appassionati di calcio svariati stati d’animo.

La Roma trascinata dal suo pubblico disputa la partita perfetta. Mister Di Francesco indovina il modulo con la difesa a tre che sorprende tutti. In campo ogni giocatore giallorosso va oltre i propri limiti. Di contro un Barcellona che paga paradossalmente il 4-1 bugiardo dell’andata che a livello inconscio avrà portato molti giocatori a pensare che a Roma sarebbe stata una passeggiata, con l’obiettivo di risparmiare le energie in vista delle prossime gare per raggiungere il Triplete. Tutto sbagliato! La squadra giallorossa rifila un secco 3-0 ai balugrana e approda dopo 34 anni alle semifinali della coppa con le orecchie.

Il Liverpool sconfigge anche al ritorno il Manchester City facendo prevalere la maggiore esperienza a livello internazionale.

La Juventus sfiora un’impresa incredibile contro il Real Madrid. Fino al 90esimo i bianconeri avevano pareggiato i conti realizzando tre reti, le stesse subite in casa all’andata. Negli uiltimi istanti di gioco un contatto da dietro dubbio di Benatia su Vazquez decide le sorti del match. Per l’arbitro Oliver è rigore ma per Buffon no. La reazione del portierone bianconero è veemente e il direttore di gara espelle Gigi.

Dal dischetto Cristiano Ronaldo non sbaglia.

Per la Juve si tratta dell’ennesima delusione europea. E’ ovvio che l’adrenalina sprigionata in una partita del genere non permette di essere molto lucidi e perciò va contestualizzata la situazione nel modo migliore.

Dispiace per Buffon perchè non meritava un epilogo finale del genere qualora dovesse appendere i guantoni al chiodo. Questa amarezza poi va sommata all’esclusione al mondiale.

E’ particolarmente curioso però assistere quasi ogni anno alle lamentele bianconere in Europa. Un atteggiamento quello della società juventina ben distante da quello adottato nel campionato italiano.

Gli arbitri? Sono la scusa dei perdenti ci disse proprio Benatia qualche giorno fa.

Lo stesso Buffon ma anche Andrea Agnelli non erano così ben predisposti al Var ad inizio stagione. Gigi oltretutto nel post gara ha effettuato diverse uscite a vuoto e speriamo che più avanti possa rimediare.

Come dimenticare poi la sfuriata di Conte contro il Benfica nella semifinale dell’Europa League del 2014 oppure il marcare nell’anno precedente sempre dall’ex mister della Juve che il Bayern ha introiti più elevati rispetto alla vecchia signora e pertanto è difficile competere.

Discorsi che hanno una logica ma che sono privi di coerenza visto che vengono adotatti solo quando fa più comodo. Oltretutto la Juve deve recitare il mea culpa per aver condizioanato la qualifcazione già all’andata e non aver trovato quella freddezza necessaria che ha in Italia e che ti permette di fare la differenza.

E’ altrettanto ovvio che la sudditanza psicologica nel calcio c’è e ci sarà sempre perchè il Bernabeu magari a livello inconscio può incudere timore all’arbitro. Pertanto speriamo che quanto prima il Var venga utilizzato anche nelle coppe europee.

Infine il Bayern con il minimo sforzo si sbarazza del Siviglia.

La Roma entra nelle 4 migliori d’Europa in cui ci ci sono le squadre più blasonate della Spagna, della Germania e dell’Inghilterra.

Male, anzi malissimo invece la Lazio in Europa League. Forte del 4-2 conquistato all’andata gli uomini di Simone Inzaghi si fanno infilare per 3 volte in 4 minuti stabilendo una sorta di record. Dallo 0-1 al 4-1 in pochissimo tempo. Roba da film dell’orrore.

Sfuma in questa maniera la possibilità di vedere per la prima volta due squadre capitoline nelle semifinali delle coppe internazionali.

Il Marsiglia va sotto dopo due minuti contro il Lipsia già vittorioso per una rete a zero all’andata. Gli uomini di Garcia però non si perdono d’animo e concludono l’incontro con un 5-2 che verrà ricordato per molto tempo.

Il Cska Mosca mette paura all’Arsenal ma alla fine la compagine di Wenger non solo si qualfica ma trova anche il pari nella gara di ritorno (2-2).

Non basta allo Sporting Lisbona la vittoria di misura contro l’Atletico Madrid in virtù del 2-0 scaturito nei primi 90 minuti.

Fonte foto: Skysport.it

Stefano Rizzo

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.